WELFARE CONTRATTUALE /
Il welfare aziendale continua a crescere. A dirlo sono i nuovi dati diffusi dal Ministero del Lavoro
Il welfare è presente nel 51% dei contratti che prevedono forme premiali correlate alla produttività. Permangono però difformità legate a distribuzione territoriale, attività e dimensione delle imprese
05 aprile 2019

Lo scorso 18 marzo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato un breve report in merito ai contratti di secondo livello che prevedono forme premiali correlate alla produttività.

Stando ai dati resi pubblici, i contratti attivi a marzo 2019 sono 10.441; di questi 8.321 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 6.064 di redditività, 5.138 di qualità, mentre 1.342 prevedono un piano di partecipazione. Sono 5.352, invece, gli accordi che prevedono anche misure di welfare aziendale, circa il 51% del totale.

Come vi abbiamo mostrato nel corso degli ultimi anni, la percentuale di contratti di secondo livello che regolamentano welfare è progressivamente aumentata. A luglio 2016, nella prima rilevazione effettuata dal Ministero, "solo" il 17% degli accordi prevedeva infatti tali istituti (qui è possibile approfondire); a novembre 2017 la percentuale era già salita al 33% circa (qui per approfondire). Un anno dopo, a novembre 2018, si è arrivato a toccare il 46% (qui per approfondire). Ora, come detto, i dati parlano del 51%.

Allo stesso tempo però si devono registrare alcune difformità nella distribuzione della contrattazione. Stando al database del Ministero del Lavoro, gli accordi si riferiscono sopratutto a aziende del Nord (77% dei casi, contro il 16% del Centro e il 7% del Sud); appartenenti ai settori dei Servizi (57% dei casi), dell'Industria (42%) e, in maniera residuale, dell'Agricoltura (1%); di medie e grandi dimensioni (il 50% delle imprese ha più di 50 dipendenti).

Per quanto riguarda la dimensione territoriale, è interessante notare come circa il 70% dei contratti del database del Ministero del Lavoro facciano riferimento esclusivamente a quattro regioni: la Lombardia (in cui vi sono circa il 28% degli accordi che regolamentano forme di produttività), l'Emilia Romagna (21%), il Veneto (10%) e il Piemonte (9%). Seguono poi il Lazio (7%) e la Toscana (6%).

Considerando quindi la distribuzione del tessuto produttivo del nostro Paese, la contrattazione e la diffusione del welfare aziendale appaiono fortemente condizionate da almeno tre elementi: distribuzione e contesto geografico; settore di attività economica; dimensione aziendale.


Consulta il Report del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di marzo 2019

 


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