Tre anni, due regioni, cinquanta ragazze e ragazzi, una rete di alleati che si è messa in gioco insieme a loro. È il bilancio della prima edizione di “Bella storia. La tua”, il programma di Fondazione Unipolis che accompagna giovani provenienti da Campania e Calabria in un percorso di crescita personale e sociale.
Per raccontare cosa è successo nella prima edizione la Fondazione e Percorsi di Secondo Welfare hanno realizzato il Quaderno “Una bella storia. La nostra”, in cui Elisa Paluan ripercorre le tappe principali del progetto.
Una pubblicazione pensata per stimolare la curiosità, aprire domande e aiutare a riconoscere alcune condizioni abilitanti del cambiamento. In questo senso, il Quaderno vuole essere utile anche per chi, in altri contesti, sta provando a costruire percorsi capaci di tenere insieme crescita individuale e trasformazione collettiva. Perché, come spesso accade nei processi educativi, ciò che conta non è tanto il “come fare”, quanto il “come stare” dentro percorsi complessi, aperti e situati.
Il progetto “Bella Storia. La tua”
Tra il 2022 e il 2025, cinquanta giovani quindicenni provenienti da Campania e Calabria hanno intrapreso un percorso pensato per sostenere il loro talento, rafforzare l’autonomia personale e affrontare al meglio il delicato passaggio all’età adulta. Con il progetto “Bella storia. La tua”, Fondazione Unipolis ha inteso rispondere alle sfide educative e sociali di una generazione che, seppur piena di potenzialità, si è trovata non solo a crescere in contesti che – come dimostrano i dati – offrono minori opportunità, ma anche a margine della pandemia di Covid-19 che ha indebolito ulteriormente la loro crescita.
La Fondazione ha scelto di agire in loro sostegno combinando diversi strumenti ma, soprattutto, creando una rete articolata di soggetti attivi a livello nazionale e locale per valorizzare il potenziale di ragazzi e ragazze da molteplici punti di vista. In altre parole, non ha scelto di calare interventi dall’alto ma di lavorare sulle energie già presenti nei territori, nella consapevolezza che la crescita personale è più forte se inserita in contesto comunitario attento e favorevole.
Il Quaderno “Una bella storia. La nostra”
Percorsi di Secondo Welfare è partner strategico di “Bella storia. La tua” e lo sta accompagnando mettendo a disposizione la propria capacità di osservazione, analisi e restituzione.
In tal senso, man a mano che il progetto progrediva, su secondowelfare.it sono stati pubblicati diversi articoli scritti da Elisa Paluan, Program Manager di Fondazione Unipolis. Questi non si limitavano a raccontare ciò che accadeva lungo il percorso, ma cercavano di interpretarlo mettendolo in relazione con questioni più ampie: le disuguaglianze educative, il rapporto tra giovani e territori, il ruolo delle competenze trasversali, le forme emergenti di partecipazione.
È proprio da questo lavoro che è nato il Quaderno “Una bella Storia. La nostra”, che raccoglie e sistematizza questi articoli. La scelta di non creare un prodotto ex novo ma di partire da quanto già scritto – debitamente rielaborato e aggiornato – risponde all’esigenza di valorizzare il patrimonio esistente, evidenziando dinamiche che, già nella fase di svolgimento del progetto, raccontavano la sua portata trasformativa. In questo senso, non si tratta di una semplice “restituzione finale”, né di una sintesi lineare di quanto fatto. È piuttosto un lascito – nel senso più pieno del termine – che raccoglie impressioni, evidenze, intuizioni maturate lungo il percorso.
I temi al centro del Quaderno
Il Quaderno mette in luce quattro dimensioni principali che evidenziano il valore del progetto “Bella storia. La tua”.
- Centralità dell’esperienza: quelli descritti negli articoli non sono stati semplici momenti formativi, ma spazi trasformativi in cui dimensione fisica, relazionale e riflessiva si intrecciano, rendendo possibile un apprendimento concreto e di valore.
- Costruzione di legami: la possibilità di incontrare coetanei e coetanee con vissuti simili ha rappresentato un passaggio cruciale, contribuendo a ridurre isolamento e insicurezza e a rafforzare fiducia e apertura.
- Progressività del percorso: il lavoro su consapevolezza, proattività e abilità non è stato episodico, ma costruito nel tempo, attraverso un disegno intenzionale che ha accompagnato i partecipanti in una traiettoria evolutiva.
- Rapporto con i territori: non come semplice contesto di provenienza, ma come spazio di azione e trasformazione, rispetto al quale i e le giovani sono stati progressivamente messi nella condizione di sentirsi responsabili e capaci di incidere.
Seguendo questo direttrici, il Quaderno si propone come un utile strumento per chi ha partecipato all’iniziativa, per rileggere ciò che è accaduto, ma anche per tutte quelle realtà che, in contesti diversi, si confrontano con sfide analoghe.