PRIMO WELFARE /
Rapporto sull'economia delle regioni italiane. Dinamiche recenti e aspetti strutturali
09 novembre 2011

E’ stato pubblicato l'aggiornamento autunnale del rapporto Economie Regionali della Banca d’Italia. A partire da questo numero lo studio offre, in aggiunta alla presentazione delle dinamiche congiunturali più recenti, alcuni approfondimenti monografici, adottando una prospettiva territoriale che fa riferimento alle principali aree del Paese (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Mezzogiorno).

La prima parte del documento evidenzia come nel Nord del Paese la ripresa dell’attività economica che aveva caratterizzato lo scorso anno, si sia interrotta nell’estate del 2011. Nelle regioni centrali e meridionali i livelli di attività hanno ristagnato nei primi nove mesi dell’anno: le aspettative degli imprenditori sono peggiorate a seguito dell’instabilità dei mercati finanziari, con le esportazioni cresciute più lentamente del semestre precedente e l’occupazione lievemente cresciuta in tutte le aree. Nei mesi estivi il ritmo di crescita dei prestiti alle imprese è diminuito al Centro-Nord ed è rimasto costante nel Mezzogiorno, dove la rischiosità dei prestiti è peggiorata, a fronte invece di un lieve miglioramento per le imprese del Centro-Nord.

Nella seconda parte del documento vengono presentati approfondimenti sull’economia reale relativi ai distretti industriali, al settore turistico nazionale e al mercato del lavoro per i più giovani, sul mercato del credito (banche e Confidi) e sulla capacità fiscale dei Comuni italiani.

Lo studio sull’occupazione dei giovani mostra come la probabilità di trovare un impiego per i giovani disoccupati, che tra il 2005 e il 2010 è sempre stata leggermente superiore alla media in tutte le aree del Paese, tra il 2008 e il 2010 è diminuita più rapidamente che per i lavoratori più anziani, soprattutto nel Nord-Ovest e al Centro. Nel periodo 2005-08 i Neet (Not in Education, Employment or Training), tra 15 e 29 anni erano pari al 20 per cento della popolazione nella stessa fascia d’età, mentre nel 2010 erano saliti al 23,4 per cento (l’aumento è stato più marcato nel Nord e al Centro, poiché nel Mezzogiorno l’incidenza di giovani Neet era già prossima al 30 per cento già prima della crisi), di cui le donne costituiscono più del 26 per cento, mentre gli uomini sono il 20.

Per quanto riguarda capacità fiscale e sforzo fiscale dei Comuni italiani, il rapporto evidenzia le significative divaricazioni delle capacità fiscali tra Nord e Sud, e tra Comuni grandi e piccoli, si rispecchieranno inevitabilmente anche nell’utilizzo dei fondi perequativi. I Comuni più “ricchi” (i valdostani) possiedono una capacità fiscale pro capite quattro volte più grande di quelli della regione più “povera” (la Basilicata), mentre in quasi tutte le aree del Paese i Comuni più grandi (oltre i 60 mila abitanti) hanno una capacità fiscale, in media, superiore del 40 per cento rispetto agli altri. Per quanto riguarda lo sforzo fiscale, esso presenta livelli sostanzialmente più bassi nei Comuni delle Regioni a statuto speciale e in quelli del Nord. Al Centro e specie al Sud è invece più elevato per tutte le classi demografiche.

Fonte dell'immagine è il rapporto Economie Regionali della Banca d'Italia

Allegato: Un giovane su quattro non studia e non lavora, Corriere della Sera - 8 novembre 2011

 
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