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Il welfare aziendale solo per i “grandi”? La storia del Colorificio San Marco
26 settembre 2013

La domanda, ultimamente, è sempre la stessa: il welfare aziendale è un privilegio riservato alle grandi multinazionali? Oggi vi raccontiamo una storia diversa, “scoperta” in Veneto e profondamente legata al suo territorio.

Colorificio San Marco S.p.A. è la capogruppo del Gruppo San Marco, gruppo leader nel settore delle pitture e vernici per l’edilizia professionale in Italia, con otto stabilimenti produttivi in Europa, sette marchi e circa 230 dipendenti. Una storia, quella della famiglia Tamburini, che inizia negli anni ’60 e continua grazie alla dedizione di tre generazioni di imprenditori. Oggi il Gruppo esporta in più di 55 Paesi in tutto il mondo, promuovendo la cultura dell’edilizia del restauro e del Made in Italy.

La nascita del progetto welfare

Nel 2013 l’azienda ha deciso di offrire ai 150 dipendenti appartenenti alle sedi di Marcon (VE), dove si trovano gli Headquarters del Gruppo, e di Marina di Montemarciano, in provincia di Ancona, un sistema di servizi personalizzabili accessibile tramite un portale online, presentato a febbraio e operante a partire dal prossimo ottobre.
Il contratto integrativo di secondo livello, firmato nel marzo 2013, è il risultato di un significativo percorso di confronto con le RSU aziendali. L’accordo include infatti la disciplina del premio di risultato 2013 - che verrà erogato nel 2014 - e l’istituzione del Sistema Welfare.
Il tema più dibattuto insieme ai rappresentanti dei lavoratori – ci hanno raccontato Mariluce Geremia Responsabile Risorse Umane del Gruppo, e la sua collaboratrice Federica Coletto - riguarda il requisito dell’importo minimo di adesione fissato a 500 euro. La cifra potrebbe infatti sembrare eccessivamente alta, considerato il fatto che il servizio ritenuto di maggiore appetibilità è l’acquisto di buoni spesa che - come previsto dalla normativa - hanno un importo massimo di € 258,23 in base all’articolo 51 comma 3 del TUIR.
Alla fine si è deciso però di mantenere l’importo minimo a 500 euro per assicurare il più possibile la sostenibilità di lungo termine dell’investimento sul welfare. E’ stata poi l’azienda a proporre la sperimentazione del sistema welfare già nel 2013, utilizzando la seconda tranche del premio di risultato 2012 - pagata a ottobre con la busta paga di settembre – proprio per superare il prima possibile le perplessità iniziali, e consentire ai dipendenti di sperimentare i servizi in prima persona.

La piattaforma e il suo funzionamento

La Piattaforma Welfare è stata ideata in collaborazione con Muoversi Srl, azienda specializzata nell’offerta di servizi welfare alle aziende, che ha seguito la fase di analisi e ascolto dei bisogni della popolazione aziendale, ed ha anche partecipato al percorso di contrattazione con le rappresentanze sindacali.
Il primo passo è stata la distribuzione ai dipendenti delle due sedi di un questionario per comprenderne esigenze e preferenze, “premiato” da una redemption media del 69,5%.
I 98 questionari compilati hanno evidenziato l'interesse verso l’offerta welfare da parte dei dipendenti con figli, con concentrazioni negli ambiti della tutela della salute, della previdenza complementare, dell’istruzione e dell’offerta culturale e ricreativa. Inoltre, molti collaboratori hanno richiesto buoni benzina, buoni spesa e contributi e convenzioni per servizi sociali e commerciali. E’ importante sottolineare che ben l’88% dei rispondenti si è detto interessato a convertire parte del premio di produzione in beni e servizi, scegliendo una proporzione di un terzo del totale (39,8%). Ai dipendenti non interessati alla conversione della seconda tranche del premio di risultato in servizi welfare è stato chiesto di dichiarare la propria scelta di non aderire entro il 10 giugno 2013. Chi aderisce potrà invece decidere - sempre tramite la piattaforma informatica - l’ammontare definitivo da destinare al piano, con un minimo di 250 euro per l’anno 2013 e di 500 per il 2014, così come stabilito dall’accordo aziendale di secondo livello firmato con i sindacati lo scorso 12 marzo. Inoltre, coloro che percepiscono premi variabili o soggetti all’MBO – sistema di incentivazione destinato alla popolazione manageriale - potranno sceglierne le modalità di erogazione.
Per l'anno 2013 – con riferimento dunque al premio di risultato 2012 – ha aderito il 56% dei dipendenti. Un risultato che deriva anche dalla scelta di adattare l'offerta dei servizi anche a un pubblico di giovani, considerando che il 60% dei dipendenti è sotto i 40 anni di età. Il programma di welfare affianca infatti alle aree più “tradizionali” - legate ad assistenza sanitaria e sociale, sostegno all'istruzione per i figli dei dipendenti e buoni spesa - la possibilità di richiedere abbonamenti a palestre e teatri, corsi di lingua, viaggi e pacchetti benessere.

I servizi

Queste le sezioni in cui si suddividono i servizi che fanno parte del piano personalizzabile: istruzione, cultura e ricreazione, servizi sociali, salute e previdenza, shopping e convenzioni di carattere commerciale. La prima area include il rimborso delle spese scolastiche per i familiari – dall’asilo nido e fino al master – includendo campus estivi, corsi di lingue, e il rimborso delle spese per i libri di testo. L’azienda ha inoltre stipulato una convenzione per l’acquisto diretto dei libri tramite un portale internet specializzato, con il 10% di sconto e la consegna a domicilio. In “cultura e ricreazione” rientrano invece gli abbonamenti a palestre e corsi, ma anche cinema, teatro e viaggi per dipendenti e familiari. C’è poi l’opportunità - attraverso una convenzione stipulata con Italiassistenza - di richiedere servizi socio-assistenziali per familiari a carico, sia in caso di emergenza che per periodi più lunghi. In ambito sanitario, i dipendenti possono disporre il pagamento della parte del contributo al fondo sanitario FASCHIM a carico del dipendente (altrimenti trattenuto in busta paga), oppure richiedere l’iscrizione dell’intero nucleo famigliare al fondo. Molto simile anche il funzionamento dell’area previdenziale: i dipendenti potranno scegliere di destinare un contributo aggiuntivo al fondo pensioni Fonchim, nei limiti dell’importo previsto per la deducibilità fiscale. Infine, ci sono i servizi di natura commerciale: buoni carburante e buoni spesa, ma anche convenzioni - studiate da Muoversi per conto dell’azienda - con esercizi commerciali della zona e sull’intero territorio nazionale. I fornitori saranno suddivisi in tre sottosezioni: benessere, tempo libero e servizi generici, con l’indicazione dello sconto applicato ai dipendenti.

Il 2013 quindi sarà un banco di prova: l'esperienza servirà per testare il buon funzionamento dello strumento e l’interesse dei dipendenti verso l’offerta proposta, così da “ricalibrare” e potenziare il sistema in vista del 2014, nella speranza di raccogliere sempre maggiori adesioni.
 

Riferimenti

Il sito web del gruppo

Il sito di Muoversi

Il sito di Italiassistenza

Il sito di FASCHIM

Il sito di FONCHIM


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