TERZO SETTORE / Fondazioni
Risultati e prospettive del Microcredito a Milano
Negli ultimi tre anni erogati 409 micro-prestiti del valore complessivo di 2.747.900 euro. Facciamo il punto sul progetto della Fondazione Welfare Ambrosiano.
12 febbraio 2015

La Fondazione Welfare Ambrosiano (FWA), costituitasi nel settembre del 2009 grazie a una partnership che vede coinvolti il Comune di Milano, la Provincia di Milano, la Camera di Commercio e i sindacati (CGIL, CISL e UIL), ha come mission quella di offrire un sostegno ai soggetti e ai rispettivi nuclei familiari, residenti o che svolgano attività lavorativa nel Comune di Milano, che si trovano in una situazione di disagio temporaneo e per cui non esistono altre forme di welfare pubblico utili a soddisfare le loro esigenze.


Il microcredito contro le conseguenze della crisi

La FWA, dopo un periodo di gestazione più lunga del previsto, diventa operativa a tutti gli effetti nell’ottobre del 2011, presentando il primo progetto “Microcredito a Milano, ti aiutiamo ad aiutarti” (di cui vi avevamo già parlato qui). Lo strumento del microcredito può infatti alleviare una serie di condizioni di fragilità e di disagio, che in modo particolare sono andate accentuandosi in concomitanza della crisi.

I soggetti a cui si rivolge sono quindi tutte le persone che, a seguito della crisi, si trovano in stato di necessità dovendo affrontare spese quali, ad esempio, il pagamento delle rate universitarie per i figli, spese per far fronte ad un intervento medico imprevisto, ecc., ma anche per venire incontro a coloro che lavorano o intendono avviare un’attività economica nel Comune di Milano. I prestiti vanno da un minimo di 2.000 euro a un massimo di 20.000 euro e si distinguono per finalità in microcredito d’impresa e microcredito sociale. La FWA fornisce la garanzia fideiussoria (70% di cui il 30% riassicurata dalla Fondazione Lombarda Antiusura) attraverso la costituzione di un apposito fondo di 2 milioni di euro presso Banca Prossima.

Le fasi che costituiscono il processo operativo della Fondazione sono la raccolta delle domande - tramite una piattaforma online e la estesa e composita rete di volontari -, la valutazione della sostenibilità dei progetti ed adeguatezza ai criteri - grazie ai volontari Vobis (ex bancari) -, l’erogazione del credito realizzata dalle banche convenzionate con il progetto (ISP, BPM, BPCI e l’istituzione di microfinanza PerMicro) e il successivo accompagnamento prestato soprattutto ai soggetti che sembrano presentare difficoltà nel restituire il prestito concesso.


I risultati ottenuti da FWA

Sono passati ormai più di tre anni dall’avvio del progetto, è necessario quindi fare un bilancio dell’esperienza sia in termini quantitativi che qualitativi, per comprendere quali sono stati i punti di forza e le criticità incontrate e decidere gli interventi strategici per migliorare il progetto e la direzione verso cui andare. Stando ai dati illustrati nell’ultimo report disponibile della FWA (dicembre 2014), le domande registrate in piattaforma sono complessivamente 1231, un buon numero se si considera che, a parte una presentazione ufficiale dell’operato della FWA effettuato all’inizio, con relativa pubblicità sui giornali, non è più stato realizzato nessun intervento di comunicazione esterna per far conoscere la possibilità di accedere allo strumento del microcredito e l’esistenza stessa della Fondazione.

I crediti erogati sono 409, suddivisi in crediti d’impresa (75) e crediti sociali (334). L’ampio scarto rispetto al numero delle richieste registrate in piattaforma, equivalente circa ai 2/3 del totale delle domande, è da considerare come un fattore di valutazione positivo, in quanto significa che gli operatori della rete, sia i volontari degli sportelli, che i volontari Vobis, eseguono un corretto e necessario lavoro di scrematura delle domande in base alla corrispondenza con i criteri per accedere al prestito in primis, e successivamente, in base alla effettiva prevista capacità di restituire il credito. I 409 prestiti erogati si traducono monetariamente in 2.747.900 euro. Analizzando il profilo dei richiedenti, si osserva una lieve prevalenza della componente maschile (56%) sulla femminile, e invece una netta maggioranza per quanto riguarda la nazionalità italiana (63%). Indicativo è il dato che riguarda la conoscenza del servizio: quasi il 60% delle persone che si sono rivolte alla Fondazione sono venute a conoscenza dell’attività della stessa tramite passaparola

Purtroppo, dei quasi 3 milioni erogati, una cifra pari a 119.459 euro è ad oggi risulta escussa. Tale quota è stata quindi sborsata da FWA per garantire nei confronti delle banche coloro che per diverse ragioni non hanno restituito il prestito concesso. I crediti escussi sono in totale 38, di cui 7 crediti di impresa e 31 crediti sociali. Per contro, si registra però anche un buon numero di crediti che sono stati estinti anticipatamente rispetto alla data prevista, il cui importo ammonta a 58.038 euro.
 

Guerinoni: abbiamo capito i punti deboli e andiamo avanti

Il direttore della Fondazione, Romano Guerinoni, incontrato di recente, commenta così l’esperienza fino ad ora intrapresa: “Sicuramente ci siamo accorti che il punto debole del processo è la parte relativa all’accompagnamento. E' infatti difficile, senza alcune persone ben formate, motivate e dedicate, stare dietro a un elevato numero di pratiche e in particolare alle persone che hanno delle difficoltà nella restituzione”. Aggiunge anche che “il microcredito d’impresa non può essere un’alternativa alla perdita dell’occupazione se non supportato da capacità imprenditoriale, compartecipazione individuale nel coprire il fabbisogno finanziario necessario per l’avvio di impresa e idee realizzabili supportate da un buon progetto di sostenibilità, altrimenti il rischio è che diventi un ulteriore indebitamento per la persona che già si trova in una posizione di precarietà”.

La direzione ora è quindi quella di promuovere nuovamente il microcredito con una campagna di comunicazione adeguata, ma anche correggere o migliorare gli aspetti che si sono rivelati più critici in questa prima fase del progetto. La proposta di modifica del modello operativo relativo al credito d’impresa prevede quindi una verifica dei requisiti più analitica, anche per adeguarsi alle modifiche apportate all'art. 111 del T.U.B. che regola appunto l’attività del microcredito in Italia. Ogni richiedente avrà un mentor con le adeguate competenze professionali che lo seguirà in tutto il percorso e che si occuperà anche dei rapporti con la banca al fine di ridurre le sofferenze e garantire il successo dell’iniziativa imprenditoriale.


Riferimenti

Il sito della Fondazione Welfare Ambrosiano

Come accedere al progetto Microcredito a Milano

Microcredito Milano: report dicembre 2014


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