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La filantropia dei dati tra definizioni, casi e strumenti operativi

Negli ultimi anni, la crescente disponibilità di dati e lo sviluppo delle tecnologie digitali stanno trasformando profondamente il modo in cui imprese, fondazioni e organizzazioni di vario genere contribuiscono al bene comune. In questo contesto si colloca la filantropia dei dati, una pratica emergente che consiste nella condivisione – in forma responsabile e regolata – di dati, competenze e strumenti analitici per affrontare sfide di interesse pubblico e promuovere innovazione sociale. Il Rapporto “La filantropia dei dati tra definizioni, casi e strumenti operativi. Verso un ecosistema responsabile di condivisione dei dati?”, scritto da Alessia Borromeo, Eleonora Rossero e Franca Maino di Percorsi di Secondo Welfare e promosso da Fondazione Lottomatica, esplora il potenziale della data philanthropy come leva strategica per generare valore sociale, rafforzare la collaborazione tra settori diversi e orientare decisioni evidence-based. Attraverso un’analisi teorica, l’esame del contesto normativo e l’approfondimento di casi concreti, lo studio offre una lettura articolata di opportunità, limiti e prospettive di sviluppo di un ambito ancora poco esplorato nel contesto italiano.

 

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Perché la filantropia dei dati è rilevante

La filantropia dei dati si fonda sull’idea che la condivisione di informazioni, competenze e capacità analitiche possa rafforzare la capacità delle organizzazioni di comprendere i bisogni sociali e rispondere in modo più tempestivo ed efficace. Tra i principali benefici emergono:

  • maggiore capacità di lettura dei fenomeni sociali, grazie a dati più granulari e aggiornati;
  • rafforzamento della collaborazione tra attori pubblici, privati e del Terzo Settore;
  • sostegno a processi decisionali informati, orientati all’impatto;
  • possibilità di sperimentare soluzioni innovative e modelli di intervento replicabili.

Si tratta di pratiche che pongono questioni complesse in termini di governance, tutela della privacy, sicurezza dei dati e fiducia tra gli attori coinvolti. Per questo, lo sviluppo della filantropia dei dati richiede regole condivise, competenze adeguate e una cultura del dato diffusa.

Settori e priorità strategici per una data philanthropy consapevole

A parite da queste riflessioni, il Rapporto dedica particolare attenzione a tre settori di rilevanza attuale in cui la filantropia dei dati mostra un forte potenziale: sanità pubblica (con riferimento all’epidemiologia digitale e alle iniziative per il benessere e la salute delle donne), settore umanitario (uso dei dati nella gestione dei disastri e nel contrasto al traffico di esseri umani) e intelligenza artificiale (strumenti e pratiche per la misurazione dell’impatto sociale, la raccolta fondi e l’ottimizzazione operativa). A partire da questi esempi lo studio mostra come la data philanthropy possa contribuire a migliorare la qualità degli interventi e a costruire sistemi di welfare più inclusivi e resilienti.

Attraverso analisi desk e interviste a esperti ed esperte, il Rapporto indica tre priorità strategiche per il futuro della filantropia dei dati:

  1. promuovere una cultura condivisa del dato, basata su fiducia e responsabilità;
  2. rafforzare l’alfabetizzazione digitale, per ridurre le disuguaglianze di accesso e utilizzo delle informazioni;
  3. sostenere la diffusione di buone pratiche e reti collaborative, capaci di valorizzare competenze e risorse esistenti.

In questa prospettiva, la filantropia dei dati può diventare una leva centrale per orientare trasformazioni strutturali, a condizione che sia supportata da una governance solida, da competenze adeguate e da una visione condivisa del bene comune.

Come si sviluppa il Rapporto

Il Rapporto analizza la filantropia dei dati come un’evoluzione delle pratiche filantropiche tradizionali, mettendo in luce come la condivisione di dati, competenze e strumenti analitici possa contribuire a generare valore sociale e pubblico. Partendo da una ricostruzione delle principali definizioni e cornici concettuali della data philanthropy, lo studio ne esplora i presupposti teorici e operativi, soffermandosi sui vantaggi potenziali ma anche sulle criticità che ne caratterizzano l’implementazione, in particolare sul piano etico, legale e organizzativo.

Il Rapporto inquadra inoltre la filantropia dei dati all’interno del contesto internazionale, europeo e italiano, analizzando il ruolo delle politiche sui dati, delle strategie emergenti e dei modelli di governance che stanno contribuendo a definirne i confini. A partire da questo quadro, vengono approfonditi due casi studio – uno europeo (Philea) e uno italiano (Fondazione CRC) – che offrono esempi concreti di come la data philanthropy possa essere applicata nella pratica, evidenziandone traiettorie di sviluppo, approcci e buone pratiche.

Lo studio dedica poi ampio spazio agli ambiti applicativi della filantropia dei dati, mostrando come questa possa trovare impiego in settori di grande rilevanza sociale, dalla sanità pubblica al settore umanitario, fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale arricchite dal contributo di un esperto. Infine, il Rapporto propone una riflessione sulle prospettive future della data philanthropy, individuando sfide aperte e raccomandazioni operative utili a promuovere uno sviluppo sostenibile, responsabile ed equo di queste pratiche.

 

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