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La crisi che stiamo attraversando indebolirà gli investimenti delle imprese nel welfare aziendale? Oppure, anche a fronte delle difficoltà del Pubblico, le iniziative di welfare integrativo andranno a rafforzarsi? Valentino Santoni ne ha parlato con Diego Paciello, responsabile dell'area fiscale, welfare, compensation e benefits presso lo Studio Toffoletto, De Luca, Tamajo e Soci.
Lo scorso 30 ottobre si è tenuta la prima edizione del Welfare Forum, evento organizzato dal provider di welfare aziendale Edenred. L'obiettivo dell'incontro è stato quello di analizzare e fare il punto in merito ai cambiamenti che hanno interessato il mondo del lavoro, la sua organizzazione e, in particolare, il ruolo del welfare aziendale. Ecco cosa è emerso nel corso dell'incontro.
Banca d'Italia e CONSOB hanno rinnovato il loro piano di welfare aziendale. Allo scopo di massimizzare l'impatto sociale del piano, l'accordo prevede un budget welfare "di base", uguale per tutti i dipendenti; tale somma può però essere incrementata in base ai bisogni sociali del lavoratore: l'importo dipenderà dalla presenza o meno di figli, loro età, dalla presenza di familiari disabili, e così via.
Nell'arco di pochi anni, in Italia, è andato sviluppandosi un vero e proprio mercato del welfare aziendale fatto di società di consulenza, società di servizi, società provider, che hanno visto in questo ambito un'opportunità di investimento e al contempo un'occasione per ripensare la propria offerta di prestazioni. In questo mercato hanno trovato spazio anche enti del Terzo settore. Ne parla Franca Maino.
Grazie alla partnership con il sito di e-commerce Pharmanow, la società di buoni pasto e provider di welfare aziendale Edenred Italia garantisce a tutte le imprese e i lavoratori che adottano la piattaforma di welfare aziendale la consegna a domicilio di farmaci. Il progetto, chiamato "La Farmacia a Casa", nasce con l'obiettivo di fornire un servizio capace di rispondere ai nuovi bisogni dettati dall'emergenza sanitaria che stiamo vivendo.
Edenred ha avviato un'iniziativa rivolta ai Comuni italiani che stanno distribuendo buoni pasto per le persone in difficoltà economica a causa dell'emergenza dettata dalla pandemia di Coronavirus. La società emettitrice di buoni pasto e provider di welfare aziendale contribuirà alle spese sostenute dalle Amministrazioni comunali sul fronte alimentare per le persone in difficoltà economica.
Negli ultimi anni si è parlato molto del fenomeno dell'economia delle piattaforme anche in ambito sociale. In questa direzione, anche grazie alla diffusione del welfare aziendale, la platform economy può rappresentare un'opportunità importante per il mondo della cooperazione e dell'impresa sociale. Per approfondire il tema, il Gruppo Cooperativo CGM ha pubblicato il position paper "A cosa servono le piattaforme. Come scalare l’innovazione sociale e tecnologica del welfare aziendale".
Come spesso sottolineiamo, nel corso degli ultimi anni il mercato del welfare aziendale si è arricchito di nuovi attori di diversa natura. Tra questi c’è ComeBack Welfare, start-up nata lo scorso gennaio dopo due anni di progettazione e lavoro. ComeBack non è un vero e proprio provider ma un operatore che propone un metodo per certi versi innovativo per "creare" un budget da investire nella creazione di un piano di welfare aziendale.
Prende il via la dodicesima del "Welfare Forum", serie di eventi promossa dalla società Edenred che da anni riunisce CEO, direttori e manager del settore Risorse Umane allo scopo di promuovere il confronto sulle politiche di welfare aziendale e di conciliazione vita-lavoro. Il roadshow si svilupperà in 6 tappe che toccheranno Milano, Bologna, Roma, Padova, Napoli e Firenze. Il primo appuntamento sarà a Milano il prossimo 5 marzo.
Quanto è cresciuto negli ultimi anni il mercato legato ai beni e ai servizi per i dipendenti delle imprese? Chi sono e cosa fanno i provider di welfare aziendale? Quali possono essere le ricadute per il territorio e l'economia locale? Quali i rischi e le criticità? Abbiamo riflettuto di questi temi in un'inchiesta pubblicata lo scorso 4 febbraio su Corriere Buone Notizie. Qui trovate l'articolo di contesto di Paolo Riva.
Il welfare aziendale è un fenomeno in forte crescita. Sono infatti sempre di più le imprese che adottano misure e servizi per i propri collaboratori e le loro famiglie. Proprio per questo è sempre più importante concentrarsi su quello che può essere l'impatto sociale delle politiche di welfare di natura occupazionale. Ne parla Federico Razetti a commento della nostra inchiesta pubblicata su Corriere Buone Notizie.
Continua il dibattito sull'impatto sociale generato dal welfare aziendale. Dopo il contributo di Flaviano Zandonai e Paolo Venturi, incentrato sul ruolo del welfare occupazionale in materia di innovazione organizzativa e tecnologia, e quello del nostro Valentino Santoni, dedicato al ruolo di intermediazione e dis-intermediazione dei provider, vi proponiamo questo articolo curato da Francesca Rizzi e Anna Zattoni incentrato sul tema delle piattaforme.
Secondo l'Osservatorio sul welfare di Assolombarda, nelle aree di Milano, Monza, Lodi e Brianza le prestazioni di welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro sono sempre più diffuse. In particolare, circa il 55% degli accordi stipulati in Assolombarda prevede tali strumenti; inoltre, cresce la somma a disposizione dei singoli lavoratori da spendere in servizi e, allo stesso tempo, aumenta l’importo speso da questi ultimi. Ecco le principali evidenze dell’indagine riguardante la Lombardia.
Danone, l’azienda alimentare francese che solo in Italia conta circa 600 collaboratori, si è da sempre contraddistinta per l’attivazione di politiche interne finalizzate a creare le migliori condizioni per favorire l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro dei suoi collaboratori. Strategie innovative sono state adottate per supportare i neo-papà e le neo-mamme: tra queste c'è ad esempio il Baby decalogo e il programma "Parto e Riparto".
TIM, nota compagnia telefonica italiana, nel corso degli anni ha realizzato importanti investimenti volti a sostenere il benessere dei suoi collaboratori. Ad oggi, oltre ad una serie di interessanti interventi rivolti alla conciliazione vita-lavoro e riguardanti il Diversity e il Disability Management, la società ha strutturato un piano di welfare molto complesso: il progetto per il 2018 ha riguardato infatti tutti gli oltre 48.500 collaboratori della società.
Gruppo Mastrotto, azienda leader in Europa nel settore conciario, già da molti anni ha scelto di investire in maniera decisa per sostenere il benessere e la conciliazione vita-lavoro dei suoi collaboratori. Grazie a questa attenzione per la cura dei suoi dipendenti, il Gruppo Mastrotto è stato premiato lo scorso 30 maggio nel corso dell’evento promosso da Edenred Italia “WelfaRevolution”.
Heineken Italia, divisione nostrana della nota azienda produttrice di birra olandese, nel nostro Paese conta quasi 1.000 collaboratori. Allo scopo di fornire loro nuovi strumenti per affrontare le sfide della quotidianità e favorire l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro, la società ha messo in piedi alcune strategie di welfare management molto interessanti. Ve ne parliamo in questo approfondimento.
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