Le gambe corte dei nuovi rottamatori
Dopo gli interventi di Vincenzo Manes e Luciano Balboi, anche il professor Luca Fazzi interviene nel dibattito sulla riforma del Terzo Settore, sottolinenado come "diversamente da quanto propagandato, le imprese sociali non sono affatto organizzazioni al soldo del soggetto pubblico. Con la mercatizzazione si rischia che venga meno l’attenzione verso l’inclusione e la giustizia sociale".
 
Riforma terzo settore, Manes: “Non snaturiamo l’impresa sociale”
Dopo il franco botta e risposta tra Vincenzo Manes e Giovanna Melandri, a cui aveva fatto seguito un'intervento di Luciano Balbo, sulle pagine del Fatto Quotidiano continua il dibattitto sul futuro del Terzo Settore, ed in particolare sulla fisionomia dell'impresa sociale. Manes, consigliere pro bono del presidente del Consiglio per il Terzo Settore, torna a battere sul tasto della remunerazione del capitale investito nel no profit: "Lasciamo che i limiti restino e impegniamoci piuttosto a stimolare la raccolta di vero capitale paziente".
 
Impresa sociale: “Vera sfida è qualità dei servizi. Ecco perché filantropia non basta”
Dopo Giovanna Melandri, anche Luciano Balbo - presidente e fondatore di Oltre Venture, società di venture capital sociale - ha scelto di rispondere a Enzo Manes e inserirsi nel sempre più ampio dibattito sulla riforma dell'impresa sociale | Luciano Balbo, Il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2015
 
Giotto non può essere solo un fiore all'occhiello. Ora servono politiche concrete e realizzabili
Dopo il convengo del 20 maggio, durante il quale è stato presentato il working paper 2WEL dedicato all'esperienza della Cooperativa Giotto di Padova, si è fatta più forte la convinzione che il lavoro in carcere non può rimanere un’opportunità riservata a pochi. "Va bene parlare di buoni esempi, ma ora cerchiamo di tradurre queste esperienze in politiche sociali pubbliche realizzabili, che permettano di realizzare concretamente quanto previsto dalla Costituzione". A dirlo è Nicola Boscoletto, presidente di Giotto.
 
Panettoni e call center, i lavoratori detenuti fanno risparmiare lo Stato
Su Linkiesta un articolo dedicato alla presentazione del working paper di 2WEL "Lavoro e perdono dietro le sbarre. La cooperativa Giotto nel carcere di Padova" presentato il 20 maggio nel carcere romano di Regina Coeli. | Marco Fattori, Linkiesta, 20 maggio 2015
 
Voltaire si è fermato a Padova, parola di bici & panettoni
Voltaire tra le altre diceva che «il grado di civiltà di un paese si misura osservando la condizione delle sue carceri». Possiamo quindi dire che il celebre filosofo francese deve essersi fermato a Padova. Questo perché il 20 maggio, con la partecipazione di autorevoli ospiti giunti da diversi paesi, sarà presentato il nuovo Working Paper della Collana 2WEL, Percorsi di Secondo Welfare, Forgiveness and Work behind Bars: Giotto in the Due Palazzi Prison of Padua. | Giulio Pasi, Il Sussidiario, 19 maggio 2015
 
La prospettiva della «quarta via»
C’è addirittura una quarta via per l’impresa sociale in Italia? E' l'interrogativo che emerge scorrendo il testo della delega al governo per la riforma del Terzo settore che, nel suo articolato, prevede anche il riordino dell’istituto giuridico relativo a quelle imprese che perseguono obiettivi di “interesse generale”. | La prospettiva della «quarta via»
 
Colonia Agricola: l’impresa sociale bio che muove l'economia
In Provincia di Treviso il progetto “Colonia Agricola” sviluppa percorsi terapeutici, riabilitativi e di integrazione sociale, valorizzando le risorse agricole e ambientali del territorio e creando posti di lavoro. Si tratta di un’impresa di bioagricoltura “sociale” dove la forza lavoro impiegata è costituita da persone in carico a istituzioni e/o servizi socio-sanitari locali. Una vera e propria colonia dove si coltivano prodotti biologici ed è possibile trovare una piccola fattoria sociale, una bottega agricola e un ristorante/caffatteria.
 
Impresa sociale: fine primo round
Sul sito di Iris Network Flaviano Zandonai riflette a caldo sull’approvazione in Commissione parlamentare del disegno di legge delega in materia di Terzo settore, impresa sociale e servizio civile, che segna la fine del "primo round" del processo di riforma. In attesa del secondo, che si giocherà in Parlamento per l’approvazione definitiva, e del terzo, che vedrà in campo il Governo con i decreti che completeranno la cornice tracciata dalla legge delega, Zandonai indica i punti più interessanti emersi nella prima fase dell'iter legislativo. Consigliamo vivamente la lettura. | Flaviano Zandonai, Iris Network, 19 marzo 2015
 
Casa della Memoria: il bilancio del primo anno
Circa un anno fa vi avevamo parlato dell’apertura della Casa della Memoria, realtà toscana che si rivolge a persone anziane con problemi legati all’insorgenza di declino cognitivo e/o fragilità legate alla perdita di memoria. Ad un anno dall’apertura abbiamo chiesto a Cristina Dragonetti, Presidente della Cooperativa Minerva, di provare a fare un bilancio della sperimentazione, o più esattamente un “bilancio di secondo welfare”, che tenga conto dell’andamento economico, dello sviluppo di rete e dell’impatto sociale provocato.
 
Senior cohousing in Trentino: l'esperienza di Casa alla Vela
In Trentino è nata recentemente "Casa alla Vela": una soluzione abitativa ai molteplici bisogni di anziani e studenti che sono qui ospitati - in un edificio di tre piani - gestito in una nuova forma di "abitare collaborativo" che coniuga insieme il modello del senior cohousing con una modalità legata alla soddisfazione di alcune esigenze delle giovani generazioni. Un esperimento di secondo welfare che, investendo sulla longevità attiva e nella solidarietà intergenerazionale, potrebbe aprire nuovi spazi di innovazione sociale e opportunità di mercato nel territorio.
 
Moratti: «Necessario investire nel welfare». Imprese sociali rappresentano il 5% del Pil
"Nei prossimi anni in Italia la differenza tra domanda e offerta di servizi pubblici legati al welfare varrà 70 miliardi di euro". E' questa la previsione avanzata da Letizia Moratti - intervenuta all’apertura dell’Executive master in creazione di business sostenibile organizzato dalla Trentino school of management, dall’Università di Trento e dal Center for business in society - la quale ha spiegato che "investire nel settore delle imprese non profit non è solo utile ma addirittura necessario". | Andrea Rossi Tonon, Corriere Sociale, 24 febbraio 2015
 
Si fa presto a dire impresa sociale...
Sono oltre 80mila le organizzazioni (associazioni, fondazioni, enti religiosi) operanti in ambito non profit che, ricavando più del 50% delle risorse economiche attraverso scambi di mercato, rappresentano il potenziale inespresso dell’imprenditoria sociale. Un potenziale che la normativa attualmente in vigore non contempla
 
Riforma Terzo Settore: l’impresa sociale diventa un bersaglio
Dopo l'iter consultivo iniziato a maggio la riforma del Terzo settore sembrava finalmente arrivata al rush finale. Tuttavia, a causa delle polemiche legate all’inchiesta Mafia Capitale, ora si rischia di veder notevolmente depotenziato l'impianto riformatore, gettando a mare il lavoro fatto fino a questo momento. E a pagare il conto più salato potrebbe essere l'attesa revisione della legislazione sull'impresa sociale. Dove guardare per andare oltre la retorica e i luoghi comuni che si sono affermati negli ultimi mesi?
 
The Social Way: l’impresa sociale come momento di sviluppo per tutti
Il Gruppo Cooperativo CGM organizza una Convention per gli attori appartenenti alle imprese sociali del Gruppo e per la rete di partner e stakeholder con i quali collabora e condivide le diverse attività, al fine di individuare strumenti e definire strategie per trovare risposte alle nuove sfide sociali del presente. Il tema scelto per questo momento di incontro e confronto è “The Social Way: l’impresa sociale come momento di sviluppo per tutti”, che si svolgerà il 27 e 28 novembre a Roma presso l’Auditorium Conciliazione.
 
L'impatto dell’impresa sociale in Italia e in Europa
Solo otto dei ventotto Paesi UE – tra cui l’Italia – hanno introdotto politiche per sostenere lo sviluppo dell’impresa sociale. La Commissione europea ha pubblicato per la prima volta un rapporto che “mappa”, misura e compara gli “eco-sistemi” delle imprese sociali nei diversi paesi, individuando i punti di forza e di debolezza di queste realtà e il loro ruolo all'interno del contesto europeo.
 
Dal carcere dei Blues Brothers per imparare la ricetta italiana
Bruno Abate, chef americano di Chicago, è sponsor di un esperimento nel carcere della Contea di Cook, uno dei più famosi al mondo almeno per meriti cinematografici: è lo stesso reso celebre dalle scene girate da Dan Aykroyd e John Belushi nel film I Blues Brothers. Lì vogliono raggiungere un obiettivo già sperimentato con successo dalla Cooperativa Giotto nel carcere di Padova: recuperare i detenuti a una vita normale attraverso i corsi di cucina, e con un’educazione al gusto italiano. | Salvatore Giannella, Corriere della Sera, 26 ottobre 2014
 
L'impresa sociale può contribuire a risolvere i problemi del welfare?
Davide Dalmaso, partendo dalle conclusioni di un workshop organizzato da Avanzi nell’ambito di un progetto europeo coordinato dalla CISL, riflette sul ruolo che le imprese sociali possono assumere per affrontare i problemi del nostro sistema di welfare. | Davide Dalmaso, Avanzi, 2 settembre 2014
 
Quei detenuti-pasticceri che fanno risparmiare lo Stato
Su Linkiesta un articolo dedicato all'esperienza della Cooperativa Sociale Giotto, che da diversi anni opera all'interno del carcere di Padova, che dimostra come il lavoro e la formazione dietro le sbarre possano essere elementi fondamentali per abbattere la recidiva e ridimensionare i problemi del nostro sistema detentivo. | Marco Fattorini, Linkiesta, 1 settembre 2014
 
Carcere: se il vero recupero comincia con un incontro
Nel corso della 35ª edizione del Meeting per l’Amicizia tra i Popoli di Rimini si è svolto l’incontro “Testimonianze dalle periferie: libertà dietro le sbarre”. A confrontarsi sull’articolato tema del recupero dei detenuti all’interno delle carceri sono stati esponenti delle cooperative sociali operanti all'interno delle case circondariali, i dirigenti di alcuni istituti di pena e un magistrato di sorveglianza del Tribunale di Milano. Ad unire i diversi interventi la convinzione che il reinserimento dei detenuti all’interno della società passi anzitutto dalla possibilità per questi ultimi di incontrare, già dietro le sbarre, esperienze in grado di valorizzare le loro capacità, attitudini e speranze attraverso il lavoro e la formazione.
 

 
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