Primo Welfare

Con il termine “primo welfare” ci riferiamo al sistema tradizionale di protezione sociale organizzato e gestito dallo Stato tra fine Ottocento e inizio Novecento per rispondere a rischi e bisogni sociali dei cittadini. Per questo esso è spesso indicato anche come “Welfare State” o “Stato Sociale”

Il primo welfare include una serie di politiche pubbliche e programmi “essenziali” – come pensioni, assistenza sanitaria, tutele contro la disoccupazione, istruzione, politiche per la famiglia, politiche abitative, etc. – che intendono garantire il benessere dei cittadini attraverso la redistribuzione delle risorse e la fornitura di servizi.

Il primo welfare rappresenta quindi la base del sistema di protezione sociale. Su di esso si innestano le evoluzioni e le integrazioni del secondo welfare, che coinvolge attori non-pubblici (Terzo Settore, aziende, corpi intermedi…) per rispondere ai rischi e bisogni in una logica sussidiaria e integrativa rispetto alle politiche pubbliche tradizionali.

Di seguito i nostri articoli in cui approfondiamo dinamiche e esperienze realizzate nel perimetro del primo welfare.

Nel corso dell'ottavo State of the Union tenutosi a Firenze si è parlato molto anche di welfare e di politiche di investimento sociale. In particolare, nel panel intitolato "Social Investment in the Balance", il professor Anton Hemerijck ha moderato un dibattito tra studiosi di alto livello - tra cui presenti Maurizio Ferrera (Supervisore scientifico del nostro Laboratorio e docente presso l'Università di Milano) - e eurodeputati ed ex-commissari europei.
È uscito il primo numero del 2018 di Welfare Oggi, periodico Maggioli dedicato al welfare e ai servizi alla persona. All'interno della rivista è dato ampio spazio al tema della povertà e alle politiche, realizzate a livello nazionale e locale, volte a contrastare tale fenomeno. Inoltre, nel volume è presente anche un contributo della direttrice del nostro Laboratorio Franca Maino sul tema del secondo welfare. Di seguito vi proponiamo una sintesi dei contenuti della rivista.
L'INAPP - Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche - ha recentemente lanciato un bando per l'assegnazione di 15 assegni di ricerca biennali post-dottorato rivolti a ricercatori esperti in materie sociali ed economiche. Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato al 4 giugno. Ecco di cosa si tratta.
In this article, Sebastiano Sabato (researcher at the European Social Observatory, OSE) and Gert Verschraegen (Associate Professor in Sociology at the University of Antwerp) explore the European Union framework for social innovation, i.e. the role of the EU in promoting and supporting local socially innovative initiatives.
A Pavia, una rete di attori locali capeggiata dall'APOLF - l'Agenzia Provincia per l'Orientamento, il Lavoro e la Formazione - ha realizzato un progetto con lo scopo di favorire l'inserimento professionale degli studenti, sperimentando un'offerta formativa basata sull'introduzione di metodologie didattiche calate sul contesto produttivo locale. In questo articolo, Irene Sorrentino (Responsabile di APOLF) ci spiega come è nata e come si è evoluta l'iniziativa.
La marginalità non è solo un tratto periferico e distante da ciò che per molti costituisce il centro, ma può essere intesa come surplus e come risorsa tacita da esplorare e capitalizzare per ridefinire ciò che è valore. Grazie, soprattutto, alla modalità come cui si decida di governare l'innovazione tecnologia. Ne riflettono Paolo Venturi e Flaviano Zandonai sul blog "Tempi Ibridi".
Anche a livello europeo cresce l'importanza del ruolo di cura delle famiglie per le persone fragili e anziane al loro interno. Emerge in particolare la centralità del caregiver, persona di riferimento nella famiglia per la rete di aiuti. Per questo COFACE, rete europea di associazioni familiari accreditata presso l'Unione Europea, ha presentato al Consiglio Economico ed Europeo delle Nazioni Unite un documento che fa il punto sul tema.