PRIMO WELFARE / Inclusione sociale
Sovraffollate e senza speranza di miglioramento: lo stato del disastro-carceri in Italia
Linkiesta, 15 ottobre 2019
16 ottobre 2019

Quello delle carceri è un tema di cui ci siamo occupati più volte prendendo in considerazione, in particolare, esperienze positive messe in campo per abbattere la recidiva attraverso il lavoro. Lo abbiamo fatto raccontando casi di eccellenza, come quello della Cooperativa Giotto a Padova (vedi il working paper scritto con CESEN e il Fetzer Institute), esperimenti territoriali come quello di birra Malnatt a Milano, ma anche interventi sistemici basati su nuovi strumenti di finanzia sociali, come quelli avviati in Lombardia, con il programma 2121, o in Piemonte

Eppure a livello strutturale la situazione del nostro Paese resta critica; e in dieci anni sembra che nulla sia cambiato sul fronte del sovraffollamento. Secondo “Il carcere secondo la Costituzione”, quindicesimo rapporto pubblicato dall’Associazione Antigone sulle condizioni di detenzione nel nostro Paese, dopo un iniziale calo avvenuto nel 2010 il numero dei detenuti presenti nelle strutture penitenziarie italiane negli ultimi due anni ha ricominciato a crescere. Al 30 settembre 2018 si calcolavano oltre 60mila reclusi mentre la capienza è di meno di 50mila. Il tasso di sovraffollamento sarebbe quindi del 120%.

A rilanciare il tema in questi giorni è Linkiesta con un articolo che mette sul tavolo tante questioni aperte legate al sovraffollamento: più di un terzo dei reclusi è straniero, uno su tre ha disturbi psichiatrici, due su tre sono tossicodipendenti o alcoldipendenti. E a subirne le conseguenze non sono solo i detenuti, ma anche gli agenti di polizia penitenziaria che quotidianamente lavorano in condizioni sempre più difficili.


Sovraffollate e senza speranza di miglioramento: lo stato del disastro-carceri in Italia
Linkiesta, 15 ottobre 2019