Rassegna Stampa
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Smart working: tutti lo vogliono ma servono nuovi equilibri

Cristina Casadei, Il Sole 24 Ore, 5 aprile 2022
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Aidp, l’Associazione dei direttori del personale, ha condotto una survey sullo smart working somministrandola a oltre 850 imprese e referenti HR. Secondo i dati per l’88% degli intervistati questa modalità di lavoro diventerà strutturale e verrà utilizzata anche oltre il termine dello smart working semplificato.

Le imprese, spiega Cristina Casadei sul Sole 24 Ore, hanno le idee chiare: lo smart working è ormai considerato un dato di fatto (tanto che molti candidati lo pongono come condizione per accettare le offerte di lavoro), ma occorrerà definire un nuovo equilibrio tra il lavoro a distanza e quello in presenza. Secondo la ricerca il 37% delle aziende ha già definito una policy per quando, il 30 giugno, finirà la modalità semplificata; il 32% le sta definendo; il 30% è in attesa di capire se cambierà qualcosa dal punto di vista normativo.

Le aziende in questo quadro si stanno interrogando anche su altre questioni. Ad esempio come organizzare gli spazi. Il 30% ha già ristrutturato per organizzare il lavoro da remoto e la minor presenza fisica; il 27% ci sta lavorando. C’è poi il diritto alla disconnessione: il 42% delle aziende non ha ancora introdotto garanzie mentre il 36% ci sta ragionando. Intanto il 46% ha intenzione di cercare buone prassi specifiche per una migliore gestione del lavoro da remoto (per gestire ad esempio i tempi e la partecipazione a videoriunioni, la gestione della corrispondenza mail o i codici di condotta da remoto).


Lo smart working diventa strutturale in 9 aziende su 10

Cristina Casadei, Il Sole 24 Ore, 5 aprile 2022