TERZO SETTORE /
Nuovi centri culturali contro la disgregazione sociale: come riconoscerli
L'agenza per la trasformazione culturale cheFare ha promosso laGuida, un festival itinerante che ha permesso di identificare le caratteristiche di questi luoghi dove la cultura si "svecchia"
20 ottobre 2020

I nuovi centri culturali sono un avamposto contro la disgregazione sociale. Sono spazi di prossimità, dove la cultura è vicina alle persone e dove si ricompongono i legami di vicinato e di comunità. Ma sono anche i luoghi di incontro con l'altro e con le produzioni culturali che arrivano da ogni parte del mondo. Nei nuovi centri culturali le persone si incontrano, parlano di libri, vedono film e mostre, assistono a concerti e spettacoli teatrali o semplicemente bevono qualcosa con gli amici, mettendo in atto forme di partecipazione e condivisione quotidiana. Con piccoli gesti, apparentemente semplici, chi frequenta i nuovi centri culturali vive un'esperienza a modo suo unica che aiuta a trovare un senso in questi tempi così confusi e a sentirsi vicini agli altri.

Da anni cheFare, agenzia per la trasformazione culturale, lavora al fianco delle organizzazioni della "cultura dal basso", degli enti di ricerca, dei produttori culturali e dei policy makers per tracciare nuovi percorsi di trasformazione culturale. Ed è per questo che ha realizzato laGuida, il festival itinerante dei nuovi centri culturali: perché i nuovi centri culturali sono gli spazi del possibile, i luoghi che connettono ed attivano le energie di trasformazione dei territori, costruendo ponti tra la memoria di quello che è stato, le multiforme possibilità del presente e quelle infinite del futuro.

I nuovi centri culturali "sono spazi fondamentali in un momento in cui è fortissima la tentazione di rinchiudersi, di nascondersi e di isolarsi: ci insegnano che durante una pandemia può e deve esserci distanziamento fisico senza avere necessariamente un distanziamento sociale", dice Bertram Niessen, presidente di cheFare. "Nei nuovi centri culturali la cultura scende dal piedistallo sul quale un paese invecchiato e impaurito l'aveva relegata per divenire qualcosa alla portata di tutti".

Come riconoscere un nuovo centro culturale? cheFare ha indiviudato 7 punti che permettono di identificarlo:

  1. si organizza in forme di governance ibride;
  2. sperimenta modelli di sostenibilità innovativa;
  3. contribuisce alla coesione sociale e all'inclusione;
  4. attrae linguaggi culturali diversificati;
  5. ha un pubblico eterogeneo;
  6. ospita pratiche con approccio interdisciplinare come: residenze artistiche; laboratori di manifattura digitale; progetti di arte pubblica o partecipata; rassegne di arti performative; seminari e panel; cineforum; spettacoli teatrali; concerti; feste; dj set; gestione comunitaria di beni culturali; festival; presentazioni di libri e riviste; mostre;
  7. ospita ambienti rigenerati diversi tra loro come biblioteche, librerie e laboratori.


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