TERZO SETTORE / Fondazioni
I primi passi della Fondazione di Comunità Milano
Non ancora costituita ma già attiva per migliorare la vita dei cittadini: ecco il progetto inclusivo della nuova fondazione sostenuta da Cariplo
14 aprile 2018

La realizzazione di aree attrezzate con giochi accessibili e inclusivi per superare i vincoli che incontrano i bambini con disabilità e permettere ai più piccoli di condividere l’esperienza del gioco tutti insieme e senza barriere. È questo l’obiettivo del primo progetto sostenuto dalla nascente Fondazione di comunità Milano che presto opererà nella città meneghina e in altri 56 Comuni dell’hinterland.


Fondazioni di comunità: di che stiamo parlando?

Le Fondazioni di comunità sono istituzioni filantropiche che si pongono l’obiettivo di sostenere e sviluppare la qualità della vita delle persone che vivono in un determinato territorio. Si tratta di enti che, attraverso strumenti e attività che incentivano la possibilità e l’opportunità di donare, puntano alla "democratizzazione della filantropia". In poche parole, operando come “catalizzatori” e “facilitatori” delle donazioni da e per la propria comunità, queste fondazioni intercettano e raccolgono risorse “dal basso”, le aggregano, le investono e, adottando un approccio multistakeholder, le destinano alle organizzazioni del terzo settore che meglio sanno rispondere ai bisogni emergenti sul territorio (Vuoi saperne di più?).

Nate all’inizio del secolo scorso negli Stati Uniti – dove sono ormai un tassello fondamentale della filantropia a stelle e strisce – negli anni Settanta le Fondazioni di comunità hanno iniziato a diffondersi in Inghilterra e nel Nord Europa e, più tardivamente, anche in Italia. Lo sviluppo di questi enti nel nostro Paese si deve a un progetto lanciato verso la fine degli anni Novanta da Fondazione Cariplo che si propose di costruire tali enti sul proprio territorio operativo - la Lombardia e le province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola - con lo scopo di superare difficoltà logistiche interne legate ad alcune provvedimenti legislativi (in primis la c.d. legge Amato-Carli sulle Fondazioni di origine bancaria) e essere più vicina alle esigenze dei cittadini coinvolgendoli direttamente nella realizzazione di attività filantropiche.

Grazie all’azione di Cariplo tra il 1999 e il 2006 sono nate 15 Fondazioni comunitarie, che hanno fatto da apripista alla diffusione del modello in altre parti d’Italia (al momento se ne contano 36 già attive, mentre 6 sono in fase di costituzione). Le Fondazioni comunitarie nate su impulso di Fondazione Cariplo hanno finora accumulato un patrimonio di oltre 260 milioni di euro e nel solo 2016 hanno erogato più di 24 milioni a favore di quasi 2.700 interventi, che per circa la metà hanno riguardato l’ambito dei servizi alla persona.


Il turno di Milano

Per varie ragioni (approfondibili qui) la città di Milano e alcune zone dell’hinterland sono l’unica area della Lombardia in cui non è presente una fondazione comunitaria. Una situazione che, soprattutto a fronte dei crescenti rischi e bisogni emergenti a livello sociale – si pensi ad esempio al problema della povertà infantile, – richiede forme di sostegno innovative e in grado di valorizzare quanto già presente sul territorio.

Con l’intento di riempire questo vulnus, dopo circa un anno di attenta valutazione, nell’ottobre del 2017 sono stati avviati i lavori per la costituzione della Fondazione di Comunità Milano, che sarà chiamata ad operare sul territorio del Comune meneghino e su altri 56 Comuni della zone Sud Ovest, Sud Est e Adda Martesana della Città Metropolitana, come detto attualmente “escluse” dall’azione delle fondazioni comunitarie lombarde.

Dalla fine dello scorso anno è stato così attivato un Comitato Promotore composto da un gruppo di personalità autorevoli della realtà istituzionale, sociale, culturale, religiosa e imprenditoriale del territorio (Franco Aletti, Edoardo Andreoli, Giovanni Azzone, Alessandro Balducci, Giuseppe Baresi, Pietro Bernasconi, Claudio Bernardi, Alberto Cattaneo, Massimo Cremona, Lino Duilio, Luciano Gualzetti, Gianpietro Lecchi, Mara Maionchi, Carlo Marchetti, Carlotta Moratti, Paolo Maria Morerio, Don Carlo Mantegazza, Paolo Petracca, Giacomo Poretti, Luigi Roth, Nicola Saldutti, Mario Vanni e Giusy Versace).

Lo scopo di questo gruppo è far conoscere la Fondazione e adoperarsi per aggregare risorse di cittadini e imprese per avviarne le attività, che saranno quindi sostenuta da Fondazione Cariplo attraverso uno stanziamento complessivo che potrebbe arrivare fino a 10 milioni di euro nei prossimi 10 anni (per saperne di più si veda il paragrafo 4.2)  Il Comitato, in stretta sinergia con Fondazione Cariplo e attraverso un processo partecipato che ha visto coinvolti tutti i principali attori del territorio, in questi mesi ha inoltre lavorato a un position paper per definire l’assetto di governance e la strategia della futura Fondazione.


“Parchi giochi per tutti”: il primo progetto è dedicato ai bambini

Anche se ancora non formalmente costituita, la Fondazione di Comunità Milano ha già iniziato a operare facendo capire quali benefici potrà portare al territorio e ai suoi cittadini.

Il Comitato promotore ha infatti lanciato il progetto “Parchi gioco per tutti”, che intende progettare e realizzare nei 9 Municipi Milanesi parchi accessibili che rispondano ai bisogni dei bambini con disabilità. Un’azione portata avanti con l’Assessorato Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano che sarà sostenuta tramite una raccolta fondi destinata all’acquisto delle giostre e dei giochi inclusivi da donare. Uno dei primi parchi accessibili sarà inaugurato il prossimo 21 aprile ai Giardini Montanelli, in Porta Venezia, alla presenza del Sindaco Beppe Sala e del Presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti.

All’intervento strutturale sui parchi sarà quindi affiancata un’attività educativa rivolta ai bambini delle classi 1°, 2° e 3° di tutte le scuole primarie della Zona 1 di Milano, che partirà nell’anno scolastico 2018/19. In questo ambito saranno realizzati programmi volti allo sviluppo cognitivo e motorio dei bambini, pensati per incrementare la relazionalità con la disabilità proprio tramite il gioco.
 

Un esempio di secondo welfare

Ma come si è giunti a questo primo risultato? Nella pratica il Comitato Promotore della Fondazione di Comunità Milano ha costituito un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato la Direzione Urbanistica del Comune e le Associazioni Delegate al Tavolo permanente sulla Disabilità. In questo ambito, grazie al supporto pedagogico specialistico dell’associazione L’Abilità, al contributo progettuale di UILDM e di Disabili No Limits, oltre che al confronto con le esperienze internazionali di Inter Campus, è stata sviluppata la riprogettazione dell’area dei Giardini Montanelli e sono state selezionate le giostre e i giochi da inserire in base ad un’attenta valutazione di caratteristiche ludiche ed ergonomiche.

Durante questo percorso, durato 4 mesi, si è avviato un dialogo costruttivo con l’Amministrazione comunale che ha guidato le scelte verso le strutture più rispondenti alle esigenze di accessibilità, con l’obiettivo comune di realizzare un contesto volto a salvaguardare i bisogni dei bambini e finalizzato alla piena inclusione e condivisione. Tra marzo e aprile l’area giochi accessibile dei Giardini Montanelli è stata quindi riattrezzata grazie a una raccolta fondi promossa dal Comitato Promotore della Fondazione e da Fondazione Cariplo durante una serata benefica svoltasi in occasione delle feste natalizie. Il parco giochi è quindi il frutto di un gesto di solidarietà di privati cittadini, di imprese ed enti che hanno condiviso l'idea di ripensare uno spazio giochi nel verde al centro della città.

Quello di “Parchi gioco per tutti” è il primo segno concreto e tangibile del ruolo e dell’impegno che la Fondazione di Comunità Milano sta assumendo verso la collettività. Ed è un concreto esempio di secondo welfare in quanto basato sulla collaborazione integrata di attori pubblici e privati, sulla ricerca di risorse private che integrino l’azione pubblica e sulla partecipazione diretta dei cittadini alla costruzione di una policy. Un’esperienza che ha permesso di sperimentare un modello positivo di collaborazione multistakeholder in cui sono state messe in comune competenze e risorse provenienti “dal basso”: un “laboratorio di civismo” che grazie alla nuova fondazione di comunità speriamo di vedere presto replicato su tanti progetti e iniziative di cui Milano ha un gran bisogno!

 

 


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