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La transizione alla vita adulta dei giovani con disabilità intellettiva: il ruolo della scuola tra orientamento, lavoro e territorio

La transizione alla vita adulta è un processo complesso che coinvolge le dimensioni educative, lavorative e sociali. In questo scenario, la scuola assume un ruolo strategico di ponte tra formazione, territorio e mondo del lavoro, contribuendo alla costruzione del progetto di vita degli studenti. Tale funzione è particolarmente rilevante per i giovani con disabilità intellettiva, che necessitano di percorsi personalizzati, reti territoriali integrate e pratiche orientative fondate sull’autodeterminazione. Il contributo approfondisce il ruolo della scuola nella transizione verso contesti extra-scolastici e lavorativi, con attenzione alle recenti trasformazioni introdotte dal D.Lgs. 62/2024.
Due persone guardano insieme il telefono e ridono. Immagine di copertina di un articolo sulla transizione alla vita adulta dei giovani con disabilità intellettiva e sul ruolo della scuola tra orientamento, lavoro e territorio, pubblicato sul terzo numero di Nessi, la rivista di Percorsi di Secondo Welfare

La transizione verso la vita adulta rappresenta una fase cruciale e delicata dello sviluppo umano, caratterizzata da profondi processi di ridefinizione identitaria, dall’acquisizione di una crescente autonomia e dalla piena partecipazione alla vita sociale. In ambito pedagogico e sociologico, tale passaggio non può essere interpretato in modo riduttivo come un semplice e lineare spostamento fisico e anagrafico dai banchi di scuola al posto di lavoro. Al contrario, esso si configura come un percorso esistenziale che coinvolge attivamente l’istruzione, lo sviluppo di relazioni sociali significative, l’esercizio della cittadinanza attiva e la definizione della propria qualità della vita (D’Alonzo 2018).

Diventare adulti implica, di fatto, l’assunzione di ruoli sociali riconosciuti e la capacità di compiere scelte consapevoli per il proprio futuro. In questo scenario, la letteratura nazionale e internazionale concorda nell’evidenziare che la scuola è oggi chiamata a svolgere una funzione strategica di orientamento e di accompagnamento continuativi. All’istituzione scolastica è richiesto di favorire connessioni stabili e proficue tra gli apprendimenti formali, i contesti professionali e le reti relazionali presenti sul territorio. L’orientamento, in questa cornice concettuale, cessa di essere una mera trasmissione di informazioni per assumere una valenza formativa e progettuale profonda, finalizzata alla costruzione di traiettorie emancipanti (De Carlo 2023).

La complessità della transizione per i giovani con disabilità intellettiva 

La transizione alla vita adulta rappresenta un processo complesso per ogni adolescente; tuttavia, nel caso dei giovani con disabilità intellettiva, assume caratteristiche di particolare criticità e di rilevanza pedagogica. Storicamente, questa fascia di popolazione è stata esposta al rischio di un forte isolamento sociale al termine del percorso scolastico obbligatorio, fenomeno descritto in letteratura come un vero e proprio “salto nel vuoto” istituzionale (Lepri 2014; Scanlon e Doyle 2021).

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