PRIMO WELFARE /
Dati che fanno riflettere e una doppia sfida. Casalinghe addio (ma il nuovo stenta)
Luciano Moia, Avvenire, 11 luglio 2017
11 luglio 2017

Casalinghe, sempre di meno, sempre più anziane, sempre più povere e sempre più scontente. Ma esiste ancora la casalinga secondo il modello della tradizione, o forse è rimasta soltanto una donna che è stata espulsa dal mercato del lavoro o che non è mai riuscita a trovarvi uno spazio?

La fotografia che l’Istat ha diffuso ieri sulla condizione delle "Casalinghe in Italia" contribuisce a chiarire tanti aspetti. Nella totalità del lavoro domestico non retribuito, quello cioè che si realizza all’interno della famiglia e che riguarda in modo particolare la cura di bambini e anzini – complessivamente 71 miliardi e 353 milioni di ore – le donne sono state costrette a sobbarcarsi il 71% del totale. E cioè l’enorme e quasi inimmaginabile cifra di 50 miliardi e 994 milioni di ore di lavoro.

Permangono quindi gravissimi problemi di conciliazione famiglia-lavoro che devono essere risolti sia con interventi legislativi, sia con scelte aziendali più originali e più favorevoli che, diversificando il carico degli impegni, contribuiscano all’aumento del tasso di serenità a vantaggio sia dei lavoratori sia delle stesse imprese.


Dati che fanno riflettere e una doppia sfida. Casalinghe addio (ma il nuovo stenta)

Luciano Moia, Avvenire, 11 luglio 2017

 
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