Fondazione 'Mission Bambini', ecco l'educatore a domicilio all'aperto
Sono circa 1.000 le famiglie con bambini al di sotto dei 6 anni che vivono in contesti di degrado economico ed educativo in molte città italiane. Per questo la Fondazione "Mission Bambini" ha ideato e avviato azioni specifiche, tra cui un servizio di educatori a domicilio che garantirà l'accompagnamento educativo dei bambini | QdS.it, 7 luglio 2020
 
Asili nido, Italia sotto la media europea per spesa e utenza raggiunta
L'offerta di posti in asili nido in Italia è ancora inferiore al 25% dei potenziali utenti: si tratta di una delle più basse se confrontata con quella dei principali paesi europei. Per raggiungere un tasso di copertura di almeno il 33%, come richiesto dall'Europa, i Comuni dovrebbero investire circa un miliardo in più ogni anno | Repubblica, 8 luglio 2020
 
Dimissioni delle neo-mamme: oltre 37 mila lasciano il lavoro
Aumentano ancora le dimissioni delle neo-mamme. Secondo il rapporto dell'Ispettorato del Lavoro, nel 2019 sono state 37.611 le lavoratrici neo-genitori che si sono dimesse a causa delle crescenti difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ne parla un articolo uscito per L'Economia, inserto del Corriere della Sera | Corinna De Cesare, L'Economia - Corriere della Sera, 24 giugno 2020
 
Working poor, in Europa 10% lavoratori sotto la soglia di povertà. Un progetto per combattere le diseguaglianze
Il fenomeno dei working poor (letteralmente "lavoratori poveri") è in crescita costante dal 2008 in quasi tutti i paesi europei, tanto che nel 2018 il 9,5% dei lavoratori era a rischio di povertà o al di sotto della soglia di povertà. Anche per questo è nato il gruppo di ricerca WorkYP, che si occupa di studiare e alimentare il dibattito su questo fenomeno | Sofia Ficocelli, La Repubblica, 16 giugno 2020
 
Un welfare sotto stress: come uscirne?
Tra vincoli di bilancio e nuove richieste di protezione sociale, i sistemi di welfare nazionali sono andati inevitabilmente sotto stress. Uno Stato che torni attore protagonista di una solida politica strategica di investimenti sociali e la valorizzazione di tutto ciò che è rimasto fuori dal mercato (dalla cura familiare al volontariato) possono essere una buona medicina per uscirne. Vita non profit ne ha parlato con Andrea Ciarini | Erica Battaglia, Vita non profit, 8 giugno 2020
 
Donne equilibriste, tra figli e lavoro domestico aumentato alle prese con il lockdown
Secondo il recente report "Le Equilibriste: la maternità in Italia 2020", curato da Save the Children Italia, nel corso dei mesi del lockdown le difficoltà legate alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro sono aumentate soprattutto per la componente femminile. In particolare questo è dovuto a un aumento dei carichi di cura familiari. | Rai News 26 maggio 2020
 
E ora investiamo nel nostro bene più prezioso, i bambini
Questa fase di "ripartenza" può essere un'opportunità per costruire un futuro migliore. Per questo, secondo Vittorio Pelligra, oggi è necessario investire sui bambini e i giovani. Le politiche pubbliche rivolte ai più piccoli e alle loro famiglie sono infatti quelle che producono, nel tempo, dei risultati più importanti | Vittorio Pelligra, Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2020
 
Fase 2, i bambini restano a casa o con i nonni? Sono loro i veri dimenticati della ripartenza
C’è chi ha lasciato per la prima volta il figlio da solo a casa. C’è chi se l’è dovuto portare in ufficio. Chi lo ha affidato ai nonni. E chi ha dovuto trovare una babysitter nel giro di una settimana. In queste prove pratiche di normalità i bambini si confermano i grandi dimenticati dagli strateghi della ripartenza. Ne parla questo articolo uscito sul Corriere della Sera | Elvira Serra, Corriere della Sera, 18 maggio 2020
 
Le 5 domande di Save the Children al governo sul futuro dei bambini
Cinque domande sul futuro dei bambini e dei ragazzi in questo momento difficile. Mentre si apre la difficile Fase2, Save the Children pone cinque quesiti cruciali al Governo che riguardano la scuola e le necessità educative dei minori, i limiti e le necessità dettate dalla didattica a distanza, le necessità dei bambini con disabilità e la crescente emergenza legata all'impoverimento delle famiglie.
 
Idee per un nuovo welfare
La crisi legata alla pandemia di Covid-19 rischia di creare nuove disuguaglianze di natura economica e sociale. Proprio per questo bisogna tutelare ogni persona a rischio, sia i garantiti, sia gli esclusi. Lo spiega Cristiano Gori, docente di politica sociale all'Università di Trento, in un interessante articolo uscito per La Repubblica | Cristiano Gori, La Repubblica, 26 marzo 2020
 
Il coronavirus e la violenza domestica
Restare in casa, come consigliato dalle autorità per contenere il contagio da COVID-19, non è un'opzione sicura per le donne vittime di violenza domestica. In condizione di isolamento, inoltre, è più difficile riuscire a chiedere aiuto. I centri antiviolenza, le associazioni e i movimenti per i diritti delle donne stanno cercando di presidiare il tema diffondendo le opportunità di sostegno e tutela | Il Post, 17 marzo 2020
 
Coronavirus, la ministra della Famiglia Bonetti dopo la chiusura delle scuole: ''Ipotesi voucher baby sitter e congedo genitori''
Secondo il sito internet del quotidiano La Repubblica, il Governo starebbe pensando ad alcune misure per il sostegno alla famiglia in questo periodo di emergenza legata al Coronavirus. Tra gli interventi ci sarebbero voucher per il sostegno dei costi delle baby-sitter e il rafforzamento (temporaneo) dei permessi e dei congedi. A dirlo è la Ministra per la Famiglia Elena Bonetti | La Repubblica, 5 marzo 2020
 
Smart working, il pressing del ministero: ''Stop a sperimentazione, ora obbligo per gli uffici pubblici''
In questo periodo di emergenza legata al Coronavirus, il Governo prova a spingere sull'acceleratore in tema di smart working per i lavoratori pubblici. Proprio a tale scopo, una circolare del Ministero della Funzione Pubblica ha recentemente definito alcuni accorgimenti. Tra questo c'è la possibilità di utilizzare i dispositivi personali per lavorare | La Repubblica, 4 marzo 2020
 
Se l'epidemia mette le ali allo smart working
L'esigenza di arginare il contagio da coronavirus induce molte aziende a consentire che i dipendenti svolgano il lavoro da casa. E spinge il Governo a rimuovere alcuni vincoli inopportunamente imposti al "lavoro agile" con la legge di tre anni fa. Ne ha parlato Pietro Ichino, docente dell'Università di Milano, in questo articolo di LaVoce.info | Pietro Ichino, LaVoce.info, 28 febbraio 2020
 
I nodi che vengono al pettine in Italia con il coronavirus e l'occasione per innovare
Lavorano ormai sul filo del rasoio gli ospedali che si collocano nell’epicentro dello sviluppo dei contagi, con turni di lavoro definiti ormai massacranti. Con l’avanzare del coronavirus vengono al pettine diversi nodi del sistema sanitario nazionale e di quelli regionali, frutto di scelte e politiche che in questo momento si dimostrano se non errate, quanto meno miopi. Ne parla Giuliana Costa, docente del Politecnico di Milano, in questo interessante articolo | Giuliana Costa, La Voce di New York, 3 marzo 2020
 
Coronavirus: subito lo smart working. Il decreto e le 3 regole da applicare
L'emergenza Coronavirus spinge in queste ore molte aziende a chiedere a parte dei loro dipendenti di lavorare da remoto, cioè da casa, applicando quindi lo smart working. Anche il Governo - per sostenere tale pratica in questo momento molto particolare - ha introdotto nel Decreto del 23 febbraio 2020 misure per facilitare l’avvio di tali pratiche subito, senza vincoli di accordi aziendali in genere previsti in questi casi | Sergio Bocconi, Corriere della Sera, 24 febbraio 2020
 
Coronavirus, smart working applicabile subito: non servono accordi lavoratori azienda
Lo scorso 23 febbraio il Governo ha approvato il decreto attuativo che facilita l'avvio dello smart working nelle zone colpite dall'emergenza sanitaria legata al Coronavirus-Covid 19. Qualcosa di simile era già successo in occasione del crollo del Ponte Morandi a Genova e dell'alluvione di Torino | Rosaria Amato, La Repubblica, 24 febbraio 2020
 
Quando per la salute si paga di tasca propria
La spesa sanitaria privata out of pocket (cioè quella che i cittadini sostengono di "tasca propria") continua a crescere in Italia. Secondo l'Istat, nel 2019 i nostri concittadini hanno speso per servizi e interventi di natura sanitaria circa 35 miliardi di euro. Secondo alcuni studi,il ricorso al privato ha spesso a che fare con i tempi di accesso alle prestazioni e i relativi costi | Carla Collicelli, LaVoce.Info, 11 febbraio 2020
 
Parità uomo-donna nella busta paga? Ci vogliono almeno 257 anni
Secondo il Global Gender Gap Report 2020, nel nostro Paese le donne continuano ad essere pagate circa il 20% di meno rispetto agli uomini. Inoltre molto spesso le donne si trovano a svolgere molte più ore di "lavoro non retribuito", cioè quello legato alle attività domestiche e alla cura di dei figli o di genitori anziani | Gustavo Ghidini, Corriere della Sera, 3 febbraio 2020
 
Il popolo insostituibile dei ''caregiver''
Sono mamme, papà, mogli, figli, fratelli, sorelle, nipoti. Assistono in casa, tutti i giorni, un loro parente disabile, anziano non autosufficiente o affetto da una malattia cronica invalidante. Si chiamano “caregiver familiari” e sono, di fatto, dei “volontari” generosi e senza alternative, costretti a sostituirsi alla mancanza di servizi socio-sanitari sul territorio. In Italia se ne contano 7,3 milioni | Fulvio Fulvi, Avvenire, 19 gennaio 2020
 

 
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