Sempre più persone tra i 35 e i 60 anni si trovano a prendersi cura contemporaneamente dei figli e dei genitori anziani. È la cosiddetta Generazione Sandwich, un fenomeno legato all’invecchiamento della popolazione, alla nascita più tardiva dei figli e alla persistente centralità della famiglia nel welfare italiano.
Intervistata da Cristina Maccarrone su Changes, Franca Maino, direttrice scientifica di Percorsi di Secondo Welfare, descrive la quotidianità di queste persone: giornate frammentate tra lavoro, imprevisti e carichi di cura, che richiedono una continua organizzazione. Un peso che continua a ricadere soprattutto sulle donne, spesso responsabili forzate di tutto il coordinamento familiare.
In molti casi, infatti, la cura non è una vera scelta, ma una risposta alla scarsità dei servizi. Questo può portare a ridurre o abbandonare il lavoro, con conseguenze sulle carriere, sulle pensioni future e sulle disuguaglianze. E, in questo quadro, a crescere è anche il rischio di isolamento e povertà relazionale.
Per questo, spiega Maino, servono risposte integrate: più servizi per minori e anziani, politiche dei tempi, welfare aziendale costruito sui bisogni reali e interventi di prossimità. Perché i carichi di cura sono sostenibili soprattutto per chi dispone di un lavoro stabile, risorse economiche e reti familiari solide.