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Bilateralità e Coronavirus, ecco come evitare il rischio “USO”
Parafrasando Jacques Delors, che definì l’Unione Europea un UPO, cioè un Unidentified Political Object (un oggetto politico non identificato), si potrebbe dire che molto più in piccolo gli Enti Bilaterali italiani troppo spesso corrono il rischio di essere dei semplici USO, degli “oggetti sociali non identificati”. Non è questo il caso dell’Ente Bilaterale Veneto Friuli-Venezia Giulia, che si è mosso per mettere in campo risposte adeguate alla crisi in atto. Ne abbiamo parlato con Marco Palazzo, Direttore dell’EBVF.
 
Welfare aziendale, territorio e comunità: il numero speciale di Rivista Solidea
È uscito un numero speciale di Rivista Solidea, dedicato al tema del welfare aziendale e alle sue dimensioni territoriali e comunitarie. La pubblicazione offre analisi, riflessioni e esperienze in corso di realizzazione che si propongono di intercettare le traiettorie future del fenomeno. Alla stesura della rivista hanno contribuito anche la direttrice del nostro Laboratorio Franca Maino e i nostri ricercatori Valentino Santoni e Elisabetta Cibinel.
 
Fondo WILA, le misure contro l’emergenza Covid-19
Il fondo bilaterale di assistenza socio-sanitaria degli artigiani lombardi, costituito da Confartigianato Imprese, CNA, Casartigiani, CLAAI, CGIL, CISL e UIL, lancia la campagna “We love Lombardia”. Un'iniziativa che mette a disposizione dei lavoratori artigiani diverse prestazioni per affrontare questo momento di difficoltà. Luca Cigna ci racconta nel dettaglio quali sono le misure adottate da WILA.
 
Welfare bilaterale e territori: verso una tassonomia delle prestazioni
Ancora oggi non si ha un quadro completo dei beni, servizi e sussidi offerti dagli Enti Bilaterali Territoriali (EBT) operativi nel nostro Paese. Per rispondere a questa criticità, il working paper "Welfare bilaterale e territori: verso una tassonomia delle prestazioni", scritto da Luca Cigna ed edito da MEFOP con il contributo di Percorsi di secondo welfare, intende presentare lo stato della ricerca sulle prestazioni erogate dagli enti bilaterali e proporre una schematizzazione comprensiva basata su cinque macro-categorie.
 
Regione Veneto, nuove procedure per promuovere azioni di secondo welfare ''attente'' al territorio
Recentemente la Regione Veneto ha approvato una delibera che definisce le modalità per l'accreditamento degli enti che si occupano di forme di welfare collettive come la previdenza complementare, la sanità integrativa, i fondi bilaterali e altri interventi tra cui il welfare contrattuale o aziendale. L'obiettivo è quello di dare maggior peso alle proposte strutturate sul territorio. Ne abbiamo parlato con Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro.
 
Un sindacato di ''prossimità'': il ruolo della contrattazione sociale territoriale
Da alcuni anni Cisl offre informazioni sugli accordi territoriali realizzati su base locale da istituzioni, sindacati e associazioni di varia natura per rispondere alle problematiche sociali più rilevanti. Recentemente sono stati resi noti alcuni dati riguardanti queste forme di contrattazione sociale "di prossimità" che, secondo il sindacato, riguardano oltre 1.500 Comuni e, potenzialmente, 20 milioni di persone. Ne abbiamo parlato con il Segretario confederale Andrea Cuccello.
 
Il Piemonte punta sul welfare aziendale e territoriale per rilanciare l'innovazione sociale
Nel mese di novembre sono stati pubblicati altri due bandi relativi alla strategia WeCaRe, che si propone di stimolare l'innovazione sociale in Piemonte. Attraverso questi interventi saranno finanziati progetti che mirano a fare informazione, formazione e aggregazione tra domanda e offerta in materia di welfare aziendale. Nei prossimi mesi sarà pubblicato un terzo bando con cui la Regione si impegna a sostenere la creazione di piani di welfare aziendale.
 
Se il welfare (bilaterale) è sconosciuto
Gli enti bilaterali, soggetti territoriali formati in maniera paritetica da esponenti dei lavoratori e dei datori di lavoro, possono essere uno strumento prezioso per diffondere il welfare aziendale anche tra le piccole e medie imprese, ma i limiti legati alla loro efficacia sono numerosi. Il giornalista Davide Illarietti approfondisce questo tema all'interno della nuova inchiesta realizzata da Percorsi di secondo welfare per Buone Notizie, inserto del Corriere della Sera.
 
Il potenziale inespresso della bilateralità sul territorio
Lo sviluppo di esperienze bilaterali su base regionale e locale può aiutare ad adattare l'offerta di welfare alle esigenze specifiche dei territori, mettendo a disposizione degli iscritti una rete capillare di fornitori, con conseguenze economiche positive per la collettività. È quando sostiene Franca Maino nel suo approfondimento comparso all'interno dell'inchiesta sulla bilateralità realizzata da Percorsi di secondo welfare per Corriere Buone Notizie.
 
Bilateralità, settori e territori. Diversi modelli di solidarietà a confronto
QUINTO CAPITOLO - Federico Razetti e Francesca Tomatis hanno svolto una mappatura delle prestazioni di assistenza sanitaria integrativa e di sostegno alla famiglia offerte dagli Enti bilaterali territoriali in quei settori in cui la bilateralità presenta articolazioni su scala locale. L'analisi tende a comprendere quanto si differenzino le prestazioni offerte ai lavoratori, la possibilità di individuare "modelli di solidarietà" diversificati fra settori e territori, e i rapporti tra queste iniziative con gli interventi del primo welfare.
 
ESPAnet-Italia ha assegnato il premio “Giovane ricercatore 2016”
Il nostro Federico Razetti ha vinto il premio "Giovane ricercatore 2016", assegnato dall'importante network di ricercatori e studiosi di ESPAnet Italia. L'assegnazione è dovuta al saggio “Welfare bilaterale e secondo welfare: prime considerazioni a partire dalle esperienze regionali nel comparto artigiano”, presentato nel corso della IX Conferenza di ESPAnet. L'intervento è stato pubblicato all’interno della rivista "Politiche Sociali/Social Policies”.
 
La bilateralità artigiana in Emilia-Romagna
Lunedì 28 novembre, a Bologna presso il Palazzo Gnudi, si è tenuto il convegno per i 25 anni dell'EBER – Ente Bilaterale dell'Artigianato dell'Emilia Romagna. Nel corso della mattinata si sono ripercorsi gli eventi più significativi della storia di questo ente bilaterale e si è cercato di fare il punto della situazione sulla bilateralità nazionale e regionale. Valentino Santoni ci riportia i punti salienti emersi durante il convegno.
 
Bilateralità e territorio: il caso dell’Ente Bilaterale dell’Artigianato delle Marche
La Legge 2/2009 prima, la Riforma Fornero poi e, infine, il Jobs Act, hanno progressivamente rafforzato il ruolo degli enti e dei fondi bilaterali. Grazie a questa legislazione le prestazioni erogate da tali soggetti sono spesso divenute un diritto contrattuale per i lavoratori. Considerando oggi la bilateralità come una colonna del secondo welfare, in questo approfondimento presentiamo l’esperienza di un ente bilaterale profondamente radicato nel suo territorio: l’EBAM, Ente Bilaterale dell’Artigianato delle Marche.
 
WILA, il welfare degli artigiani lombardi
A tre anni dall'accordo fra le parti che ne aveva previsto l’istituzione, WILA – il fondo “Welfare Integrativo Lombardo dell’Artigianato” ha cominciato a muovere i primi passi. Destinato ai lavoratori del comparto artigiano, il fondo – che assicura prestazioni di assistenza sanitaria e forme di sostegno alla famiglia – rappresenta un’interessante espressione del cosiddetto welfare bilaterale territoriale. Per capire meglio la genesi e i possibili sviluppi di WILA, abbiamo raccolto il punto di vista di Angelo Carrara, vicepresidente di Confartigianato Lombardia e vicepresidente del fondo.
 
Bilateralità e welfare contrattuale: quale ruolo per i territori?
TERZO CAPITOLO - Negli ultimi anni la bilateralità ha acquisito maggiore centralità e visibilità nel dibattito pubblico e delle relazioni industriali italiano. In particolare, è cresciuta l’attenzione verso il ruolo che i diversi strumenti della bilateralità possono giocare nella costruzione di forme di welfare integrativo. Il terzo capitolo del Secondo Rapporto sul secondo welfare in Italia focalizza l’attenzione sui principali settori produttivi in cui le istituzioni bilaterali sono organizzate. I dati raccolti su oltre 200 strutture bilaterali di livello territoriale permettono così di ricostruire una mappa aggiornata dell’offerta di prestazioni.
 
Welfare aziendale, contrattuale e bilateralità in ambito sanitario
Martedì 24 febbraio a Milano UniSalute organizza un workshop per approfondire le risposte della sanità integrativa verso le nuove esigenze del mondo del lavoro. In tale occasione sarà presentata una recente indagine sulla bilateralità e sulle specificità territoriali nel contesto lombardo condotta da Barbara Payra e Federico Razetti, ricercatori di Percorsi di secondo welfare.
 
Welfare integrativo: le esperienze e i risultati del sistema edile di Perugia
Di fronte alla crisi dei tradizionali sistemi pubblici di protezione sociale, negli ultimi anni le imprese perugine del settore edile hanno cercato di individuare nuove modalità per rispondere ai rischi e bisogni cui sono sottoposti i propri lavoratori. Così dal 2013, in conseguenza alle direttive del contratto integrativo messo in atto della Cassa Edile di Perugia, questi ultimi godono di diversi benefici sul fronte del welfare integrativo. Se ne è discusso in un convegno svoltosi il 9 gennaio nel capoluogo umbro.
 
Welfare e produttività: la conciliazione alla Corneliani di Mantova
Vi raccontiamo i contenuti dell’accordo di secondo livello dell’azienda tessile Corneliani di Mantova, che negli ultimi due anni si è dimostrato una best practice nell’ambito delle politiche di conciliazione vita-lavoro. Per aiutare le famiglie, sindacati e azienda hanno strutturato un sistema caratterizzato da benefit e flessibilità, sviluppando una strategia di coinvolgimento dei dipendenti e di abbassamento dei livelli di assenteismo.
 
WelfareNet: quando il welfare aziendale fa bene (anche) al territorio
In Veneto, che si conferma ancora una volta laboratorio di innovazione, si sta sviluppando un progetto che mira a rispondere a nuove necessità sociali ponendo in rete una vasta gamma di attori interessati allo sviluppo di forme di welfare aziendale, territoriale o contrattuale. L'iniziativa si chiama WelfareNet ed è nata da un'idea dell’Ente Bilaterale Veneto FVG, grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo, con l'obiettivo di diventare il punto di riferimento per tutte le esperienze di welfare innovativo che sono nate o stanno nascendo nelle province di Padova e Rovigo.