PRIVATI / Finanza Sociale
Accordo tra Banca Prossima e Nomisma: un passo avanti per la finanza sociale?
A Bologna è stata (ri)presentata un’intesa che vuole cambiare le regole del credito per le imprese che investono in CSR, sostenibilità e welfare
10 settembre 2014

A Bologna nell’ambito di Farete, evento organizzato da Unindustria Bolgona, è stato presentato un accordo di collaborazione fra Nomisma e Banca Prossima che si pone l’obiettivo di promuovere l’elaborazione e la diffusione di nuovi modelli di gestione del credito che siano favorevoli allo sviluppo dell’economica sociale. L’accordo, in sostanza, consentirà alle imprese di richiedere finanziamenti agevolati per lo sviluppo di progetti, da realizzarsi in forte sinergia con le organizzazioni non profit e le pubbliche amministrazioni, orientati a creare impatti economici e sociali sui propri territori operativi.

Da un lato, Nomisma metterà a disposizione la propria esperienza in termini di valutazione dell’impatto economico degli interventi e la sua capacità di delineare modelli di politica economica volti a ridurre o a rendere più efficiente la spesa pubblica, anche grazie all’utilizzo di risorse provenienti dal settore privato. 
Dall’altro lato, Banca Prossima assicurerà un migliore accesso al credito alle aziende che vorranno investire in progetti di CSR, sostenibilità ambientale e misure di welfare aziendale, cercando quindi di quantificare il più possibile il valore sociale generato da tali attività in favore dei territori. Inoltre, l’istituto di credito del Gruppo Intesa Sanpaolo metterà a disposizione la propria capacità di progettare modelli finanziari a sostegno di attività sviluppate da organizzazioni non profit.
 Nelle intenzioni di Nomisma e Banca Prossima l’accordo permetterà di innovare in maniera significativa le interazioni tra settore profit, non profit e pubbliche amministrazioni, che potenzialmente potranno determinare significativi impatti sociali oltre ad importanti ritorni sul fronte economico.


Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima, ha spiegato che per ora non è stato costituito un plafond apposito “perché è difficile valutare le dimensioni di questo particolare mercato”. L’istituto ha quindi scelto di “coprire tutte le esigenze sostenibili che verranno presentate, senza tetti né limiti al singolo prestito”. La valutazione delle singole richieste sarà operata sia da Nomisma che dal Banca Prossima a condizione che “venga rispettato l’obiettivo primario, che è quello di servire il territorio attraverso l'economia sociale”. Per queste ragioni “all'interno di questi presupposti, che puntano alla crescita di un modello nuovo di business, potrà essere erogato qualunque importo”.

Senza dubbio l’accordo rappresenta un’opportunità molto interessante per le aziende che stanno investendo su responsabilità sociale d'impresa, anche e soprattutto attraverso progetti di welfare aziendale, e per quelle organizzazioni non profit che sono spesso protagoniste della realizzazione di tali attività. Resta tuttavia da vedere come, quanto e soprattutto quando le misure previste dall’accordo saranno attuate da firmatari. A Bologna, infatti, si è sostanzialmente assistito alla replica di una precedente presentazione dell’accordo, che aveva avuto luogo a Udine nel febbraio scorso. Difficile dire perché negli ultimi sei mesi l’intesa sia stata riposta nel cassetto o, più semplicemente, perché non abbia iniziato a produrre i frutti promessi. In ogni caso la speranza è che tutto ora inizi a girare per il verso giusto, e che la finanza sociale nel nostro Paese possa fare un deciso passo avanti.

 

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