TERZO SETTORE / Impresa sociale
Nuove formule per un welfare integrato: l'esperienza del Centro Servizi Welfare di Verona
L'impresa sociale CSW negli ultimi anni ha investito nella digitalizzazione e nella qualità della propria offerta per avanzare nuove proposte a enti pubblici, imprese e cittadini
28 maggio 2021

CSW - Centro Servizi Welfare è un’impresa sociale costituita come spin-off del Consorzio Sol.Co. Verona insieme ad alcune cooperative sociali del territorio. Il suo obiettivo è ideare soluzioni di welfare innovative per rispondere ai nuovi bisogni sociali, in particolare quelli legati alla conciliazione vita-lavoro, alla non autosufficienza e alla cura degli anziani. In questa direzione, attraverso la collaborazione con le associate, CSW propone servizi di natura sociale implementando formule di welfare integrato, che si rivolgono a enti pubblici, privati cittadini e imprese che vogliono investire in interventi di welfare.

La sua esperienza è stata raccontata anche nel recente Working Paper 2/2021 di Percorsi di secondo welfare, dal titolo "Co-progettazione e ibridazione organizzativa per l’imprenditoria sociale ai tempi del Covid-19", curato da Valentino Santoni e Franca Maino.


Cos’è e cosa fa CSW Verona

Centro Servizi Welfare riunisce il Consorzio Sol.Co Verona e 10 cooperative sociali del veronese attive da oltre 15 anni sul territorio della provincia scaligera. Dal 2016 CSW ha avviato un percorso di cambiamento e innovazione allo scopo di rafforzare la filiera dei servizi sociali del territorio, ampliando la propria offerta destinata ai privati. Lo ha fatto attraverso una piattaforma online (www.serviziwelfare.it), tramite la quale è possibile richiedere prestazioni socio-assistenziali per l’infanzia, la disabilità e gli anziani, interventi sanitari, ma anche attività legate alla cura della casa, come ad esempio servizi di pulizia ma anche piccoli interventi di manutenzione, o il disbrigo pratiche burocratiche e non.

Dal 2018, a seguito della vittoria del bando CartaE di UniCredit Foundation, il CSW ha cambiato forma giuridica diventando una impresa sociale nell’intento di posizionarsi sul mercato in modo etico e sostenibile, promuovendo percorsi di sviluppo economico e sociale nel territorio e, al tempo stesso, valorizzare ulteriormente l’esperienza pluriennale delle sue reti sociali. A tale scopo CSW ha deciso di investire nel campo del welfare aziendale, implementando - accanto a quelli di natura sociale - anche nuovi servizi di inserimento lavorativo, formazione e facility management.

In questo senso negli anni sono stati attivati servizi di pulizia, cura delle aree verdi e di mensa aziendale. Allo stesso tempo, sono state definite una serie di iniziative per l’infanzia, gli anziani e la famiglia allo scopo di dare risposta ai bisogni di conciliazione vita-lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici, ma anche dei privati cittadini. È possibile richiedere, ad esempio, il sostegno dell’assistente personale per gli anziani, dell'infermiere a domicilio, del fisioterapista, di un dietologo, di un Operatore Socio Sanitario, di un osteopata o di un podologo. Inoltre, autonomamente o attraverso l’azienda, chiunque all’interno del territorio veronese può acquistare interventi per i più piccoli come attività di supporto compiti, consulente pedagogico ed educativo, educatore professionale, logopedista, neuropsicomotricista, psicologo, psicologo coppia, psicomotricista, ma anche l’accesso a uno sportello per richiedere servizi di babysitteraggio, supporto per Disturbi Specifici dell'Apprendimento e per la realizzazione di interventi socio-educativi rivolti a minori e giovani autistici.


welfareX, Welfare Manager e Social Point

Il percorso di innovazione di CSW è però in continuo sviluppo. Nel corso del 2020 ha infatti adottato una nuova piattaforma: welfareX (vuoi saperne di più). Realizzata da CGMoving, essa promuove l’aggregazione dell'offerta di servizi di welfare sviluppata su uno specifico territorio facilitando l'intermediazione tra domanda e offerta di prestazioni, ma si configura anche come un’infrastruttura sia digitale sia sociale volta a favorire meccanismi di integrazione tra le differenti "forme" di welfare.

Anche per questo oltre alla piattaforma digitale, allo scopo di sostenere le imprese in tutte le fasi di implementazione di un piano di welfare, CSW ha formato - con il sostegno di CGMoving - dei “Welfare Manager”: figure in grado di colmare il gap delle competenze sul welfare aziendale e interagire, a livello territoriale, con le imprese per proporre e realizzare piani dedicati di welfare. Si tratta di professionisti specializzati in grado di accompagnare le imprese nella creazione di soluzioni “su misura” che si appoggino alla rete cooperativa. Una “filiera lunga”, dunque, che va dall’affiancamento alle imprese nelle fasi di analisi e monitoraggio dei bisogni aziendali alla progettazione condivisa dei piani di welfare, fino alla messa a disposizione del portale digitale che consente l’accesso ai servizi.

Più recentemente sono stati predisposti dei “punti di ascolto”, denominati “Social Point”, per affiancare i beneficiari delle prestazioni nella registrazione al portale informatico e facilitarne l’utilizzo, ma anche per intercettare concretamente i loro bisogni sociali così da aiutare le imprese (ma eventualmente anche i Comuni e i privati cittadini) a realizzare interventi in grado di intercettare le reali necessità della comunità. CSW ha cercato perciò di favorire, insieme alla digitalizzazione delle prestazioni, anche il contatto diretto con le persone, con l’intento è stato infatti quello di non perdere la funzione, tipica del servizio sociale, di orientamento dei soggetti più fragili e bisognosi di aiuto.

In questo modo si garantisce alle imprese, agli enti pubblici e ai cittadini non solo la piattaforma digitale e i servizi realizzati dalle cooperative sociali del territorio, ma anche tutto il percorso di accompagnamento, fatto di analisi dei bisogni, progettazione, raccordo e monitoraggio del progetto.


Verso la costruzione di risposte per il “ciclo di vita” delle persone

Grazie al percorso avviato negli ultimi anni CSW ha messo in piedi una serie di proposte attente ai “corsi di vita” delle persone del contesto in cui opera. Come sopra descritto, sono state ideate varie risposte attente al dispiegarsi dei bisogni sociali in base alle fasi dell’esistenza, alle traiettorie personali, alle caratteristiche anagrafiche e sociali degli utenti e, al tempo stesso, ai possibili fattori esogeni e contingenti che possono generare dei cambiamenti nella vita delle persone. La strategia è stata dunque quella di non costruire una risposta standardizzata, ma assicurare un’offerta plurale e flessibile per intercettare bisogno sempre nuovi e mutevoli.

Questo approccio è stato decisivo anche a seguito dello scoppio della pandemia di Covid-19. Grazie al ripensamento del suo ruolo e all’implementazione di una piattaforma digitale “flessibile”, il Centro Servizi Welfare è infatti riuscito a fornire i servizi sociali essenziali negli ultimi 16 mesi nonostante le limitazioni imposte per evitare il diffondersi del virus. A tale scopo è stato necessario ridefinire e ricalibrare l’offerta sulla base delle normative, ripensare i costi per gli utenti, ma anche reinterpretare gli ambiti di intervento allo scopo di aiutare le persone ad affrontare ’inedita situazione che hanno vissuto.

In questo modo il CSW si è fatto promotore di un processo di capacity building con l’intento di rafforzare la comunità in cui si inserisce. Avviando innovazioni, tanto di prodotto quanto di processo, il Centro Servizi Welfare ha infatti alimentato nuove risposte sociali, più coesione e meno disuguaglianze. Anche grazie allo sviluppo di nuovi modelli sostenibili frutto di collaborazioni tra gli attori coinvolti, di integrazione tra i servizi (e le risorse) e di aggregazione della domanda.


Per maggiori informazioni su CSW - Centro Servizi Welfare

Per scaricare il Working Paper 2W 2/2021, Co-progettazione e ibridazione organizzativa per l’imprenditoria sociale ai tempi del Covid-19

 


Co-progettazione e ibridazione organizzativa per l’imprenditoria sociale ai tempi del Covid-19

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