PRIMO WELFARE / Lavoro
Via il lavoro dal carcere? Un errore che aumenterà la recidiva
Intervista a Luciano Violante, Il Sussidiario, 12 gennaio 2015
12 gennaio 2015

 “La riconciliazione tra chi ha commesso un crimine e la società è il terreno su cui occorre costruire, mettendo da parte obiezioni che nascono da una gestione meramente burocratica delle carceri”. Lo dice al Sussidiario Luciano Violante, ex presidente della Camera ed ex presidente della Commissione Nazionale Antimafia, a proposito del recente caso relativo al lavoro nelle carceri.

I progetti realizzati dalle cooperative sociali hanno dato lavoro per dieci anni ai detenuti di dieci carceri italiane, un’opportunità importante per rieducare e riscattare chi in passato si era macchiato di crimini. L’affidamento del servizio tuttavia è scaduto a fine 2014, e per ora la pubblica amministrazione ha deciso di prorogarlo solo fino al 15 gennaio 2015, poi non si ha idea di cosa potrà accadere.


Via il lavoro dalle carceri? Un errore che aumenterà la recidiva
Intervista a Luciano Violante, Il Sussidiario, 12 gennaio 2015


Potrebbe interessarti anche:

Carceri: senza (ri)educazione non si risolverà mai nulla

Carceri: necessario non fermarsi all'amnistia

Il lavoro? Servirebbe anche in carcere

Vigilando redimere: l'impresa sociale all'interno del sistema carcerario

Il rilancio del Sud? Passa dalla società prima che dall'economia

 
NON compilare questo campo