TERZO SETTORE / Fondazioni
Fondazioni e politiche scolastiche: alcuni dati sulla Provincia di Cuneo
I risultati delle analisi condotte dal Centro Studi della Fondazione CRC
05 dicembre 2014

La Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (FCRC) si è da tempo posta l’obiettivo di contribuire ad aumentare la qualità della scuola nel territorio della sua provincia. L’investimento in questo settore è stato accompagnato da analisi e ricerche curate dal Centro Studi della FCRC. Quest’ultimo lo scorso 3 dicembre, presso lo spazio incontri “Cassa di Risparmio 1855”, ha presentato i risultati di due analisi riguardanti il territorio cuneese. La prima (curata da Adriana Luciano e Roberta Santi) si è concentrata sul fenomeno dell’abbandono scolastico. La seconda (curata da Flavio Bonifacio e Manuela Olagnero) ha invece analizzato l’inserimento lavorativo dei diplomati presso gli istituti tecnici e professionali.


Gli abbandoni scolastici a Cuneo: trend e iniziative

I tassi di abbandono scolastico tengono conto del numero di giovani, di età compresa fra 18 e i 24 anni, che non hanno completato un ciclo di studi superiore. La riduzione del numero di abbandoni scolastici è un obiettivo europeo definito nel quadro della strategia “Europa 2020”. In particolare l’obiettivo è quello di ridurre il tasso di abbandono scolastico a meno del 10% entro il 2020. Nel definire il suo obiettivo nazionale, l’Italia è stata meno ambiziosa e ha fissato un tetto del 15%-16%. Questo obiettivo è stato raggiunto in alcune regioni del centro, del nord-est e in Basilicata, mentre le regioni del sud, le isole e la Valle d’Aosta sono lontane dal raggiungerlo. Il Piemonte ha registrato un graduale miglioramento passando dal 18,4% del 2008 al 16,3% del 2012; il territorio cuneese mostra tuttavia un trend peggiore rispetto alle altre province della regione. Nel 2009, il tasso di abbandono è stato infatti del 25,9%.

Come evidenziato nel rapporto, l’alto tasso di abbandono scolastico è favorito dalle peculiarità proprie del mercato del lavoro locale. Rispetto a quello di altre province, il territorio cuneese sembra infatti offrire buone opportunità di inserimento lavorativo anche a quanti sono in possesso di un basso titolo di studio. Il tessuto imprenditoriale locale tende infatti a favorire l’apprendimento informale piuttosto che percorsi di formazione professionale specifici. In altre parole, sembra che a Cuneo i giovani siano incoraggiati a lasciare la scuola a causa della presenza di una domanda di lavoro di tipo tradizionale e ampiamente diffusa sia nel settore agricolo sia in quello industriale. Tuttavia, questo modello difficilmente riuscirà riprodursi nel lungo periodo: come evidenziato dagli autori, senza le conoscenze teoriche, metodologiche e linguistiche idonee a cooperare sui mercati globali, difficilmente l’economia cuneese continuerà a svilupparsi. A partire da questa consapevolezza sono stati messi in campo numerosi interventi volti a contrastare gli abbandoni scolastici. In particolare, sono emerse tre differenti tipi di misure:

  • Misure preventive tese a migliorare la qualità della scuola e a favorire processi di apprendimento prima che si manifestino segni di insuccesso. Fra questi interventi rientrano la formazione per insegnanti e formatori, l’innovazione didattica, l’orientamento, le azioni a favore degli studenti stranieri, le iniziative volte a creare rapporti fra giovani e imprese.
  • Misure di intervento in itinere che riguardano ad esempio le attività di orientamento e ri-orientamento su scala provinciale.
  • Misure di reintegrazione volte a favorire, ad esempio attraverso il sostegno alla transizione verso la formazione professionale, il ritorno a scuola di quanti hanno abbandonato.

Il principale limite di questi interventi riguarda il fatto di non essere sistematici, sia rispetto alla loro distribuzione nel territorio, sia rispetto alla continuità nel corso del tempo. Con riferimento al tipo di interventi, il sostegno agli studenti che transitano dalla scuola media inferiore a quella superiore e il recupero di quanti hanno abbandonato il loro percorso di studi sono particolarmente carenti.


L’inserimento lavorativo dei diplomati tecnici e professionali

Come sottolineato dai curatori del rapporto, nel territorio della Provincia di Cuneo, la formazione tecnica e quella professionale hanno una tradizione di lungo periodo e svolgono un ruolo chiave per l’economia locale. Gli istituti tecnici e professionali producono circa 2.000 diplomati all’anno e il 51% di coloro che conseguono il diploma proviene da questo tipo di formazione. Circa il 60% dei diplomati tecnici/professionali svolge la propria attività formativa all’interno di istituti tecnici (di cui due terzi sono rappresentati dal settore tecnologico); il restante 40% è invece negli istituti professionali (all’interno dei quali prevale il settore dei servizi). Il tasso di disoccupazione di questi diplomati è significativamente inferiore rispetto al dato medio della popolazione cuneese di età corrispondente (22,8%,) e si attesta al 13% per quanti possiedono una qualifica professionale e all’8% per quanti possiedono una qualifica tecnica. Questo tipo di formazione si caratterizza tuttavia per una significativa connotazione di classe sociale e culturale. L’analisi della condizione professionale dei genitori evidenzia infatti che meno del 10% delle famiglie proviene da un ceto elevato, mentre il 32% proviene da un ceto popolare.

In conclusione, le ricerche realizzate dal Centro Studi FCRC consentono di evidenziare i nodi critici del sistema scolastico locale. In particolare, emerge la necessità realizzare un ulteriore sforzo volto, da un lato, a ridurre il fenomeno degli abbandoni scolastici e, dall’altro, a migliorare l’attrattività dei percorsi di formazione tecnica e professionale. Date le caratteriste del mercato del lavoro cuneese, sarebbe utile che tale sforzo si incentrasse sullo sviluppo di una maggiore sinergia fra scuola e imprese. In particolare, le imprese potrebbero vedere nella realizzazione di percorsi di formazione specifici un’occasione per disporre in futuro di occupati maggiormente qualificati. A sua volta, questa sinergia potrebbe contribuire a migliorare l’attrattività dei percorsi di formazione tecnica e professionale anche per quanti provengono da condizioni socio-economiche privilegiate.


Riferimenti

Gli obiettivi della strategia Europa 2020 per abbattere l'abbandono scolastico

Gli obiettivi fissati dall'Italia nell'ambito di Europa 2020


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