famiglia

La trasformazione demografica impone un ripensamento profondo delle politiche sociali, urbane e culturali, per garantire diritti, autonomia e partecipazione attiva agli anziani. Ne parla Salvatore Rao su Rivista Solidea.
Nascere a Milano o a Palermo, in una famiglia colta o con basso reddito, maschio o femmina: il destino socioeconomico di una persona in Italia nel 2025 è ancora fortemente condizionato da questi fattori di partenza. Dalla mobilità intergenerazionale bloccata ai divari territoriali e di genere nel lavoro, nel nostro Paese la mappa delle opportunità tutt’altro che uniforme.
Da luoghi di accoglienza della vecchiaia a strutture di cura ad alta intensità fortemente connesse al territorio: considerazioni a partire dai dati del 7° Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care del CERGAS SDA.
Il Piano nazionale per la famiglia 2025-2027, il documento del Dipartimento per le Politiche della Famiglia che racchiude strategie e interventi per promuovere politiche di supporto ai nuclei familiari, individua il welfare aziendale come un ambito prioritario su cui investire. Ma perché la cosa funzioni serve un impegno concreto.
A incidere negativamente sulla scelta sono gli stipendi troppo bassi, l’aumento del costo della vita e l’assenza di servizi. Lo rivela un'indagine di Legacoop e Ipsos, che indica come cresca il numero di giovani under 35 che rinunciano ad avere figli (25%) o abbiano scelto di fermarsi a uno (24%)
La città brianzola ospiterà due giornate di incontri, laboratori e confronto per mettere al centro l’infanzia come bene comune e costruire, a partire dal territorio, un’alleanza tra famiglie, scuole, istituzioni e comunità. E parteciperà anche Percorsi di secondo welfare.
Durante la XV edizione del Caregiver Day sono emerse numerose riflessioni, proposte e idee per sostenere le giovani persone che si prendono cura di familiari o amici con malattie fisiche o psichiche, disabilità o dipendenze che ne limitano l'autonomia.