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Erogazione di acqua, energia elettrica e gas: un'impresa su tre ha avviato politiche di welfare aziendale
Secondo un'indagine promossa da Edenred oltre 30% delle imprese del settore misure di welfare aziendale per i propri dipendenti
14 ottobre 2019

Tra luglio e agosto 2018 il provider di welfare aziendale Edenred Italia, in partnership con Utilitalia e il Consorzio AAster, ha realizzato una survey tra le aziende che si occupano dell'erogazione dei servizi pubblici dell’acqua, dell’energia elettrica, del gas e della gestione dei rifiuti con l’obiettivo di comprendere quale sia il livello di diffusione di misure e azioni di welfare aziendale tra queste società. In questo approfondimento vi riportiamo i princiali risultati emersi dall'indagine.


Il settore delle Utilities e il welfare aziendale

A livello generale, come accennato, il termine Utilities raggruppa le società locali attive nell’erogazione e nella gestione dei servizi pubblici e ambientali per i cittadini quali: la distribuzione di energia elettrica e gas, la gestione del ciclo idrico, lo smistamento dei rifiuti, la manutenzione delle aree verdi e il trasporto pubblico locale.

Il campione dell’indagine - svolta attraverso un questionario compilato dagli amministratori delegati delle imprese o da altre figure manageriali - ha interessato nel complesso 214 società. Tra queste hanno partecipato sia realtà locali, profondamente radicate sul territorio (63% del campione), sia grandissime imprese di livello nazionale (17%); la restante parte del campione (20%) comprende imprese - di diverse dimensioni - che operano in contesti urbani e metropolitani.

Ma quanto sono diffuse le pratiche di welfare aziendale? Stando ai risultati della survey, circa il 30% delle imprese considerate ha introdotto la possibilità di convertire il premio di risultato in beni e servizi di welfare; il 33% del totale ha inoltre previsto anche altre misure volte a fornire un maggiore sostegno ai bisogni sociali dei lavoratori, in particolare nell'ottica di favorire l'armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro.

Queste percentuali crescono però in maniera significativa se si considerano previdenza complementare e sanità integrativa. Oltre l’87% del campione aderisce infatti a un fondo di previdenza complementare di categoria (solo l’1% di queste a un fondo aperto): nel 30% dei casi inoltre l’adesione supera il 75% dei dipendenti. Anche la sanità integrativa è molto apprezzata: il 60% delle aziende prevede l’iscrizione a un fondo.


I piani e le misure di welfare aziendale

Un altro interessante dato che emerge dalla ricerca riguarda il fatto che, tendenzialmente, i piani di welfare di queste società sono piuttosto strutturati: oltre la metà delle realtà che hanno all’attivo tali prestazioni mette a disposizione dei suoi dipendenti più di 6 servizi o benefit.

A livello generale, tra le azioni più diffuse ci sono la flessibilità oraria (51% del totale del campione) e il part-time volontario (38%). Sembra evidente quindi che la dimensione del “tempo” - e quindi della conciliazione vita-famiglia-lavoro - e quella più legata agli aspetti organizzativi sia una dinamica centrale nei piani di welfare delle società del settore Utilities. Seguono poi il rimborso delle rette scolastiche e dell’acquisto dei libri (24% del totale); borse, vacanze studio e corsi di varia natura (24%); azioni per il supporto e la cura di minori (baby-sitting) (22%); buoni spesa (21%); agevolazioni per il rientro dalla maternità (20%); sostegno alla formazione dei dipendenti (18%); assistenza agli anziani (16%) e a familiari non autosufficienti (16%); asilo nido aziendale o simili (12%). Da sottolineare infine un dato interessate sul versante smart working e telelavoro: il 16% delle società intervistate ha infatti avviato questo genere di innovazioni.

Di seguito, la ricerca analizza le motivazioni principali che hanno guidato le aziende nell’attivazione di servizi di welfare. La fotografia che i dati restituiscono mostra una situazione in cui convivono logiche diverse. La motivazione più importante per queste società sembra riguardare il vantaggio fiscale, che totalizza il 45% delle indicazioni; segue però la possibilità di rafforzare il rapporto di fiducia dei lavoratori verso l’impresa (37%). Per il 27% delle società il welfare è poi visto come una policy innovativa per la gestione delle risorse umane, in grado di promuovere la collaborazione e la partecipazione dei lavoratori e, quindi, la produttività. Seguono il tema meritocratico, la possibilità di incentivare le capacità e le competenze (20%), e la valorizzazione della contrattazione e del dialogo tra le parti sociali (15%). Sono considerati meno importanti i fattori legati all’immagine e alla reputazione dell’impresa.


Verso un welfare aziendale allargato al territorio?

Data la particolare natura delle imprese di questo settore, il loro profondo radicamento territoriale e - talvolta - la partecipazione di enti locali nella governance societaria, l'indagine ha infine rilevato se qualcuna di queste realtà avesse attivato qualche forma di condivisione dei servizi aziendali con la comunità locale e i cittadini del territorio. Attualmente solo il 5% del campione ha avviato azioni di questo genere, attraverso la partnership con altre aziende o con le amministrazioni locali.

Tuttavia i dati mostrano che qualcosa si sta muovendo anche su questo fronte. Alla domanda se l’azienda abbia sottoscritto patti oppure partecipato a tavoli e incontri con gli enti locali per promuovere iniziative di welfare aziendale aperte al territorio, il 17% ha risposto affermativamente. Un dato che, seppure nella sua limitatezza, lascia ben sperare in una vitalità dei processi a livello territoriale. Le società del comparto Utilities potrebbero avere infatti un ruolo importante nella promozione di questo genere di progettualità, basate sulla cooperazione e il coinvolgimento di altri attori del contesto locale. In molti casi, questi soggetti possono essere considerati come veri e propri attori del welfare locale: basti pensare ad esempio ad alcune politiche che tali realtà attivano per la calmierazione delle spese legate alle utenze per i più poveri e per coloro che attraversano periodi di difficoltà economica. Proprio per questo, in prospettiva, è auspicabile pensare che azioni di stampo territoriale - specialmente nel campo del welfare aziendale - si moltiplichino in questo particolare settore.

 


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