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Fare posto, dare spazio. Toolkit operativo per favorire il protagonismo di ragazze e ragazzi

Come si costruisce la partecipazione giovanile? Non si chiede, non si convoca, non si improvvisa: si crea. Si alimenta di relazioni, di spazi abitabili, di ruoli reali e di adulti capaci di farsi da parte al momento giusto. È questo il cuore di Fare posto, dare spazio, il Toolkit operativo scritto da Irene Sorrentino e Graziano Maino di Pares, con la direzione scientifica di Franca Maino di Percorsi di Secondo Welfare.

 

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Perché un Toolkit sulla partecipazione giovanile

Lo strumento nasce dall’Inspiration Day del 23 gennaio 2026, giornata di confronto tra operatrici e operatori dei centri giovanili della provincia di Bolzano, organizzata nell’ambito del programma formativo triennale Learning Education Community, promosso dall’Ufficio Politiche Giovanili della Provincia e facilitato da Pares. Fare posto, dare spazio. Toolkit operativo per favorire il protagonismo di ragazze e ragazzi non è un manuale teorico né una raccolta di buone pratiche da replicare in modo standardizzato: è una cassetta degli attrezzi costruita a partire da ciò che funziona nei contesti educativi, con i gruppi reali, nelle condizioni dinamiche e imperfette del lavoro quotidiano.

Cosa c’è nel Toolkit

Il toolkit si articola in due parti.
La prima raccoglie tre spunti metodologici: cosa rende possibile la partecipazione dei giovani, quale ruolo devono assumere gli adulti nei processi partecipativi, quali spazi reali di scelta vengono effettivamente offerti a ragazze e ragazzi. Ogni spunto non si limita a descrivere principi: propone domande guida per riflettere, segnala ciò che funziona nelle pratiche, indica gli errori più comuni da evitare.
La seconda parte presenta otto tecniche operative – dal Banchetto di idee al Questionario partecipato, passando per Interior Design, Tabula Rasa, Andare in visita e altre – ciascuna descritta con obiettivi, istruzioni passo per passo, indicazioni sui destinatari elettivi e due esempi concreti tratti dall’esperienza sul campo. Non si tratta di format rigidi, ma di dispositivi flessibili, sperimentati, da adattare con spirito inventivo a gruppi e contesti.
Tre attenzioni attraversano sottotraccia il toolkit: il clima viene prima del progetto, il protagonismo dipende dal posizionamento dell’adulto, la partecipazione è reale solo se esistono spazi autentici di scelta. Senza potere decisionale, il coinvolgimento resta apparente.

Per chi è pensato il Toolkit

Il Toolkit è pensato per educatori, animatori, insegnanti, allenatori sportivi, bibliotecari, per chi lavora con adolescenti e giovani e ogni giorno si interroga su come fare posto, davvero, alle loro idee, ai loro desideri, alla loro capacità di agire. Il toolkit può essere usato individualmente, come promemoria operativo; in équipe, per confrontarsi su scelte e modalità di lavoro; come base per ripensare attività, spazi e ruoli; come strumento di formazione interna. Non prevede un ordine di lettura obbligato: ogni sezione può essere consultata autonomamente, a partire dai bisogni e dalle domande di chi lo usa.

 

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