WELFARE CONTRATTUALE /
Negoziazione sociale in Lombardia: l'accordo del Comune di Collebeato
Vi raccontiamo lo sviluppo di interventi a favore degli anziani e degli indigenti grazie alla negoziazione tra amministrazione locale e sindacati
27 gennaio 2015

Il Protocollo del Luglio 1993 – firmato unitariamente da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e dal Governo Ciampi – delinea la struttura della contrattazione collettiva in Italia così come la conosciamo ancora oggi, cioè verticalmente articolata in tre livelli, in genere corrispondenti ai livelli organizzativi dei soggetti negoziali: interconfederale, nazionale di categoria e decentrato. Per quanto riguarda quest’ultimo, si fa riferimento agli accordi stipulati sia all’interno delle imprese sia nella sfera territoriale.


Tuttavia, mentre per i casi aziendali la letteratura è piuttosto vasta, non si può affermare lo stesso a proposito degli accordi stipulati a livello territoriale. Ed è proprio in questo ambito che si esercita la negoziazione sociale, ossia un’attività negoziale in cui i sindacati (per lo più dei pensionati) e le amministrazioni locali, o altri interlocutori istituzionali, si confrontano intorno a tematiche sociali. 
In altri termini, essa si svolge su un terreno che va oltre il luogo di lavoro e il conflitto sulla distribuzione del reddito da lavoro – va quindi al di là del terreno tradizionalmente considerato più tipicamente proprio del sindacato – per allargarsi alle politiche di protezione sociale e alla salvaguardia del reddito complessivo dei cittadini, in ciò coinvolgendo controparti istituzionali diverse da quelle “naturali” delle relazioni sindacali.


Il metodo è quello del negoziato con le amministrazioni pubbliche competenti cui i sindacati, in genere unitariamente, presentano richieste (spesso precisate in piattaforme) che costituiscono poi la base di intese per lo più formalizzate in accordi. Questo confronto, che non è disciplinato da specifiche normative, ha luogo da anni soprattutto intorno ai momenti di previsione finanziaria e strategica delle istituzioni interessate. Per queste ultime partecipare al confronto equivale a accettare modi negoziati di policy-making anziché agire quali decisori unici.


L’accordo sociale territoriale nel Comune di Collebeato


A testimonianza della rilevanza di questo tipo di intese, soprattutto nell’attuale momento di crisi economica, riportiamo l’esempio del Comune di Collebeato, in provincia di Brescia, in cui vivono 4.684 abitanti e 1.970 famiglie. Il patto, firmato il 25 settembre 2013 tra il Sindaco Antonio Trebeschi e la Fnp Cisl congiuntamente allo Spi Cgil di Brescia, contiene istituti riconducibili a due aree di intervento principali: da una parte l’integrazione del reddito e gli interventi per gli adulti in condizione di disagio economico e sociale, dall’altra l’area che interessa la popolazione anziana (il comune di Collebeato è costituito per il 21,8% da una popolazione over 65).
 L’accordo è stato premiato in occasione della Fiera della contrattazione del 2014 organizzata da Cisl Lombardia non solo per la completezza dei temi trattati ma anche per la struttura che esplicita le finalità, i soggetti destinatari, i requisiti d’accesso e le modalità di erogazione di ogni specifico intervento.

Nell’ambito delle integrazioni del reddito e degli interventi per gli adulti in condizione di disagio, è previsto un contributo annuale erogato a quei cittadini che hanno un reddito annuale inferiore alla soglia di povertà definita dall’INPS (per il 2013 il minimo vitale era fissato a 6.440,59 euro), al fine di aiutarli a superare la situazione di difficoltà economica e di marginalità sociale. Ciò che rende ingegnoso questo istituto è l’aver subordinato la concessione della somma (elargita sia in denaro che in altre forme di sostegno come il pagamento di fatture o bollette) all’accettazione da parte del soggetto degli impegni derivanti da un eventuale programma personalizzato di integrazione sociale elaborato appositamente in accordo con i servizi sociali. Al fine di contribuire alle spese delle famiglie il Comune stanzia dei fondi finalizzati al sostegno dei cittadini nel pagamento delle spese di riscaldamento ed energia elettrica e delle imposte comunali di IMU e TARSU/TARES, e infine offre ” bonus gas” e “bonus elettrico” che consistono in una riduzione sulle bollette del gas e dell’energia elettrica.

Molteplici sono poi le iniziative dedicate alla fascia più anziana della popolazione. L’accordo inizia descrivendo il servizio di assistenza domiciliare finalizzato a sostenere la permanenza della persona in età senile e disabile nel proprio domicilio e presso la propria famiglia. Qualora si attesti che la persona non è autosufficiente ed è priva di assistenza famigliare, le operatrici socio-assistenziali, coordinate da un assistente sociale, si recano a casa dei richiedenti per svolgere interventi che mirano alla cura dell’igiene personale piuttosto che all’aiuto nello svolgimento di incombenze domestiche. Sempre per gli anziani non autosufficienti è prevista l’introduzione di un “buono sociale”, ossia uno strumento per sostenere ed incentivare lo sforzo assistenziale e di cura di quelle famiglie che hanno scelto di mantenere il loro congiunto (con più di 75 anni e un certificato dell’ASL che attesti l’invalidità civile al 100%) all’interno del proprio nucleo familiare.

Per gli over 65 e gli inabili che non sono in grado, temporaneamente o continuativamente, di provvedere autonomamente alla preparazione del pranzo è stato pensato un servizio di pasti a domicilio preparati dalla cuoca della scuola materna nel periodo scolastico e da un centro di cottura esterno per la restante parte dell’anno, con un costo complessivo per ciascun pasto che va da minimo di 0.44 ad un massimo di 4.40 euro. L’intero costo è invece a completo carico del comune per il servizio di Telesoccorso, teso a garantire un pronto intervento nel caso di malori improvvisi, cadute accidentali o incidenti domestici per le persone che abbiano almeno 65 anni, vivano sole o in coppia e che presentino una condizione sanitaria a rischio e necessitino di maggior sicurezza.

L’amministrazione di Collebeato non ha pensato solo a rendere più agiata la vita degli anziani sul territorio ma, in collaborazione con l’associazione di volontariato comunale Auser, è intervenuta anche pensando ai soggiorni estivi. In particolare per le persone con più di 60 anni esiste un servizio che offre, a un costo calmierato a carico dell’utente, l’opportunità di trascorrere un periodo di vacanza. Vi sono poi una serie di servizi offerti direttamente dall’Auser in collaborazione con l’Amministrazione comunale. In particolare il rapporto tra le due è regolato da una convenzione in cui si prevede che la seconda eroghi un contributo pari a 3.000 euro a favore della prima a sostegno delle attività svolte, le conceda in comodato gratuito un mezzo per l’effettuazione del servizio di trasporto protetto (di cui si accennerà in seguito) e le corrisponda un contributo di 4 euro per ogni trasporto protetto effettuato a servizio di persone residenti del Comune, sia con mezzi propri dell’Associazione sia con mezzi di altri Enti concessi in comodato.

Questi servizi consistono in: un centro diurno per anziani presso il quale si svolgono attività di animazione e ricreativo/culturali, con feste e incontri socializzanti; il servizio di lavanderia svolto da volontarie e offerto a persone anziani o disabili che non riescono a provvedere a tale incombenza autonomamente; lo sportello legale gratuito per la consulenza di un avvocato; il trasporto di anziani non autosufficienti dalla loro dimora ai centri diurni frequentati; il servizio di trasporto protetto che consiste nel trasporto dal domicilio alla destinazione (e viaggio di ritorno) per persone con età superiore a 65 anni o di qualsiasi età la cui necessità sia stata accertata dall’Ufficio Servizi Sociali Comunale. Le tipologie di viaggi permessi sono in questo caso: il trasporto per esami, visite mediche o terapie; trasporto per il disbrigo di pratiche burocratiche presso uffici pubblici o patronati; trasporto per favorire le incombenze quotidiane come l’acquisto dei beni di prima necessità. L’accordo termina con un istituto denominato “Carta d’oro”, cioè una carta speciale destinata a tutti i cittadini ultra-sessantacinquenni per ottenere uno sconto nei negozi e presso i servizi sul territorio che aderiscono all’iniziativa.


Riferimenti


Il sito del Comune di Collebeato

Slide della FNP Cisl sull’Accordo

Giornale FNP Brescia e Valle Camonica, articolo sull’Accordo (p. 2) 

La negoziazione delle politiche sociali a livello territoriale in Italia: quale ruolo per il sindacato?

 

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