PRIMO WELFARE / Lavoro
Priorità a Flat Tax e ''Mini Ires'': la Manovra taglia gli investimenti per lo sviluppo aziendale e l'Industria 4.0
Per finanziare le due misure targate Lega il Governo ha dovuto ridurre le risorse previste inizialmente. Nella manovra restano incentivi per assunzioni e formazione.
10 gennaio 2019

La Manovra di Bilancio del 2019 ha introdotto e modificato alcune misure che andranno ad incidere sulle imprese e sul mercato del lavoro. In particolare, il Governo ha deciso di dedicare ingenti risorse per la Flat Tax destinata alle partite Iva e per la cosiddetta "Mini Ires" rivolta alle realtà che assumono e investono in innovazione. Allo stesso tempo, però, sono ridotti gli stanziamenti per la ricerca e lo sviluppo aziendale e per Industria 4.0. Ve ne parliamo in questo approfondimento.


Flat Tax per le partite Iva e “Mini Ires”

Tra le maggiori novità apportate dalla Manovra vi sarà l’estensione del regime forfettario - la cosiddetta Flat Tax per le partite Iva - prevista dai commi 9, 10 e 11 dell’articolo 1. La normativa prevede per i lavoratori autonomi che fatturano fino ad un massimo di 65.000 euro la possibilità di accedere al regime forfetario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (15% dell’imponibile, sostitutivo di IRPEF e addizionali).

Di seguito, all’articolo 1, dai commi 28 a 34 compresi, la Legge di Bilancio prevede la “Mini Ires”, cioè la riduzione dell’aliquota Ires di 9 punti percentuali per quelle imprese che incrementano i livelli occupazionali (personale dipendente assunto con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato) ed effettuano investimenti in beni strumentali materiali.

Un'altra misura interessante per le aziende riguarda la possibilità di maturare un credito d’imposta pari al 36% delle spese sostenute per l’acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e per imballaggi biodegradabili e compostabili. Sono infine riconfermati, e aperti anche ai liberi professionisti, gli incentivi destinati alla nascita di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno.


La revisione dei finanziamenti per ricerca e sviluppo aziendale

Parte delle risorse destinate a finanziare queste misure sono state ottenute rivedendo alcuni provvedimenti precedenti e introducendo delle nuove tasse. A questo riguardo, possiamo qui menzionare:

  • l’abolizione dell’ACE (comma 1080, articolo 1), l’Aiuto alla Crescita Economica: si tratta di un’agevolazione introdotta nel 2011 allo scopo di favorire il rafforzamento del sistema produttivo italiano attraverso meccanismi di deduzione fiscale;
  • la cancellazione dell’IRI (comma 1055, articolo 1), l’Imposta sul Reddito degli Imprenditori, che avrebbe garantito un trattamento fiscale favorevole per molte piccole e medie imprese;
  • la stretta sul credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo (comma 70 articolo 1): in questo caso il tetto massimo scenderà nel 2019 a 10 milioni di euro (dai precedenti 20 milioni), e l’aliquota resta al 50% solo per alcune attività e tipologie di spesa (ad esempio, il personale), ma scende al 25% per altre;
  • l’introduzione della Web-tax (da comma 35 a 49, articolo 1), un’imposta sui servizi digitali pari al 3% per quei soggetti con ricavi pari o superiori a 750 milioni di euro.


Industria e Formazione 4.0

Sono invece confermate, anche se riviste in modo rilevante, le misure relative a Industria 4.0 e Formazione 4.0.

Per quanto riguarda Industria 4.0, la Manovra ha previsto una riduzione delle risorse destinate agli investimenti agevolati attraverso l’iper-ammortamento fiscale, che passeranno da 12 milioni di euro a 10. Si sottolinea però che per le piccole e medie imprese sarà possibile usufruire di ammortamenti maggiori rispetto a quelli dello scorso anno.

In tema di Formazione 4.0, vale a dire quei percorsi destinati al personale dipendente, è stato prorogato il credito d’imposta già previsto in precedenza; anche in questo caso, le agevolazioni sono rimodulate a vantaggio delle PMI: arriveranno infatti al 50% per le piccole imprese, mentre resteranno al 40% per le aziende di media dimensione (in entrambi i casi il tetto massimo è fissato a 300.000 euro); il credito d’imposta scenderà invece al 30% per le grandi imprese, con limite di spesa a 200.000 euro.


Manovra e lavoro: un passo indietro su innovazione e formazione?

Sul fronte lavoro e imprese, almeno per il 2019, il Governo ha deciso di portare avanti gli incentivi per l’innovazione e lo sviluppo (in primis Industria 4.0) introdotti in precedenza. Se da un lato, però, vi è stata questa riconferma, dall’altro si è scelto di rivedere al ribasso tali misure a favore di altri meccanismi fiscali come la Flat Tax per le partite Iva, divenuta negli ultimi mesi il “cavallo di battaglia” della Lega, e la cosiddetta “Mini Ires”.

Poche novità sembrano esserci in tema di formazione professionale e promozione di nuove assunzioni, soprattutto per i più giovani. A questo riguardo, la Manovra (articolo 1 comma 707) ha introdotto il cosiddetto “Bonus per le giovani eccellenze”, che prevede agevolazioni contributive (fino ad un massimo di 8.000 euro per 12 mesi) per le imprese che nel 2019 assumeranno giovani che hanno conseguito la laurea magistrale con il massimo dei voti (votazione pari a 110 e lode e media ponderata di almeno 108/110) o un dottorato di ricerca, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019. Pur trattandosi di un’iniziativa ammirevole nelle intenzioni, appare evidente però che le modalità secondo cui è stata impostata la misura renderanno molto complesso il suo utilizzo.

Sono state, inoltre, confermate alcune misure strutturali come l’Alternanza scuola-lavoro (anche se con meno ore obbligatorie per gli studenti), lo sgravio contributivo per le aziende che assumono gli over 50 e per quelle che assumono under 30; il Fondo per le politiche giovanili è stato invece incrementato di 30 milioni di euro per l’anno 2019.

Infine, stando a quanto dichiarato in più occasioni dagli esponenti del Governo, altri interventi in materia di formazione potrebbero essere avviati attraverso il Reddito di cittadinanza, per il quale sono stati stanziati 7.1 miliardi di euro per il 2019, 8 miliardi di euro per il 2020 e 8.3 miliardi di euro per il 2021 (ve ne abbiamo parlato in questo approfondimento). Nel corso dei prossimi giorni, quando si saprà qualcosa in più in merito ai decreti attuativi del RdC, sarà quindi possibile approfondire la questione.

 

Riferimenti

Testo integrale della Legge di Bilancio 2019 pubblicatoin Gazzetta Ufficiale

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Il gruppo di ricerca di Percorsi di secondo welfare si è interrogato sulle possibili conseguenze che la Manovra genererà sul fronte delle politiche sociali. Per approfondire puoi leggere il nostro editoriale e le altre analisi tematiche su
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