PRIMO WELFARE /
In Italia uno studente su tre non finisce le scuole superiori
20 febbraio 2015

Uno studente italiano su tre abbandona la scuola statale superiore senza aver completato i cinque anni. È quanto emerge dai dati del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca elaborati nel dossier Dispersione di Tuttoscuola.

Un fenomeno nazionale, che unisce nord e sud passando per il centro e le isole. Si passa da regioni più virtuose come l’Umbria e le Marche dove circa l’80 per cento degli studenti termina il quinquennio, a regioni come la Sicilia, la Sardegna e la Campania dove il dato arriva a poco più del 60 per cento.Le cose poi variano molto di provincia in provincia, come se ogni regione d’Italia abbia la sua sacca di dispersione scolastica. Province nella stessa regione presentano tassi di abbandono molto diversi. Una distribuzione a macchia di leopardo che ridimensiona il divario tra mezzogiorno e resto d’Italia. I numeri, infine, cambiano molto tra i vari indirizzi scolastici.

Nel tempo le cose sembrano migliorare, ma il fenomeno è duro a morire. Quello della dispersione scolastica è un problema che passa inosservato, ma che porta con sé costi sociali, politici ed economici molto alti. I ragazzi che lasciano la scuola, spiega l’Unione europea, “sono più soggetti alla disoccupazione, hanno bisogno di più sussidi sociali e sono ad alto rischio di esclusione sociale, con conseguenze sul benessere e la salute. Inoltre, tendono a partecipare meno ai processi democratici”.

 

In Italia uno studente su tre non finisce le scuole superiori
Jacopo Ottaviani, Internazionale, 20 febbraio 2015.
 

 
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