Povertà e inclusione

Tradizionalmente nel nostro Paese la lotta alla povertà ha trovato poco spazio nelle agende politiche dei Governi che si sono succeduti negli anni della Seconda Repubblica. Di conseguenza, gli strumenti di policy per il contrastare le situazioni di maggior indigenza sono rimasti estremamente deboli. In questo quadro, tuttavia, negli ultimi anni si è assistito a un rinnovato impegno dell’attore pubblico nel campo del contrasto alla povertà che, dopo un lungo percorso, ha portato l’Italia a dotarsi per la prima volta di misure strutturali in questo campo. Funzionano? Sono efficienti? Come si potrebbero migliorare?

Percorsi di secondo welfare vuole contribuire a sostenere il dibattito e far conoscere le azioni che le istituzioni pubbliche e gli attori del secondo welfare stanno sviluppando per contrastare la povertà. In questo senso, il Focus supovertà e inclusione mira a realizzare un costante monitoraggio:

  1. del fenomeno della povertà, attraverso la rassegna dei principali rapporti pubblicati in materia;
  2. delle azioni pubbliche volte ad implementare le misure di contrasto all’indigenza;
  3. delle iniziative che vedono protagonisti gli attori del secondo welfare.
A dirlo è il sesto rapporto Caritas sulle politiche contro la povertà. Mentre i gruppi marginalizzati risultano i più tutelati dall’intervento restano esclusi i “nuovi poveri”, ovvero persone le cui condizioni sono nettamente peggiorate a seguito della pandemia.
Lo abbiamo chiesto a Christian Morabito, ricercatore di Save the Children e collaboratore della Fondazione per gli Studi Progressisti Europei, che ci ha spiegato nascita, sviluppo e prospettive della Raccomandazione approvata dall'Unione Europea