TERZO SETTORE /
L'ambulatorio che accoglie stranieri senza tessera sanitaria e homeless
Benedetta Aledda, Redattore Sociale, 5 aprile 2018
14 aprile 2018

Venticinque anni fa, quando hanno aperto l’ambulatorio, avevano circa 300 pazienti. Oggi hanno quasi 24 mila cartelle e fanno 6/7 mila visite all’anno. Sono i volontari dell’associazione Sokos, fondata nel 1993 a Bologna per prestare assistenza medica di base e specialistica gratuita e prescrivere farmaci a persone che altrimenti non potrebbero accedere alle cure, perché senza dimora o stranieri senza tessera sanitaria.

All’ambulatorio di Sokos, che si trova in una zona periferica del quartiere Navile, in via Gorky 12, vicino a un grande supermercato, si cura anche chi non ha il tesserino Stp (Stranieri temporaneamente presenti) o la tessera Eni (Europei non iscritti, previsto per i cittadini neo-comunitari di Romania e Bulgaria). Ci sono una quarantina di medici, 10 operatori addetti all’accoglienza e un farmacista.

Il personale di Sokos offre visite specialistiche in cardiologia, gastroenterologia, urologia, ortopedia, psichiatria, psicologia, neurologia, terapia del dolore, ecografie e altri esami diagnostici, a partire da quelli ematici. In base a una convenzione con l’Asl, prescrive farmaci su ricetta rossa, quella del Ssn.


L'ambulatorio che accoglie stranieri senza tessera sanitaria e homeless
Benedetta Aledda, Redattore Sociale, 5 aprile 2018