POVERTÀ ALIMENTARE /
Cambiare i consumi per cambiare i rapporti sociali: l’esperienza di Alimentando
A Pavia, quattro amici danno vita a una nuova associazione per ridurre l’impatto sociale, economico ed ecologico dello spreco alimentare
23 marzo 2015

All’interno del nostro focus sulla povertà alimentare vi abbiamo spesso parlato di progetti volti a contrastare contemporaneamente sprechi e povertà. Tra questi vi è Alimentando, organizzazione attiva in territorio pavese che, nata per iniziativa di un gruppo di giovani amici ispiratisi ad un progetto realizzato in Nicaragua, ci suggerisce come anche nel mondo del volontariato e dell’associazionismo siano in atto segnali di dinamismo e innovazione. Ma di che cosa si tratta? L’abbiamo chiesto direttamente agli “ideatori”.


Com’è nato il progetto? Quali soggetti l’hanno promosso e perché?

Alimentando è la concretizzazione di un’idea nata da quattro amici dai tempi del liceo, Antonio Chiusolo, Francesco Consoli, Giacomo Argenton e Marco Zetti. Avevamo voglia di riscoprire un’amicizia, che da anni si era un po’ trascurata per via dei diversi percorsi intrapresi. Avevamo voglia di costruire qualcosa che ci aiutasse a riscoprirci, a metterci alla prova e che avvalorasse il nostro legame in maniera forte e decisa. Avevamo voglia di fare qualcosa di utile, di rilevante per noi e, soprattutto, per gli altri.

Siamo un gruppo di venticinquenni molto eterogeneo: un avvocato, un ingegnere, un veterinario e un cooperante. Background diversi, esperienze diverse, punti di vista differenti, che messi insieme hanno portato a individuare un problema che ci sta molto a cuore, la questione degli sprechi alimentari, e a ricamarvi intorno una possibile soluzione, Alimentando.

L’organizzazione ha come missione quella di impegnarsi contro gli sprechi alimentari per ridurne l’entità, l’impatto sociale, economico ed ecologico attivando un meccanismo solidale che agevoli e migliori le condizioni di vita di persone socialmente ed economicamente in difficoltà. Alimentando si basa su solidi valori che mettono al centro la persona, la sua uguaglianza, integrità, dignità e la parità di opportunità. Alimentando vuole garantire servizi di qualità gestiti in maniera efficiente, efficace e professionale.


Una volta individuati gli obiettivi, come vi siete mossi?

La prima cosa che abbiamo fatto è stata vagliare diverse attività commerciali che potessero contribuire alla nostra causa, donandoci prodotti che avrebbero altrimenti scartato. Siamo stati in un centinaio di negozi, tra panettieri, ortofrutta, alimentari e gastronomie, e tra tutti questi siamo riusciti a coinvolgerne 17. Chi non ha voluto appoggiarci non lo ha fatto per varie ragioni: chi diceva ”non spreco niente”, chi “non mi interessa” e chi invece faceva già qualcosa in maniera autonoma distribuendo gli alimenti ai più bisognosi.

Successivamente, abbiamo costruito un network di volontari e associati che ci aiutassero a recuperare le derrate e a distribuirle. Lo step successivo è stato trovare a chi darle, lavoro non complicato in quanto ci sono parecchie comunità a Pavia e tanti possibili beneficiari. Abbiamo coinvolto comunità di recupero, case accoglienza, privati cittadini, ecc. Non diamo priorità specifiche a meno che non ci venga esplicitamente chiesto un aiuto e allora diventa prioritario. Per noi ognuno merita di essere aiutato alla pari degli altri.


In che cosa consiste l’attività di alimentando? Come avvengono la raccolta e la distribuzione degli alimenti?

Alimentando ha sviluppato un sistema semplice ma efficace che si suddivide in 3 fasi: raccolta e stoccaggio; conservazione e preparazione; distribuzione e somministrazione.

  1. Raccolta e stoccaggio

Alimentando s’impegna, attraverso un meccanismo di raccolta door to door, a recuperare i prodotti alimentari all’interno della propria rete di benefattori.
La raccolta, oltre a salvare cibo ancora commestibile e consumabile dal divenire rifiuto, e quindi spreco, ha come conseguenza indiretta quella di far percepire il reale spreco che sarebbe stato attuato dai benefattori, attivando così un meccanismo di sensibilizzazione diretto. Ogni volta, infatti, al benefattore viene richiesto di specificare il quantitativo di cibo donato e il valore economico dei prodotti, così da attivare una percezione reale dello spreco che sarebbe avvenuto. Durante la fase di raccolta i nostri volontari hanno a disposizione delle casse termiche che agevolano la conservazione al fresco delle materie prime recuperate, evitando così di rompere la catena del freddo e prevenendo un deterioramento precoce. La raccolta è seguita da una fase di stoccaggio e suddivisone degli alimenti tra quelli che ancora possono essere consumati e quelli che invece devono per forza essere scartati. Lavorare con materie prime facilmente deperibili ci costringe a svolgere la raccolta nei 2 giorni precedenti l’evento di distribuzione. Ciò garantisce di mantenere i prodotti freschi ed evitare eventuali deterioramenti. I prodotti, per i giorni della raccolta, sono conservati in luoghi refrigerati e consoni allo stoccaggio di alimenti.

  1. Conservazione e preparazione

Alimentando nella fase successiva alla raccolta e allo stoccaggio si preoccupa di cucinare e conservare le materie prime deperibili per poter poi attuare la terza e ultima fase del sistema, la distribuzione e somministrazione. I volontari di Alimentando che vengono in contatto diretto con gli alimenti sono dotati di certificazione HACCP garantendo l’assoluta igiene alimentare. Ciò ci consente di preparare piatti e conserve che usiamo poi negli eventi organizzati per la distribuzione del cibo. Molte delle materie prime vengono preparate e trasformate immediatamente dopo la raccolta così da preservarne l’assoluta freschezza e integrità alimentare (per quanto riguarda i valori nutritivi degli alimenti). Altri alimenti invece cerchiamo di trasformarli in conserve che allunghino e assicurino i tempi di conservazione evitando un deterioramento precoce delle materie prime. Recuperare materie prime fresche e trattabili consente maggiore libertà e creatività nella preparazione di pietanze da offrire ai beneficiari, e la possibilità di educare a un’alimentazione corretta in grado di soddisfare i fabbisogni nutritivi ed energetici dei consumatori.

  1. Distribuzione e Somministrazione

Per distribuire e somministrare gli alimenti e le conserve preparate dopo la raccolta organizziamo eventi ad hoc che prevedono attività volte a stimolare la collaborazione, il divertimento, l’educazione e l’integrazione dei partecipanti. Alimentando organizza una giornata nella quale, oltre all’offerta di pasti gratuiti, vengono svolte diverse attività per l’intrattenimento ricreativo e formativo dei beneficiari. Infatti, sono proposte attività di team building, workshop creativi e una parte di formazione.


Parlateci di queste attività collaterali alla distribuzione di cibo

La fase di team building è incentrata sullo sviluppo di legami che portino tutti i partecipanti a socializzare, comunicare e conoscere le realtà degli altri presenti. Ciò favorisce il processo d’integrazione che Alimentando si prefigge come uno degli obiettivi. A questa fase segue e si affianca la parte della giornata dedicata ai workshop creativi e ricreativi. Qui i partecipanti possono sfogare le proprie capacità creative per costruire un ricordo tangibile della giornata (disegni, strumenti musicali, oggetti vari). Durante le attività Alimentando promuove anche una sensibilizzazione di tipo ecologico in quanto il tema del riciclaggio (alimentare e di rifiuti) è un argomento chiave all’interno del progetto.

I luoghi nei quali vengono realizzati questi eventi sono spazi pubblici e privati. Alimentando si appoggia a spazi comunali riservati alle attività delle organizzazioni di volontariato, e a spazi adibiti a scopo commerciale che possano ospitare questi eventi (circoli ARCI, cooperative, sale congressi). Inoltre, lavoriamo direttamente nei luoghi che ospitano i nostri beneficiari così da coinvolgerli direttamente nella fase di cucina che si rivela aggregante, stimolante e ci consente di costruire un forte legame empatico con i presenti.

Inoltre alimentando collabora con realtà già esistenti sul territorio pavese (associazioni e centri assistenziali) per fornire dei servizi periodici alle persone che sono da loro assistite. Durante questi eventi la parte principale diventa la distribuzione e somministrazione degli alimenti. In alcune situazioni c’è inoltre, l’opportunità di effettuare brevi workshop impostati sulla sensibilizzazione e sull’acquisizione di informazioni di carattere generale in diversi ambiti (riciclaggio, educazione alimentare, educazione civile). Inoltre, Alimentando s’impegna a promuovere attività di sensibilizzazione volte a sottolineare diversi aspetti legati agli alimenti: adozione di una corretta dieta alimentare; prevenzione di patologie; consumo consapevole; riduzione dei consumi e degli sprechi. Queste tematiche sono indispensabili per innescare un cambiamento concreto all’interno dei gruppi coinvolti, ma non solo. L’attività di sensibilizzazione, infatti, è rivolta anche a giovani presenti nelle scuole, con l’intento di fornire un’informazione corretta e concreta riguardo al tema degli sprechi e dei consumi.


Siete un’associazione che nasce nell’ambito del volontariato. La nascita di associazioni “dal basso” che si occupano delle tematiche dello spreco/povertà alimentare è in realtà un fenomeno piuttosto recente. Come secondo voi è possibile incastrare, coordinare le nuove realtà con quelle già esistenti evitando duplicazioni e conseguenti sprechi di risorse?

Ispirato da un progetto che Giacomo aveva seguito e aiutato ad avviare durante un’esperienza lavorativa in Nicaragua, Alimentando incomincia a prendere forma nel mese di Aprile 2014. La scelta di fare un’organizzazione di volontariato è stata presa perché vogliamo che chi collabora con noi lo faccia solo ed esclusivamente perché ha la volontà di farlo, perché crede in noi, nel progetto, nella mentalità e, soprattutto, nei valori del volontariato. Questo per noi è fondamentale, non chiediamo molto altro ai nostri associati.

L’idea di lavorare con gli sprechi invece è venuta perché la realtà dei giorni nostri in materia è drammatica: 1/3 della produzione mondiale sprecata a fronte di 868 milioni di persone che muoiono di fame. In Italia invece gettiamo circa 8,7 miliardi di euro l’anno (per ulteriori approfondimenti clicca qui). Indecente e inaccettabile. Inoltre, con l’EXPO 2015 alle porte sapevamo di toccare un tema attuale che avrebbe attirato l’interesse di molti e avremmo potuto quindi lasciare un segno tangibile e ben visibile da molti.

Abbiamo voluto creare qualcosa di nostro e di indipendente da altre realtà perché volevamo che questa cosa potesse essere sviluppata da zero, per poterla modificare e plasmare secondo esigenze che incontriamo strada facendo. Siamo consapevoli dell’esistenza di tante realtà che si occupano del tema, e non escludiamo di collaborare con loro. Crediamo che l’unione faccia la forza ma volevamo portare un messaggio diverso rispetto a quelle realtà consolidate come banco alimentare, mensa del povero, lastminute market. Vogliamo che la gente si porti a casa qualcosa di più di una pancia piena. Vogliamo conoscere a fondo la gente con cui lavoriamo e interagiamo. Vogliamo costruire dei legami che lascino un ricordo vivo e caldo nella mente dei beneficiari. Lo facciamo non lavorando per loro ma con loro.

Inoltre, con questo meccanismo possiamo arrivare anche a tante persone che silenziosamente soffrono, ma non hanno volontà di esporsi per decenza, dignità o per non esporre le proprie famiglie a determinate realtà che possono stigmatizzare e segnare psicologicamente. E in questo il volontariato aiuta, e non poco. Chi è lì con noi al nostro fianco, c’è perché lo vuole veramente. Perché sa che sta facendo qualcosa di giusto e l’unica cosa che ottiene in cambio è la consapevolezza di aver fatto qualcosa di giusto, qualcosa di bello per qualcuno che realmente può apprezzare il nostro lavoro. Ci guadagna qualcosa che nessuna moneta può comprare. Si sente appagato. Si sente soddisfatto. Si sente felice.


Commenti e obiettivi dopo il primo anno di attività?

Il 21 Aprile sarà il nostro primo compleanno. Che soddisfazione vedere la strada fatta e quello che ancora possiamo fare.
A oggi abbiamo recuperato 1.300 kg di cibo per un valore di 3.000 euro totali. Abbiamo servito più di mille persone. Abbiamo 70 associati e 15 volontari attivi. Nulla di tutte queste era atteso. Siamo andati oltre ogni rosea aspettativa.  Siamo consapevoli che potrebbe essere di più, ma sappiamo anche che per ogni cosa ci vuole il suo tempo, e stiamo facendo un percorso di crescita che ci porterà lontano. O almeno ce lo auguriamo. Per quest’anno vogliamo eguagliare i risultati dell’anno scorso e se possibile migliorarli, in quanto a quantità e qualità del lavoro.

Stiamo inoltre rielaborando i risultati di una ricerca svolta con l’Università di Pavia che ci ha consentito di raccogliere dati sull’ambito pavese circa gli sprechi dei nostri concittadini. Sono dati importanti che useremo per i nostri progetti futuri e per promuovere una campagna di sensibilizzazione a livello comunale. Se dovesse funzionare potremmo pensare di riproporlo a livello provinciale, regionale e perché no, nazionale. Sappiamo che abbiamo ancora tanto da imparare e da fare, e sappiamo che i nostri volontari ci aiuteranno in questo. L’interesse della gente ci stimola e ci è d’aiuto per continuare il nostro percorso di crescita, che vediamo come progressivo e continuo. Ci piacerebbe arrivare in qualche maniera all’EXPO per portare un bel messaggio a chi si vanta di parlare di sostenibilità alimentare e di sfamare il pianeta e sceglie come sponsor CocaCola e Mc Donald. Per questo stiamo collaborando con il CSV - Centro servizi volontariato - di Pavia, che potrebbe essere un buon canale d’ingresso.

Abbiamo vinto di recente un bando con il Comune di Pavia, “Quartieri in movimento”, per lavorare sulla valorizzazione del quartiere Vallone-Crosione e stiamo aspettando di conoscere il risultato di un altro bando con il quale abbiamo presentato un progetto per la sostenibilità alimentare in due comuni limitrofi. Abbiamo anche lavorato all’interno di alcune scuole elementari con un gioco da noi inventato per poter sensibilizzare i piccoli, generazioni future che speriamo possano aiutare noi grandi a cambiare. Da questo punto di vista continueremo a lavorare e speriamo di rafforzare il nostro operato per ottenere risultati tangibili anche qui.

Direi che non siamo soddisfatti, di più!
 

Riferimenti

Il sito di Alimentando

Quartieri in movimento

Torna all'inizio 

 
NON compilare questo campo