TERZO SETTORE /
Dal social network al network sociale: il sito che crea reti grazie alla rete
14 settembre 2013

C’è chi usa il web per sponsorizzare le proprie cause, offrire e gestire servizi, svolgere operazioni di fundraising o, più semplicemente, farsi conoscere. Certo è che il mondo del non profit e le diverse realtà ad esso collegate vanno scoprendo internet e le sue grandi potenzialità, soprattutto nella sua veste 2.0, con sempre maggior frequenza. Nelle scorse settimane, ad esempio, vi abbiamo raccontato di Timerepublik, spazio online dedicato alle banche del tempo, Terzo Valore, la piattaforma di Banca Prossima che permette di diventare “banchieri solidali”, Retedeldono, portale che realizza raccolte fondi a favore di progetti di utilità sociale, e di Welfare Company, azienda che offre servizi di welfare sempre più interattivi ad imprese e pubbliche amministrazioni grazie al web. 

Nel mare magnum del web da alcuni mesi c’è anche www.uidu.org (che non è altro che la trascrizione linguistica dell’inglese “we do”), sito internet che potenzialmente può far fare un salto di qualità alle organizzazioni non profit, in particolare quelle più piccole, che ancora non hanno un buon rapporto col web. Uidu si propone di mettere in relazione organizzazioni, volontari e cittadini operanti su un certo territorio attraverso internet, e creare le condizioni affinché i network che si strutturano online diventino vere e proprie reti di collaborazione anche nella realtà.

Registrandosi (gratuitamente) sulla piattaforma le organizzazioni possono aumentare la propria visibilità, promuovere iniziative a carattere sociale, cercare volontari che le aiutino nella realizzazione delle loro attività e perfino fare raccolta fondi, il tutto in un’ottica che, oltre che sociale, è anche molto social. La piattaforma infatti cerca di cogliere i punti di forza di alcuni dei social network più famosi calibrandoli sulle esigenze di chi opera nel non profit. La mappa di geolocalizzazione - dove si possono trovare facilmente le sedi delle organizzazioni, le iniziative da loro proposte e i cittadini che si offrono come volontari - ad esempio, ricorda molto Foursquare. La possibilità di postare e condividere commenti, link o foto, neanche a dirlo, ha molto di Facebook. E il fatto di poter raccontare la propria storia e le attività svolte negli anni anche da un punto di vista “tecnico” ricorda un po’ Linkedin.

Il sito è nato dall’idea di quattro giovani ragazzi che hanno notato come nel nostro Paese mancasse uno strumento informatico che potesse mettere in relazione le realtà del territorio che ogni giorno si impegnano nel sociale. Così, nel dicembre 2012, hanno messo in piedi la piattaforma per provare a raggiungere tale scopo. I risultati per ora sono incoraggianti, finora 700 organizzazioni registrate, e considerati particolarmente innovativi anche dagli addetti ai lavori; il progetto ha infatti vinto l’edizione 2012 del premio StartCup Milano Lombardia per l’iniziativa a maggior impatto sociale. A breve la piattaforma dovrebbe anche avviare una seconda fase di sviluppo, iniziando ad offrire servizi evoluti (questa volta pagamento) alle non profit che vogliono migliorare il proprio rapporto col web.

Appare forse un po’ paradossale che sia proprio internet, concepito per mettere in comunicazione realtà fra loro molto distanti, a favorire la nascita di relazioni dal forte carattere territoriale, ma l’impostazione del progetto pare stia funzionando bene e abbia le potenzialità per svilupparsi anche su scala più ampia. Nel dubbio, anche Percorsi di secondo welfare si è registrato alla piattaforma. Vaglieremo i vantaggi dello strumento e… vi faremo sapere!

 

Riferimenti

Il sito di Uidu

La presentazione di Uidu

La pagine di Percorsi di secondo welfare su Uidu

Il team di Uidu

 

I nostri approfontimenti sul rapporto tra web e terzo settore

La piattaforma online al servizio delle Banche del Tempo

Le banche e gli investimenti nel sociale

Il personal fundraising a sostegno del crowdfunding: quando la raccolta fondi si fa in Rete

Voucher sociali e welfare 2.0: le proposte di Welfare Company

 

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