UE

Le straordinarie migrazioni di popolazione, sia interne all’Unione Europea provenienti dall’esterno, pongono delle sfide inedite per i Paesi europei. Come possiamo costruire comunità sostenibili? Come possiamo perseguire l’integrazione? Se ne è parlato al convegno “The communities of our future”, promosso da Housing Europe, nel corso del quale è emerso come politiche urbane e abitative siano fondamentali per favorire l’integrazione e la sicurezza ed evitare gli estremismi e il conflitto sociale.
Anche quest’anno, la Fondazione Bertelsmann Stiftung ha pubblicato il rapporto che misura la giustizia sociale in Europa attraverso un apposito indice. Dopo un periodo di generale declino della giustizia sociale, il 2015 ha registrato un leggero miglioramento. Tuttavia, la condizione sociale dei paesi europei rimane significativamente peggiore rispetto al periodo pre-crisi. Considerando i sotto-indicatori, i dati più interessanti riguardano la giustizia intergenerazionale.
Il Parlamento danese ha approvato, con 81 voti favorevoli e 27 contrari, il controverso e contestato progetto di legge che permetterà alle autorità di Copenaghen la confisca di denaro e oggetti di valore ai migranti che arriveranno nel Paese. La misura, secondo i promotori, permetterà di coprire parte delle spese sostenute dallo Stato per accogliere i rifugiati e garantire loro servizi di welfare. Una legge che, in realtà, sembra fatta apposta per scoraggiare i rifugiati che intendono chiedere asilo in Danimarca.
Meno welfare agli immigrati, anche quelli che provengono da altri Paesi UE. Con questa proposta, David Cameron ha lanciato da qualche mese un attacco alla libertà di movimento dei lavoratori, uno dei pilastri portanti del mercato interno e dell'intera costruzione europea. Le reazioni di Bruxelles e dei Paesi dell'Est sono state finora molto negative. Ma dalla parte del premier inglese potrebbe ora schierarsi uno strano «compagno di letto»: il Partito socialdemocratico tedesco.
Confiscare i gioielli ai migranti che entrano in Danimarca per pagare loro i servizi di welfare. In estrema sintesi è questo il contenuto della proposta di legge che proprio in questi giorni è in discussione al Parlamento di Copenaghen. Inger Støjberg, Ministro per l’integrazione, ha spiegato che "la legge darà alle autorità il potere di perquisire vestiti e bagagli dei migranti in arrivo nel Paese, anche con l’obiettivo di trovare beni che possano coprire le spese sostenute dallo Stato".
Il cambiamento demografico rappresenta una delle sfide più importanti che l’Unione Europea deve affrontare. Negli ultimi decenni infatti, il profilo della popolazione europea è cambiato profondamente per effetto dell’invecchiamento, delle nuove strutture familiari, delle migrazioni. Comprendere “chi siamo e come viviamo” è dunque fondamentale per progettare politiche efficaci e assicurare il benessere di tutti. A questo scopo Eurostat ha pubblicato in questi giorni il rapporto "People in the EU: who are we and how do we live?" di cui vi presentiamo alcuni dei risultati più interessanti.
La Gran Bretagna ha il diritto di rifiutare l’accesso ad alcune prestazioni sociali ai cittadini europei senza lavoro e senza reddito. È quanto decretato dall’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea in un parere non vincolante che tuttavia rappresenta una vittoria per il governo britannico. Il Premier David Cameron infatti da tempo si batte contro il «turismo del welfare», nel tentativo di contenere l’immigrazione e l’impatto sulla spesa pubblica. Una sentenza che apre nuovi interrogativi sul processo di costruzione dell’Unione Europea.
La Commissione europea, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, assegnerà un premio di 2 milioni di euro da destinare a una sfida in campo sociale scelta dai cittadini, nell'ambito di Horizon 2020, il più ampio e importante programma quadro di ricerca e innovazione dell'UE. A partire dal 16 settembre e fino al 21 ottobre 2015 i cittadini potranno quindi esprimersi e scegliere tra cinque diverse sfide per individuare quale la nostra società dovrebbe prioritariamente affrontare nei prossimi anni.
A Bruxelles nascerà presto un interessante progetto di cohousing per migranti e rifugiati. A partire dalla casa come spazio interpersonale, la Fondazione Josefa sperimenterà un nuovo approccio all’immigrazione basato sulla conoscenza reciproca e sulla convivenza. Se di successo, il modello potrà offrire nuove soluzioni anche per tutti quei paesi, come l’Italia, alle prese con l'emergenza immigrazione.
Nella sua recente intervista al Corriere della Sera il Primo Ministro greco ha indossato i panni del cavaliere solitario in guerra contro l’ingiustizia, lanciando bordate non solo contro la Commissione e la Germania, ma anche con i suoi colleghi sud-europei. Alcuni giudizi non sono privi di fondamento, ma quasi tutte le critiche mosse dal leader di Syriza alle attuali proposte dell'Unione Europea appaiono a dir poco sorprendenti.
Stretta sui controlli di bilancio, convergenza sulle riforme economiche, ma anche un "welfare da tripla A", con standard comuni per i trattamenti minimi di disoccupazione. Sono le linee di sviluppo per il progetto di riforma dell'Eurozona a cui stanno lavorando i vertici delle istituzioni europee in vista del vertice dei Capi di Stato e di Governo di fine giungo. Tante le novità che si profilano all'orizzonte.
Nel marzo 2014, il Consiglio dell'Unione europea adottava una raccomandazione che introduceva un “quadro di qualità per i tirocini”, possibile complemento della strategia della Garanzia Giovani. Poco si è detto infatti in merito alla qualità della domanda di lavoro per i giovani. Andiamo dunque a vedere quali standard di riferimento sono stati adottati e come questi interagiscono col contesto italiano.
Dalla fine degli anni Ottanta i sistemi sanitari europei sono soggetti a processi di riforma orientati a conciliare esigenze spesso contrapposte. Delle varie dimensioni di questo fenomeno del corso della VIII Conferenza annuale ESPAnet Italia dedicata alla sanità. C'è tempo fino al 25 maggio 2015 per presentare proprie proposte di paper.
Housing Europe ha presentato il 5 maggio il rapporto “The State of Housing in the EU 2015”, che descrive la condizione abitativa nel continente. Il rapporto segue e aggiorna il precedente, “Housing Europe Review of 2012”, e illustra statistiche e tendenze in atto sia relativamente ai singoli paesi che in un'ottica comparata, offrendo importanti suggerimenti per la progettazione di politiche abitative che siano veramente efficaci.
Nel Regno Unito si avvicinano le elezioni e si accende il dibattito pubblico sulle proposte dei candidati. Al centro dell'attenzione ci sono soprattutto le politiche sociali, che inevitabilmente andranno a influenzare il modello di welfare, le condizioni dei cittadini e, di conseguenza, la posizione del Paese in Europa. Cosa dobbiamo aspettarci?
Nel luglio 2014 in Spagna ha preso avvio la Garantía Juvenil. Al contrario di ciò che è avvenuto in Italia, non è stata concepita come piano a sé stante ma verrà inclusa nel quadro più generale della Estrategia de Emprendimiento y Empleo Joven. Sebbene sia presto per tirare le somme sulla GJ, è lecito chiedersi se il piano sarà all’altezza di contrastare la difficile situazione del lavoro spagnolo.
Com’è cambiata l’Europa con la crisi e l’austerità? Qual è stato l’impatto sui diritti fondamentali? Prova a rispondere a questa domanda un rapporto del Parlamento europeo redatto per la Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni. Il documento esamina come e quanto i diritti fondamentali siano stati messi alla prova dalla crisi in sette Stati membri, tra cui l'Italia.
Una Comunicazione adottata l'altro ieri dalla Commissione apre margini non indifferenti per usi "virtuosi " di risorse pubbliche, aggirando la tagliola del Patto di Stabilità. L'Italia in particolare potrà sfruttare la cosiddetta "clausola delle riforme strutturali". Come? L'agenda è talmente ampia che abbiamo solo l'imbarazzo della scelta. Ma è meglio concentrarsi su pochi realistici obiettivi.
Si è svolta venerdì 9 gennaio a Riga la cerimonia di apertura dell’Eyd2015, l’Anno Europeo per lo Sviluppo. Dal 1983, infatti, l’Unione Europea dedica ogni anno ad un tema specifico con l’intento incoraggiare il dibattito e il dialogo sia tra i paesi europei che al loro interno. Il 2015 sarà l' anno dedicato all'azione esterna dell’Unione europea e al ruolo dell’Europa nel mondo.
La strategia “Europa 2020” ha posto l’obiettivo di ridurre a meno del 10% il tasso di abbandono scolastico entro il 2020. Un recente rapporto congiunto Cedefop/Eurydice ha analizzato il fenomeno degli abbandoni evidenziando un miglioramento del trend generale nei Paesi UE, sottolineando nel contempo come permangano grandi differenze di risultati.
La Commissione Europea ha di recente pubblicato il rapporto di sintesi della conferenza “The Europe 2020 poverty target: lessons learned and the way forward” tenutasi a Bruxelles lo scorso 9 ottobre. La conferenza - che ha visto protagonisti ministri e altri responsabili politici a livello nazionale, parti sociali, società civile, accademici, imprenditori sociali e rappresentanti delle istituzioni europee - ha risposto all’obiettivo di sviluppare una riflessione sul target europeo di lotta alla povertà, fissato nel quadro della strategia Europa 2020, e sulle prospettive di policy in questo settore.
A riaccendere i riflettori sui cosiddetti "turisti del welfare" ci ha pensato una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che, pur ricordando che nella legislazione europea già esistono strumenti adeguati a contrastare il fenomeno, ha offerto una pericolosa sponda politica ai Paesi "protezionisti" che vogliono limitare il welfare per gli immigrati. Anche comunitari.