TERZO SETTORE /
Cultura, welfare e inclusione sociale: a Torino nasce Spazio BAC
A Torino è diventato operativo lo Spazio BAC, Barolo Arti con le Comunità, il primo centro italiano dedicato ai temi del welfare culturale
02 novembre 2020

Il 19 ottobre 2020 è stato inaugurato a Torino nel “Distretto Sociale Barolo” lo Spazio BAC che, unico nel suo genere in Italia, nasce per far incontrare cultura, salute e inclusione sociale.

A seguito della call for ideas promossa nel 2018 da Opera Barolo, Social Community Theatre Centre (soggetto nato dall’incontro tra il Consorzio Corep, Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino e Teatro Popolare Europeo) insieme all’Associazione Filieradarte, propone “Spazio BAC - Barolo Arti con le Comunità”, un ambizioso progetto di un centro culturale di prossimità all’interno del Distretto Barolo nella città di Torino.

Spazio BAC è pensato per proporre ai cittadini esperienze artistiche e culturali che producano benessere, salute e che creino nuove relazioni tra le persone. La metodologia usata è quella del Teatro Sociale e Danza di Comunità ideata proprio a Torino da SCT e successivamente portata in Europa e in tutto il mondo.

Il progetto è stato realizzato dall’Opera Barolo con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, e sarà portato avanti grazie alla gestione di Social Community Theatre Centre | Corep, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino e Teatro Popolare Europeo. Sono partner di Spazio BAC l’Associazione Filieradarte e CCW (Cultural Welfare Center, un centro di competenza sulla relazione virtuosa tra cultura, salute e sociale nato dalla volontà di dieci professionisti da 15 anni impegnati nella ricerca-azione tra Cultura e Salute), che collaborano alla programmazione degli eventi, dei percorsi formativi e degli incontri di Comunità.

Tra le prime attività in programma, un progetto realizzato grazie al Bando di Public Engagement 2019 promosso dall’Università degli Studi di Torino. Si tratta dell’organizzazione del Coro BAC, un coro tutto al femminile, multiculturale e intergenerazionale di circa 20 elementi, composto da donne in situazioni di difficoltà e fragilità e donne del mondo universitario (docenti, studenti, personale amministrativo) che attraverso il canto, da qui alla primavera 2021, si metteranno in gioco in un percorso formativo che abbatte le barriere sociali e crea valori condivisi. A questo seguiranno altre attività con giovani, bambini, famiglie e anziani in collaborazione con le realtà del Distretto Barolo e del quartiere Aurora.

Queste le parole di Alessandra Rossi Ghiglione, direttrice di SCT Centre, che ben sintetizzano le finalità di questo progetto: “Superato il lockdown siamo pronti ad aprire le porte di Spazio BAC che per noi significa “possibilità”: di accogliere e far incontrare persone del territorio, di costruire relazioni, di contribuire al cambiamento del quartiere e della città, di creare sempre nuovi ponti tra Torino e l’Europa mettendo al centro cultura, salute, inclusione e democrazia”.

Insieme al Distretto Sociale Barolo e alle associazioni del quartiere Aurora e della città, coinvolgendo cittadini svantaggiati e gruppi di abitanti, saranno infatti realizzati spettacoli, concerti, letture, laboratori di teatro, di danza, canto, narrazione, convegni e tanto altro per bambini, ragazzi e famiglie, per incontrarsi attraverso l’arte, promuovere la salute personale e le relazioni.

Spazio BAC si innesta all’interno di luogo di eccellenza di innovazione sociale, il “Distretto Sociale Barolo”, già abitato da 13 enti che ogni anno rispondono ai bisogni di oltre 20 mila persone. Collocato tra via Cottolengo e via Cigna, il Distretto è un modello di welfare nato 150 anni fa su iniziativa di una donna di grande visionarietà e intelligenza imprenditoriale e sociale, la Marchesa Giulia di Barolo che fondò l’Opera Barolo come “sistema” al servizio del bene comune.

Perfettamente allineato alla mission del Distretto, Spazio BAC è un progetto "femminile", perché gestito da donne di diverse generazioni, di prossimità perché si occupa degli abitanti del quartiere e della città, votato all’inclusione sociale utilizzando la cultura e l’arte come motori del benessere, come strumenti di formazione che possono dare una prospettiva di vita a soggetti fragili.

 


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