Nuovi patti generazionali: non bastano le pensioni
Preoccuparsi per il futuro dei giovani e la sicurezza degli anziani è più che normale in tempi di crisi. Occorre però evitare che le preoccupazioni si trasformino in lamentazioni intrise di pessimismo e sorde all’evidenza empirica. Purtroppo il dibattito italiano indulge spesso a questa brutta abitudine, soprattutto quando si parla di mercato del lavoro e di previdenza. Nel loro nuovo volume Del Boca e Mundo mostrano come gran parte dei lamenti in circolazione siano appunto esagerati e quasi sempre infondati. Fuori linea rispetto ai dati empirici.
 
Riforma Pensioni, Boeri attacca la Manovra: "Aumenta il Debito per i giovani"
"Questa è una manovra ma che fa aumentare il debito implicito e ogni manovra che lo fa scarica oneri sulle generazioni future. E questa è una manovra che lo fa in modo non irrilevante". Questa afferma il presidente dell'Inps Tito Boeri riferendosi alle innovazioni introdotte con la Legge di stabilità | PensioniOggi.it, 23 gennaio 2017
 
Italia prima in Europa per quota over 80. Le ricadute sulle pensioni
Sono 27 milioni le persone che hanno superato gli 80 anni all’interno dell’Unione Europea, con un aumento notevole nel corso di 10 anni: +7 milioni dal 2005 al 2015. Sia chiaro, in sè è una buona notizia, ma occorre ricordarsi che le pensioni attuali sono pagate con i contributi attuali. Il costo del sistema pensionistico, dunque, grava e graverà in modo sempre più pesante sulle generazioni più giovani, già alle prese con un mercato del lavoro isterico e isterizzato. | Luciano Canova, Il Sole 24 Ore, 5 ottobre 2016
 
Boeri: il problema delle pensioni è l’equità, non la sostenibilità del sistema
«Il problema vero che noi abbiamo oggi in Italia è quello dell’equità e non quello della sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico». Lo afferma il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato da Presadiretta, programma di Rai3. Per affrontarlo Boeri propone una operazione redistributiva che tagli pensioni e vitalizi ingiustificati alla luce dei contributi versati. Il governo replica: siamo contrari a mettere le mani sulle pensioni già in essere
 
Pensioni, per le minime torna l’ipotesi di aumento
C’è una sorpresa nella riforma delle pensioni allo studio del governo. Torna l’ipotesi di aumento degli assegni al minimo, 500 euro al mese, che non compariva nel menù delle misure possibili concordato a fine luglio fra governo e sindacati. La strada, però non è semplice e potrebbe costare 3,5 miliardi di euro alle casse pubbliche. Troppo rispetto ai 2 miliardi preventivati dal Governo. Ma ci sono diversi correttivi possibili che potrebbero comunque permettere l'intervento. | Lorenzo Salvia, Corriere della Sera, 29 agosto 2016
 
Female Poverty Trap: Gender Pension Gap in the European Union
For 25% of the European population, pensions are the primary source of income. Furthermore, the number of pensioners is expected to double in the next 40 years. In this situation is crucial, now more than ever, to find a way to keep the pensions both adequate and sustainable. Adequate for the need not only to avoid poverty but also to ensure acceptable life standards. And this is particularly challenging when it comes to women.
 
Donne, come evitare il rischio della pensione più leggera
Guadagnano di meno, hanno contratti a singhiozzo, e spesso accumulano buchi contribuitivi per la maternità o la cura dei familiari. Per questo, le future pensioni delle donne italiane saranno più amare. Già oggi sono in media più basse del 36% rispetto a quelle degli uomini. Ora, con la riforma del sistema e il passaggio al contributivo, questa differenza rischia di allargarsi. | Sandra Riccio, La Stampa, 27 giugno 2016
 
Hill: “L’Europa deve sviluppare meglio le pensioni private”
Parlando a una conferenza organizzata dalla Commissione a Francoforte insieme alla Banca centrale europea, il commissario alla Stabilità finanziaria, Jonathan Hill, ha affermato che l’Ue deve pensare a “come incoraggiare e sviluppare meglio il mercato privato delle pensioni in Europa”. |
 
L’allarme di Boeri: la generazione 1980 rischia di andare in pensione a 75 anni
Come ha spiegato Tito Boeri, Presidente INPS, nel corso del suo intervento al «Graduation Day» dell’Università Cattolica, per un lavoratore tipo della "generazione 1980" emerge «una discontinuità contributiva, legata probabilmente a episodi di disoccupazione, di circa due anni» che determina un “buco” contributivo che pesa sul raggiungimento delle pensioni. Questa, a seconda del prolungamento dell’interruzione, per la generazione nata a partire dagli anni 80 potrebbe slittare «fino anche a 75 anni» | La Stampa, 19 aprile 2016
 
L’anno zero delle pensioni è il 2030, quando gli assegni saranno a rischio
La Stampa ha analizzato le proiezioni di diversi esperti, incrociando previsioni demografiche e studi sulla spesa previdenziale. In un’Italia sempre più vecchia un milione di neo pensionati metteranno in pericolo i conti Inps | Giacomo Galeazzi e Ilario Lombardo, La Stampa, 17 aprile 2016
 
Inps, mezzo milione in pensione da oltre 36 anni. Boeri: "Serve contributo da importi elevati"
I dati solo sul settore privato non comprendono i baby pensionati del pubblico impiego, usciti dal lavoro prima del '92 con almeno 14 anni di contributi. Baretta "Legge Fornero va difesa" ma bisogna "agire sulla flessibilità in uscita". Così "è impraticabile"
 
Pensioni e welfare, i sacrifici toccano ancora alle donne
Alessandra De Boca e Antonietta Mundo, La Ventisettesima Ora - Corriere della Sera, 22 febbraio 2016
 
Spesa per pensioni: la sostenibilità, l’Europa, le Riforme
La riforma Fornero ha assicurato un contenimento della spesa di 68 miliardi entro il 2020, al netto dei 12 miliardi impegnati per le salvaguardie degli esodati. Ma nonostante questo, l’attenzione della Commissione Europea sulla “partita pensioni”, come confermato dal "Rapporto sulla sostenibilità fiscale 2015" redatto da Bruxelles, è sempre molto alta. Perché? Alberto Nalin su "Il Punto" propone alcuni numeri per capire le ragioni di questo atteggiamento della Commissione.
 
Legge di stabilità, il pacchetto lavoro-previdenza
Nella Legge di Stabilità 2016 non poteva mancare un “pacchetto lavoro-previdenza”. Domenico Comegna de Il Punto - Giornata Nazionale della Previdenza analizza le novità più rilevanti in materia previdenziale contenute nel testo finale del provvedimento: stop alla penalizzazione per chi va in pensione entro il 2017, niente aumenti per il 2016, indicizzazione raffreddata, possibilità di andare in pensione con l"'opzione donna", part-time ed esodati.
 
Pensioni più povere e lontane
In pensione più tardi, e con meno soldi in tasca. Dal 1° gennaio 2016 scatterà uno scalone previdenziale che penalizza i lavoratori, soprattutto donne, che non riescono a maturare i requisiti per maturare il diritto all'assegno previdenziale prima della mezzanotte del 31 dicembre. È l'effetto dell'applicazione degli indicatori legati all'aumento della speranza di vita, che allunga di quattro mesi la data del pensionamento, ma anche della entrata in vigore di alcune norme contenute nella legge Fornero.
 
Le “asticelle” che penalizzano gli italiani (specie i lavoratori precoci)
«La scelta della riforma Fornero di alzare contemporaneamente i requisiti di anzianità e di vecchiaia è stata errata e crudele. Una persona che ha lavorato per 41 anni ha diritto di andare in pensione indipendentemente dalla sua età». Lo afferma Walter Passerini, giornalista specializzato su lavoro e pensioni, ex direttore di Corriere Lavoro e attualmente responsabile dell’inserto della Stampa “Tuttolavoro” e curatore del blog “Lavori in corso” nella sua intervista a Il Sussidiario.
 
Le casse professionali alla sfida dei conti su giovani e welfare
La spesa per le pensioni dei professionisti cresce più delle entrate contributive delle Casse. I pensionati sono cresciuti del 20% dal 2009 al 2014 e la spesa per pagare gli “assegni”, quattro miliardi e mezzo di euro, è balzata in avanti del 32% rispetto a sei anni prima. Gli attivi sono cresciuti invece del 15%, con l’eccezione di alcune categorie (ad esempio ragionieri e giornalisti, in calo costante) e le entrate contributive avanzano del 24,5 per cento
 
Pensione anticipata: a confronto le proposte di Boeri e di Damiano-Beretta
Da un lato la proposta del presidente dell’Inps Boeri, che prevede il passaggio al contributivo con decurtazione degli assegni più bassi fino al 30-35%. Dall'altro il più conveniente (ma anche più costoso) piano targato Damiano-Baretta. Su La Stampa un bel confronto tra le due proposte attualmente allo studio del Governo per introdurre forme di pensionamento anticipato.
 
Pensioni, il cantiere infinito
Il cantiere della legge di Stabilità sta per aprirsi ed ecco arrivare, puntali come orologi, nuove proposte in materia di pensioni. Quest’anno non si tratta solo di salvaguardie per gli esodati o deroghe per questa o quella categoria. Si vorrebbe ripristinare la pensione di anzianità generalizzata a partire da 62 anni, non appena il totale fra età e durata della contribuzione raggiunge «quota 100». La cosiddetta flessibilità in uscita è un’idea su cui è opportuno riflettere.
 
Boeri: ecco i 5 punti per riformare le pensioni
Flessibilità sostenibile. Rete di protezione sociale dai 55 anni in su. Unificazione delle posizioni assicurative (e fine delle ricongiunzioni onerose). Armonizzazione dei tassi di rendimento. Nuove opportunità di versamenti perché «non si va in pensione, ma si prende la pensione». Sono i cinque punti sui quali si incardina la proposta di riforma del sistema previdenziale messa a punto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. | La Stampa, 8 luglio 2015
 

 
Pagina 1 2