TERZO SETTORE / Fondazioni
Fondazione CRC: risposte locali alla crisi
04 giugno 2012

Come affrontare la crisi economico-finanziaria e occupazionale che investe il nostro paese ormai dal 2008? Una strada è trovare delle soluzioni a livello locale che rispondano da vicino alle richieste ed esigenze dei cittadini e dei territori. Le Fondazioni bancarie, che hanno come riferimento un bacino territoriale ben definito, spesso si candidano a offrire risorse e a sostenere e promuovere progetti di innovazione. Sotto questo profilo la Fondazione CRC ha messo a punto una serie di misure molto interessanti, così come risulta anche dal Rapporto annuale 2011, recentemente presentato a Cuneo.


La Fondazione CRC e le aree di intervento


La Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Cuneo fondata nel 1855, si è costituita nel 1992 secondo le disposizioni della cd. Legge Amato in materia di fondazioni bancarie. La Fondazione CRC, che svolge la propria attività prevalentemente nel territorio e nei Comuni delle zone di Cuneo, di Alba e di Mondovì, persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. A tal fine orienta la propria attività principalmente nei settori dell’arte, dell’assistenza ed emancipazione delle categorie sociali deboli, della conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e dei beni ambientali nonché del patrimonio linguistico e delle tradizioni locali, dell’istruzione ed educazione, del sostegno e della promozione dell’attività sportiva, della ricerca scientifica e della sanità.

La Fondazione gode oggi di un patrimonio molto rilevante, di oltre 1,3 miliardi di euro, dalla cui gestione derivano le risorse necessarie allo svolgimento della sua azione istituzionale. Candidatasi fin dal 2006 a essere “agente imprenditoriale della società civile” e, più in generale, a favorire l’innovazione sociale tramite la sollecitazione di ampie aggregazioni territoriali, la Fondazione ha di recente ribadito l’intenzione di agire da un lato per far fronte alle emergenze, in risposta ai bisogni urgenti della comunità in particolare in questa fase di crisi, e dall’altra per sostenere lo sviluppo del territorio a favore in particolare delle giovani generazioni, investendo soprattutto nella società della conoscenza (cfr. Rapporto annuale 2011, p. 8). Ad aprile 2011, in occasione del rinnovo degli Organi, è stato presentato il “Patto con il territorio” che contiene le linee di indirizzo per il quinquennio 2011-2016. Innovazione, sussidiarietà̀, nuovo welfare, capitale umano, giovani generazioni sono tra le parole chiave di questo documento, che concorre alla definizione dell’obiettivo strategico che la Fondazione si è data nell’implementazione della sua azione.

Le risorse messe a disposizione per i diversi interventi ammontano, per l’anno 2011, a 25.527.171 euro. Una cifra superiore rispetto alla previsione di 23 milioni di euro grazie a revoche e re-introiti di delibere di anni precedenti, e a un maggior avanzo di esercizio di 1.776.327 euro. Tale somma è stata destinata a finanziare un Piano straordinario di contrasto alle conseguenze sociali della crisi, lanciato nel secondo semestre 2011 lungo diverse linee di intervento volte a favorire il rilancio occupazionale, a sostenere i nuclei familiari in emergenza abitativa, a rafforzare altri strumenti già in essere di sostegno nell’emergenza e ad accompagnare le cooperative sociali in difficoltà a causa dei ritardi di pagamento della pubblica amministrazione.

Facendo un raffronto con il 2010, dalla figura 1 risulta una crescita degli interventi per il settore Promozione e solidarietà sociale, dovuti al Piano crisi già citato, e una riduzione per il settore Sviluppo locale, per effetto del fatto che nel 2010 il settore aveva beneficiato di uno stanziamento straordinario di 1 milione di euro – derivante dal Fondo di Stabilizzazione delle Erogazioni – per l’iniziativa di contrasto alla crisi e riassicurazione dei Confidi “Impresa con Garanzia”. Nel 2011 la Fondazione ha continuato a rafforzare la propria progettualità, aumentando in maniera importante le risorse destinate ai Bandi e ai Progetti propri. Queste rappresentano il 20,6% di quanto deliberato complessivamente, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2010. Un’evoluzione che non si arresta dal 2006, anno di inizio del mandato che si è concluso nel 2011, quando l’attività erogativa era sostanzialmente rivolta per intero a soddisfare richieste di terzi. Il 56,6% delle risorse è assegnato a terzi tramite contributi concessi nell’ambito della sessione erogativa generale e delle due sessioni per eventi stagionali: si tratta complessivamente di 14.460.703 euro, di cui il 91% deliberato nella sessione erogativa generale.

Fig. 1. Importi deliberati per settore di intervento: confronto tra il 2010 e il 2011


Fonte: Rapporto annuale 2011, p. 45.


Le iniziative nel settore della Promozione sociale

La persistenza della crisi, e in particolare le sue ricadute occupazionali e sociali, provocano un aumento della domanda di interventi di sostegno a larghe fasce di popolazione in difficoltà, in presenza di una progressiva riduzione dei servizi da parte del welfare nel suo complesso ai vari livelli territoriali e in particolare con il graduale indebolimento di tutele e ammortizzatori sociali. La Fondazione si inserisce in un sistema integrato di servizi esistenti, nel quadro della programmazione nazionale e regionale e in dialogo con le Direzioni Generali delle Aziende sanitarie locali e ospedaliere della provincia, interlocutori esclusivi della Fondazione per gli ambiti di intervento da questa individuati. Fin dall’inizio del 2009, la Fondazione CRC ha iniziato a monitorare la situazione, anche attraverso costanti contatti con gli enti pubblici interessati, mettendo a punto strumenti innovativi di intervento a favore di fasce di popolazione che risentono più di altre degli effetti della crisi.

Avendo da sempre riservato particolare attenzione alle iniziative volte a favorire il rientro o l’accesso al mercato del lavoro di categorie particolarmente vulnerabili, la Fondazione ha lanciato nel 2009 il progetto “FormaFuturo”, finalizzato alla creazione di nuova occupazione in provincia di Cuneo attraverso la formazione ed il sostegno al reddito di persone senza lavoro e non tutelate da ammortizzatori sociali. Si tratta di un’iniziativa che coniuga formazione, sostegno al reddito e avviamento al lavoro, offrendo la possibilità di conseguire una qualifica professionalizzante che favorisca il reinserimento nel mercato occupazionale di coloro che, in periodo di crisi, hanno perso il lavoro. “3sperienza L” nasce dalla convinzione che sia opportuno intervenire con strumenti capaci di dotare di nuove competenze ed opportunità i soggetti colpiti dalla crisi economica e occupazionale, più che ideare nuovi modelli di assistenza che, per loro stessa natura, fanno fronte nell’immediato alle necessità dei beneficiari senza però attrezzarli perché possano riacquistare autonomia.

“3sperienza L” prevede l’organizzazione di due corsi di formazione per operatori socio-sanitari nelle sedi di Cuneo e Alba, riservati a persone espulse dal mercato del lavoro e inserite in nuclei familiari con comprovate difficoltà economiche, cui è assicurato un sostegno al reddito per tutta la durata del percorso formativo.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Confcooperative Cuneo, scelta per il forte radicamento sul territorio, la comprovata esperienza in materia socio assistenziale e in ambito di formazione, la disponibilità di una propria agenzia formativa accreditata, la capacità di inserimento diretto delle risorse durante il percorso formativo per l’attivazione dei tirocini obbligatori, e per la naturale capacità di “fare sistema” al fine di favorire l’ingresso dei partecipanti nel mercato del lavoro al termine del percorso formativo. I corsi sono erogati da Irecoop , l’agenzia formativa di Confcooperative. Per questa iniziativa l’apporto della Fondazione ammonta a 500 mila euro a copertura della realizzazione dei corsi e del sostegno al reddito per i partecipanti.
Il Progetto, finanziato e programmato nel 2009, ha preso avvio operativamente a partire da gennaio 2010.


A questa iniziativa è stato affiancato il progetto di microcredito “Fiducia” che, messo a punto prima dell’inizio della crisi e avviato a fine 2008, si rivolge alle famiglie che attraversano momenti di temporanea difficoltà economica. L’iniziativa si configura come il potenziamento del progetto di microcredito, in corso dal 2009, che prevede erogazione di prestiti di piccola entità (massimo 3.000,00 euro) a persone in condizione di difficoltà economica temporanea (dall’inizio del progetto sono stati erogati prestiti a circa 240 persone per un totale di circa 435.000,00 euro).
Una novità è costituita dall’introduzione di modalità che permettano un aumento del numero di persone ammissibili: tra queste, ad esempio, sconti sulle restituzioni per casi di particolare difficoltà economica, a fronte dell’attivazione di percorsi di formazione/accompagnamento).
Nel 2009 la Fondazione ha inoltre aderito al costituendo Fondo di garanzia regionale per start up d’impresa, che favorisce l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali attraverso l’erogazione di prestiti fino a 25 mila euro: un incentivo allo sviluppo economico generale del territorio e una potenziale risposta a problemi occupazionali venutisi a manifestare con la crisi economica.


Ma vi sono altri fronti su cui la Fondazione è attiva. Il settore “Promozione e solidarietà sociale” impegna la Fondazione a operare in favore di quelle fasce di popolazione che soffrono maggiori disagi a causa di dinamiche di marginalità sociale e di condizioni di difficoltà fisica o psichica, tra i quali gli anziani.
Il progetto di domiciliarità “Veniamo a Trovarvi”, avviato nel 2008, innova il concetto di assistenza territoriale e sanitaria agli anziani per consentire la permanenza nella propria abitazione, o comunque in abitazioni autonome, degli anziani o di persone affette da malattie degenerative, in condizioni di dignità e di benessere, cercando di rendere replicabile il progetto per più realtà sul territorio.


La sperimentazione di domiciliarità per anziani “Veniamo a trovarvi” è realizzata nel Comune di Bernezzo.
L’obiettivo del progetto è quello di valutare l’efficacia della “apertura” della casa di riposo al territorio come sostegno alla domiciliarità, e di riuscire a sperimentare un modello operativo che possa proseguire nel tempo ed essere replicato in altre località della provincia di Cuneo.
L’iniziativa prevede il potenziamento dei servizi offerti dalla Casa Don Dalmasso di Bernezzo agli anziani che rimangono nelle proprie abitazioni attraverso l’incremento del numero di pasti a domicilio, la mensa a pranzo e a cena, il bagno protetto e l’animazione diurna. La Fondazione promuove confronti periodici con gli enti assistenziali beneficiari, in particolare con i Consorzi Socio-Assistenziali, al fine di ricevere utili indicazioni sulle esigenze e le priorità della popolazione anziana. I destinatari di tali servizi sono segnalati dal “visitatore itinerante”, elemento particolarmente innovativo del progetto, il cui scopo è di entrare in contatto e visitare periodicamente tutti gli anziani soli, offrendo un sostegno affettivo e riuscendo a prevenire le situazioni a rischio, informando in tali casi i soggetti interessati (ovvero il Consorzio per i Servizi Socio-Assistenziali delle Valli Grana e Maira e la Casa Don Dalmasso) per esigenze di un intervento medico o semplicemente di servizi dedicati.
L’intervento è realizzato in collaborazione con l’associazione di promozione sociale “La Bottega del possibile”.
Lo stanziamento della Fondazione è di 116 mila euro.
Per il 2010 e il 2011 il progetto è proseguito con un contributo minore da parte della Fondazione, nell’ottica di un progressivo consolidamento dell’iniziativa.


La Fondazione CRC, come si legge sul sito, “crede nella necessità di investire in conoscenza ed innovazione, soprattutto in questo periodo di crisi, perché il territorio possa essere preparato per il rilancio dell’economia all’uscita dal tunnel della recessione”. In quest’ottica ha continuato ad investire nei settori “Educazione, istruzione e formazione” e “Ricerca scientifica e tecnologica”, cosi come sono cresciute le iniziative di sostegno allo studio, sia per l’ingresso nel mercato del lavoro sia relative a specializzazioni avanzate.


Il Piano straordinario di contrasto alle conseguenze della crisi


La crisi economica ha generato nel 2011 conseguenze severe sia sul fronte occupazionale che su quello sociale. Questo ha indotto la Fondazione CRC a promuovere un piano straordinario di contrasto alle conseguenze sociali della crisi: la somma di quasi 1,8 milioni di euro è stata destinata a un programma articolato di misure tra loro complementari:
• sostegno all’emergenza povertà̀
• rafforzamento del progetto di microcredito Fiducia
• percorsi di tirocinio retribuito in azienda per disoccupati
• misure di risposta all’emergenza abitativa
• azioni di sostegno finanziario alle cooperative sociali.

Tra i numerosi progetti Emergenza Casa, rivolto a nuclei familiari a rischio sfratto o che abbiano subito uno sfratto, si sviluppa – con un budget di 600 mila euro – su due fronti: prevenire situazioni di emergenza abitativa attraverso l’erogazione di contributi una tantum a favore di nuclei familiari in difficoltà a sostenere i costi di locazione sul mercato privato, e attivare e/o potenziare azioni di supporto e gestione di situazioni di emergenza abitativa di nuclei familiari che abbiano già ricevuto ingiunzione di sfratto o subito la sua esecuzione.
Il progetto 5sperienza Lavoro, con una dotazione di 600 mila euro, prevede invece la realizzazione di percorsi di inserimento o reinserimento per giovani inoccupati o adulti espulsi dal mercato del lavoro attraverso lo strumento del tirocinio, da realizzarsi presso aziende del territorio iscritte alle associazioni di categoria, Confartigianato e Coldiretti. Il Piano preve infine, oltre al potenziamento del progetto di microcredito Fiducia, due misure a sostegno delle cooperative sociali di tipo A e B gravate, nella situazione attuale di crisi economica, dai ritardi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione e dalle difficoltà di accesso al credito.
Queste risorse straordinarie si sono aggiunte al budget destinato da programma al settore Promozione e solidarietà sociale per il sostegno di progetti di terzi nel campo dell’assistenza agli anziani, per l’attività di promozione dell’assistenza, per l’inserimento lavorativo e lo sviluppo dell’autonomia di persone con disabilità, per l’assistenza ai malati e ai bisognosi.
Il contrasto alle situazioni di disagio economico e sociale ha rappresentato nel 2011 – con oltre il 30% delle risorse deliberate e anche grazie al Piano straordinario contro la crisi – il primo filone di intervento della Fondazione in questo settore.

L'attenzione della Fondazione per il tema dell’innovazione sociale


Possiamo infine sottolineare che la Fondazione CRC si distingue per l’attività del suo Centro Studi, che ha periodicamente proposto dossier sulla situazione a livello europeo, italiano, regionale e locale, completi di dati e informazioni statistiche provenienti da autorevoli fonti nazionali ed internazionali, per un aggiornamento della situazione in vista di progettualità specifiche. A parte un continuo monitoraggio rispetto all’impatto della crisi nel territorio di Cuneo, e più in generale della regione Piemonte, si segnalano ricerche specifiche sui giovani, gli immigrati e il welfare, sulla dispersione scolastica, sulle infrastrutture per lo sviluppo, oltre che una ricognizione delle politiche anti-crisi realizzate in provincia di Cuneo (per un elenco completo si veda il Rapporto annuale 2011, p. 28). Particolarmente significativo appare infine il “Rapporto sull’innovazione sociale in provincia di Cuneo” a cura dell’IRES Piemonte, una rassegna delle politiche di innovazione istituzionale attuate in sette comuni della provincia di Cuneo.

Al centro di questo Rapporto l’idea che l’innovazione sociale possa costituire un importante strumento di gestione di nuovi problemi sociali che emergono e si acuiscono a fronte di risorse sempre più scarse. La Fondazione, artefice essa stessa di forme di innovazione sociale e osservatorio privilegiato di numerosi interventi caratterizzati da elementi innovatori, ha affidato all’IRES Piemonte la realizzazione della prima edizione di un Rapporto che, primo in Italia, fotografi lo stato dell’innovazione sociale a livello provinciale.

Ma cosa si intende per innovazione sociale? Lo studio di fattibilità per la realizzazione del Rapporto sull’innovazione in provincia di Cuneo sottolinea che non vi è una definizione univoca, poiché i diversi autori ne sottolineano di volta in volta aspetti diversi, ampliando o limitando i campi di applicazione, gli attori coinvolti, le metodologie. Il rapporto però sembra fare propria la definizione di Geoff Mulgan, direttore della Young Foundation e professore alla London School of Economics, che ha definito i fenomeni e i processi di innovazione sociale come “nuove idee che funzionano” (new ideas that work), e che danno soluzioni a bisogni sociali ancora insoddisfatti. Che vi siano nuove tendenze e nuovi bisogni nella società odierna è scontato. Basti pensare all’emergere di numerosi problemi sociali che le strutture e le politiche preesistenti non riescono a fronteggiare con successo: il cambiamento climatico, la gestione dei rifiuti, l’invecchiamento strutturale della popolazione, la diffusione crescente di patologie croniche. L’accento, nella definizione di Mulgan, è posto con uguale enfasi su due termini: “nuove”, cioè idee innovative, diverse da quelle convenzionali; e “che funzionano”, cioè che sono effettivamente realizzate o realizzabili e operano con efficacia nei confronti dei bisogni che si prefiggono di affrontare. In gioco, dunque, “vi è soprattutto il processo realizzativo dell’innovazione e non solo la ideazione propositiva dei cambiamenti da realizzare” (cfr. Progetto di fattibilità per un Rapporto biennale sull’innovazione sociali in provincia di Cuneo, p. 11).

L’obiettivo del Rapporto è che le pratiche innovative già attuate sul territorio possano essere rese note e disponibili anche per altri soggetti. Affinché, attraverso lo scambio e il confronto, siano messe a disposizione degli attori sociali e istituzionali della provincia di Cuneo, tra cui la Fondazione, piste di riflessione funzionali alla capacità risolutiva di problemi ed emergenze, senza necessariamente ricorrere a risorse economiche aggiuntive.


Riferimenti

Rapporto annuale 2011

Piano di contrasto alla crisi

Quaderni della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, L’innovazione sociale in provincia di Cuneo. Servizi, istruzione, salute e casa, n. 12/2012


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