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Un welfare aziendale “aperto” al territorio: l’esperienza di Brovind
A Cortemilia, in provincia di Cuneo, c’è un’azienda che sta realizzando importanti investimenti sul fronte del welfare. Ne abbiamo parlato con la sua AD, Paola Veglio.
03 giugno 2021

La Brovind Vibratori S.p.A. è una società che opera a livello internazionale nel settore dell’automazione industriale su basi elettromagnetiche e vibranti. L’azienda conta in totale quattro stabilimenti (tre in Italia e uno in Brasile) e 160 collaboratori; la sua sede principale si trova nel piccolo Comune di Cortemilia, in provincia di Cuneo. Nel corso degli ultimi anni la Brovind ha investito molto sul fronte del welfare, soprattutto grazie alla presenza di un Amministratore Delegato fortemente attento a questo fronte. Per cercare di capire come mai l’azienda ha fatto questa scelta abbiamo intervistato proprio l’AD di Brovind, Paola Veglio.


Gentilissima Dott.ssa Veglio, come mai ha scelto di investire in maniera così decisa sul welfare aziendale?

Come azienda crediamo molto nelle persone e investiamo energie per la loro formazione. Tra le altre cose collaboriamo con gli istituti tecnici, le università e l’amministrazione locale per accogliere e formare gli studenti, offrire loro un lavoro tecnico-specialistico e rendere Cortemilia, la piccola città dove abbiamo la nostra sede principale, un polo tecnologico attrattivo per i giovani più brillanti.

Come imprese del settore metalmeccanico adottiamo un CCNL che prevede una quota annuale di flexible benefit per ogni lavoratore (se vuoi saperne di più). La nostra scelta è stata quella di non limitarci a dei buoni spesa o dei buoni carburate. Abbiamo cercato di dar vita a iniziative in grado di impattare sul benessere di tutti i nostri collaboratori: sia chi ha figli, e quindi ha specifiche necessità sociali, sia per chi non li ha.


Che tipo di iniziative di welfare avete ideato in azienda?

Innanzitutto abbiamo predisposto una serie di convenzioni con attività locali, come la piscina comunale, una palestra e altro. Abbiamo poi un “filo diretto” con i servizi sociali del territorio per la costruzione di percorsi di inclusione lavorativa di persone con disabilità e fragili. In merito ci tengo a sottolineare che noi ci impegniamo a realizzare delle attività extra rispetto a quelle previste dalla Legge 68/99 sul collocamento mirato: cerchiamo di coinvolgere i servizi sociali per mettere in piedi un intervento che sia il più possibile efficace.

L’azienda inoltre ha partecipato e vinto un bando della Regione Piemonte, parte della strategia regionale We.Ca.Re, per la realizzazione di un asilo nido interaziendale che ospiterà 10 bambini, con accesso agevolato in quanto a graduatoria e rette per i dipendenti aziendali, ma sarà aperto anche ai figli dei non dipendenti. Si tratta di una sinergia che vede una governance articolata: da un lato ci sono le imprese, che hanno fatto rete, ma anche l’Amministrazione comunale di Cortemilia.

A breve, insieme all’Unione Industriale di Cuneo, avvieremo un servizio di assistente sociale aziendale, che offrirà servizi consulenziali di tipo sociale, psicologico e organizzativo. L’intento è quello di valorizzare e migliorare il benessere dei dipendenti, attraverso la conoscenza delle loro storie - e, di conseguenza, della valutazione sociale dei loro bisogni - l’ascolto e l’attivazione in prima persona dei dipendenti.

Nel periodo natalizio abbiamo infine distribuito a tutti i dipendenti dei buoni premio da spendere nei negozi di Cortemilia, per sostenere le attività commerciali locali. In questo modo abbiamo cercato di valorizzare la filiera locale e quindi incentivare questa piccola forma di spesa nel nostro territorio.


C’è quindi una particolare attenzione al territorio in cui l’azienda è inserita…

In un certo senso ci vuole coraggio a rimanere qui, in questo piccolo territorio di 2.300 abitanti, ma noi ci crediamo e sosteniamo le persone che vogliono restare. I nostri dipendenti sono per lo più persone del posto e per nostra filosofia aziendale incentiviamo l’ingresso in azienda dei giovani del territorio. Dare e creare valore sono indispensabili per tenere viva la comunità; in cambio riceviamo impegno, entusiasmo e partecipazione, linfa vitale per continuare a fare meglio e guardare con ottimismo al futuro.

Anche per questo stiamo sostenendo un progetto volto a favorire i collegamenti infrastrutturali tra Cortemilia e i territori circostanti: in particolare Alba e la Liguria. In questo modo vogliamo cercare di contrastare lo spopolamento, incrementare l’attrattività e rafforzare la nostra comunità


La sua azienda è inoltre particolarmente attenta al tema della diversità e della parità di genere. Questo è un tema che le è particolarmente caro.

Dal mio punto di vista, una vera parità di genere non può esser raggiunta solo con il rispetto di quote rosa richieste dalla legge. Il perseguimento della parità richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi e, perciò, un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne lavorare.

Il nostro paese è tra gli ultimi in Europa in quanto a gap salariale tra generi, con una scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. Su questo aspetto molti pregiudizi e luoghi comuni devono essere ancora allontanati dal pensiero comune, ma una nuova prospettiva si sta facendo fortunatamente spazio.

 

 


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