PRIMO WELFARE /
Qui giovani e lavoro sono importanti solo a parole
09 aprile 2013

 Gli ultimi dati diffusi dal ministero del Lavoro non lasciano dubbi: oltre un milione di lavoratori è stato licenziato l’anno scorso, quasi 330mila solo negli ultimi tre mesi del 2012. La situazione occupazionale è in netto peggioramento, con un aumento della perdita dei posti di lavoro del 15 per cento rispetto al 2011. Il risultato è che il 28,4% degli italiani (dati Istat) è a rischio povertà. A esser penalizzati sono soprattutto i giovani, tra difficoltà lavorative e redditi che calano a picco nel corso degli anni. A peggiorare la situazione, c’è una sfiducia generalizzata nei confronti della politica, considerata incapace di dare risposte adeguate al disagio crescente: per quasi il 60% degli italiani (giovani e adulti) il sistema del welfare nostrano non offre una buona copertura dei rischi né contribuisce a ridurre le differenze sociali. Ma perché le politiche sociali non risultano adeguate? Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica di Milano e autore del libro "L’Italia che non cresce", ha provato a fornire una risposta in questa intervista pubblicata su Linkiesta. 

 

Qui giovani e lavoro sono importanti solo a parole
Lidia Baratta, Linkiesta, 9 aprile 2013