Maurizio Ferrera

Professore di Scienza Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, è 
stato Presidente della Graduate School in Social, Economic & Political Sciences della stessa 
Università. Si occupa della supervisione scientifica del Laboratorio Percorsi di secondo
welfare, a cui ha contirbuito a dar vita nel 2011. Fa parte di numerosi organismi e comitati 
scientifici, fra cui il Group of Societal Policy Advisers presso la Commissione Europea, il Comitato
Scientifico di Confindustria, il Comitato Direttivo del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi 
Einaudi di Torino. Negli anni ha collaborato a varie commissioni di indagine e gruppi di lavoro per
il governo italiano, l’Unione europea, l’OCSE e l’ILO. I suoi principali campi di ricerca sono la politica
comparata e l’analisi delle politiche pubbliche, con particolare riferimento alle problematiche dello
stato sociale e dell’integrazione europea. Dal 2004 è editorialista del Corriere della Sera.

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Fiducia nell'Europa: italiani spaccati a metà
In questo articolo, uscito lo scorso 4 giugno sul Corriere della Sera, Maurizio Ferrera - Scientific Supervisor del nostro Laboratorio e Docente di Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Milano - si interroga in merito al posizionamento degli italiani rispetto all'Unione Europea. Riportando alcuni dati interessanti, Ferrera mostra come l'alienazione politica e il forte desidero di cambiamento abbiano creato un terreno fertile per l'euroscetticismo.
 
Il razzismo uccide il welfare
Vi proponiamo l'interessante dialogo tra Maurizio Ferrera, docente di Scienza Politica presso l'Università degli Studi di Milano, e Ellen Immergut docente tedesca di Politica Comparata presso l'Università Humboldt di Berlino, sul futuro dello Stato Sociale. Come emerso nel corso del confronto investire sul lavoro dei giovani e sull'integrazione degli immigrali è l'unico modo per assicurare la sostenibilità dei sistemi di solidarietà.
 
Due obiettivi (realistici) per un'agenda sul lavoro
La principale preoccupazione degli italiani è la mancanza di lavoro e dunque di reddito. L'indicazione è emersa forte e chiara in tutti i sondaggi pre-elettorali e in un Paese ad alta disoccupazione e alta povertà la cosa certo non sorprende. Secondo Maurizio Ferrera, quali che siano i movimenti di queste prime settimane, il nuovo Parlamento nel suo insieme dovrebbe impegnarsi a prendere di petto entrambe le sfide.
 
Una "Agenda Italia" è possibile
Maurizio Ferrera, Professore presso l'Università degli Studi di Milano e supervisore scientifico del nostro Laboratorio, all'interno di questo articolo uscito per il Corriere della Sera analizza quelle che possono essere le principali dinamiche di voto degli italiani e le proposte delle forze politiche. In particolare, sono prese in considerazione quelle idee e quei temi che potrebbero essere fondamentali per la costruzione di una "Agenda Italia" condivisa dai principali partiti.
 
Povertà minorile: ora il secondo welfare può diventare protagonista
Da più di un decennio la povertà dei minori è diventata una delle sfide più serie per il nostro Paese e il suo futuro. L'istituzione del Reddito d'Inclusione e, in particolare, del Fondo per il contrasto alla povertà educativa, costituiscono un primo passo per rispondere a tale sfida. A muoversi non è stato però solo lo Stato, ma anche le associazioni della società civile e tutto il mondo del secondo welfare.
 
Facciamo funzionare il Rei, pensando anche a lavoro e formazione
Maurizio Ferrera sul numero 12/2017 della Rivista "Bene Comune" spiega che l'introduzione del Reddito di Inclusione rappresenta un importante punto di svolta per lo stato sociale italiano, ma la lotta alla povertà va condotta su più fronti. Lavoro e Welfare innanzitutto. E poi istruzione, formazione, conciliazione, servizi per le famiglie, incentivi alla creazione di nuovi mercati.
 
Un modello sociale che il mondo ci invidia
Secondo le ultime stime, in Italia solo il 4% è realmente consapevole di quali siano le iniziative a carattere sociale finanziate direttamente dall'Unione Europea. Per questo, Maurizio Ferrera propone di istituire una "social card" con i colori e simboli europei per avere accesso a tali prestazioni: questo strumento potrebbe poi diventare un simbolo riconoscibile di una comune identità, imperniata su quel "modello sociale europeo" che tutto il mondo ci invidia.
 
Il reddito per dare un aiuto
Maurizio Ferrera ci parla dell'entrata in vigore del Reddito di inclusione (Rei): la nuova prestazione rivolta alle persone in condizione di povertà. Secondo Ferrera, nonostante sia la prima misura strutturata di contrasto alla povertà realizzata in Italia, questo intervento non sembra ancora sufficiente: "la lotta alla povertà va condotta su più fronti. Welfare e lavoro innanzitutto. E poi istruzione, formazione, conciliazione, servizi per le famiglie, incentivi alla creazione di nuovi mercati".
 
Welfare oltre lo Stato
"La sfera del welfare è un «diamante» a quattro punte. Oltre allo Stato, contribuiscono al benessere delle persone il sistema-famiglia, il mercato, le associazioni intermedie". Così Maurizio Ferrera, Professore dell'Università degli Studi di Milano e supervisore Scientifico del Laboratorio Percorsi di secondo welfare, descrive il sistema di protezione sociale del nostro Paese all'interno dell'articolo pubblicato da "Buone Notizie", inserto del "Corriere della Sera".
 
Reddito sociale a tutti (persino a chi fa surf)
Philippe Van Parijs, filosofo e economista belga, ha teorizzato l'idea di un reddito di base valido per tutti i cittadini. In questo articolo, Van Parijs si confronta proprio su questo tema con il Professor Maurizio Ferrera, politologo esperto di welfare, firma del Corriere della Sera e supervisore scientifico del Laboratorio Percorsi di secondo welfare.
 
Alternanza scuola lavoro: riforma utile ma gestita in modo superficiale. Per decollare ha bisogno di risorse
Nel 2015 la «Buona Scuola» ha reso l'alternanza scuola lavoro obbligatoria per tutti. Una scelta giusta, ma dietro alla legge non c’era nessun piano di attuazione. Alcuni presidi e insegnati volenterosi sono riusciti a saltare i numerosi ostacoli per attuare misure adeguate e, quasi miracolosamente, sono state avviate diverse iniziative promettenti. Ma sono isole in un mare nel quale la maggioranza delle scuole rischia oggi di affondare.
 
I nostri giovani che sono in trappola
Sul disagio dei giovani e sull'urgente necessità di allargare le loro opportunità si è finalmente creato un largo consenso. Comprensibilmente, la priorità del governo è il lavoro. Nella fascia 25-29 anni in Italia la quota di occupati è il 53,7%, in Francia il 74,1%, in Germania il 78,3%. Persino la Grecia (56,1%) riesce a fare meglio di noi. La crisi economica dell'ultimo decennio è solo in parte responsabile di questa situazione. L'enorme divario che ci separa dal resto d'Europa affonda le sue radici nel "modello di gioventù" che caratterizza l'Italia.
 
Macron e l’Europa che protegge (i francesi)
Le imprese che inviano i propri lavoratori in un altro Stato Membro dell'Ue per erogare servizi devono versare i contributi sociali nella misura prevista dal Paese di destinazione. Inoltre, gli stessi lavoratori possono essere “distaccati” per un massimo di 12 mesi. Sono queste le due modifiche chiave che Emmanuel Macron vuole apportare alla nuova Direttiva europea sui lavoratori distaccati, al fine di contrastare il “social dumping”. Maurizio Ferrera evidenzia le implicazioni e le criticità che la manovra solleva.
 
Uomini, donne, lavoro: come condividere il Tempo (e il reddito)
Immaginiamo di disegnare il nostro Tempo. Una pagina in chiaroscuro attraversata da tre grandi linee che si incrociano, sovrappongono, allontanano, cercandosi. La prima segue il movimento delle donne. La seconda linea rileva quello degli uomini. La terza cerca infine di registrare il mutamento radicale del mercato del lavoro che ogni giorno mette a confronto uomini e donne. Che cosa porteranno questi nuovi tracciati? Se lo chiede Maurizio Ferrera.
 
Più donne al lavoro, i limiti di un dato positivo
Seppure confortante, l’aumento dell’occupazione femminile reso noto recentemente dall’Istat è solo di natura congiunturale. Il lavoro femminile - quello che c'è, ma soprattutto quello che manca - rischia così di restare la grande risorsa sprecata del nostro paese. Che fare per renderlo strutturale, o quanto meno stabile nel tempo? L'opinione di Maurizio Ferrera.
 
Un cinque per mille a favore del lavoro ai giovani
Il nesso fra oneri sociali e lavoro dei giovani non è oggi adeguatamente percepito e compreso dall’opinione pubblica. Eppure si tratta del principale nodo da sciogliere per spezzare il circolo vizioso «alti contributi-bassa occupazione» che mina la sostenibilità del nostro modello sociale. C’è un modo per sollecitare la consapevolezza di questa sfida e il sostegno a misure che spalmino il finanziamento del welfare su tutti i tipi di reddito? Maurizio Ferrera ha formulato una proposta in tale senso: un cinque per mille a favore del lavoro ai giovani.
 
Su lavoro e welfare un nuovo istituto. Ma deve poter funzionare
Nel panorama degli enti pubblici c’è una new entry. Si chiama INAPP, acronimo di Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, e ha preso il posto del vecchio ISFOL. Il compito del nuove ente? Monitorare, valutare e contribuire alla progettazione delle “riforme”, in particolare quelle sul lavoro e sul welfare. Il rischio è che, come spesso succede nel nostro Paese, tutto cambi perché tutto cambi, ma questa volta c'è una concreta opportunità in materia di programmazione strategica delle politiche.
 
I nuovi lavori servono (anche) per combattere la povertà
Meno di un mese fa, una Raccomandazione della Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad assicurare un reddito minimo adeguato a chiunque non disponga di risorse sufficienti. L’Italia è praticamente l’unico paese a non avere uno schema nazionale di questo genere. Visto che adesso “ce lo chiede anche l’Europa”, è urgente colmare la lacuna. Ma nel farlo bisogna ricordarsi che gli alti tassi di povertà sono primariamente dovuti alla mancanza di occupazione.
 
Nuovi patti generazionali: non bastano le pensioni
Preoccuparsi per il futuro dei giovani e la sicurezza degli anziani è più che normale in tempi di crisi. Occorre però evitare che le preoccupazioni si trasformino in lamentazioni intrise di pessimismo e sorde all’evidenza empirica. Purtroppo il dibattito italiano indulge spesso a questa brutta abitudine, soprattutto quando si parla di mercato del lavoro e di previdenza. Nel loro nuovo volume Del Boca e Mundo mostrano come gran parte dei lamenti in circolazione siano appunto esagerati e quasi sempre infondati. Fuori linea rispetto ai dati empirici.
 
Lealtà, Defezione, Protesta: Hirschman e l’azzardo di rimuovere le barriere
Il saggio "Lealtà, defezione, protesta" di Albert O. Hirschman si propone di dimostrare agli economisti l'utilità di accogliere indicazioni provenienti dalla politologia, delineando in questo senso un reticolo concettuale capace di spiegare in modo unitario i comportamenti in risposta a fenomeni di crisi di diverso tipo: nelle aziende, nei servizi, nei partiti, negli stati. Un modello ancora valido per capire le difficoltà di oggi.
 
 
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