Repetita iuvant: non è colpa dei giovani se non si iscrivono all'università
A distanza di pochi mesi da un dibattito praticamente identico, seppure innescato da statistiche diverse, anche nella scorsa settimana si è tornato a parlare delle (per alcuni discutibili) scelte universitarie dei giovani italiani, degli scarsi esiti occupazionali dei percorsi di laurea preferiti, dei preoccupanti tassi di abbandono. | Emmanuele Massagli, Bollettino Adapt, 20 settembre 2017
 
Quest’anno il Fondo per le Non Autosufficienze vale 500 milioni di euro
La Conferenza Stato-Regioni ha definito l'accordo per la ripartizione del Fondo per le Non Autosufficienze - istituto che fa riferimento al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - che quest'anno avrà un budget di 500 milioni di euro. L'obiettivo del Fondo è quello di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni assistenziali per le persone non autosufficienti.
 
Poveri di serie A e poveri di serie B
Il 29 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di attuazione della legge sul contrasto della povertà, ma La strada da percorrere è ancora molto lunga: con le attuali risorse, saranno prioritariamente ammessi i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra-cinquantacinquenni: si coprirà così solo un terzo dei 4 milioni e mezzo di persone che vivono in povertà assoluta | Marco De Ponte, Huffington Post, 18 settembre 2017
 
Macron e l’Europa che protegge (i francesi)
Le imprese che inviano i propri lavoratori in un altro Stato Membro dell'Ue per erogare servizi devono versare i contributi sociali nella misura prevista dal Paese di destinazione. Inoltre, gli stessi lavoratori possono essere “distaccati” per un massimo di 12 mesi. Sono queste le due modifiche chiave che Emmanuel Macron vuole apportare alla nuova Direttiva europea sui lavoratori distaccati, al fine di contrastare il “social dumping”. Maurizio Ferrera evidenzia le implicazioni e le criticità che la manovra solleva.
 
Uomini, donne, lavoro: come condividere il Tempo (e il reddito)
Immaginiamo di disegnare il nostro Tempo. Una pagina in chiaroscuro attraversata da tre grandi linee che si incrociano, sovrappongono, allontanano, cercandosi. La prima segue il movimento delle donne. La seconda linea rileva quello degli uomini. La terza cerca infine di registrare il mutamento radicale del mercato del lavoro che ogni giorno mette a confronto uomini e donne. Che cosa porteranno questi nuovi tracciati? Se lo chiede Maurizio Ferrera.
 
Ocse: Italia maglia nera per spesa istruzione. Neet un ragazzo su 4
In Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione (Neet), contro una media Ocse del 14%. Il picco si registra soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia, dove è Neet più di un giovane su tre. Peggio dell'Italia per numero di Neet c'è solo la Turchia. E' quanto emerge dal rapporto Ocse "Uno sguardo sull'istruzione 2017", diffuso il 12 settembre 2017. | Ansa.it, 12 settembre 2017
 
ESPAnet Italia 2017: disponibile il programma della conferenza
Dal 21 al 23 settembre 2017, presso il Campus di Forlì dell'Università di Bologna, si svolgerà la X edizione della Conferenza di ESPAnet Italia dedicata al tema "Il Welfare e i perdenti della globalizzazione: le politiche sociali di fronte a nuove e vecchie disuguaglianze". Sul sito della conferenza è ora disponibile il programma completo delle varie sessioni previste nel corso dell'evento, a cui parteciperanno anche i ricercatori del Laboratorio Percorsi di secondo welfare.
 
Così importante ma tanto invisibile, ecco il welfare familiare
Il Governo e la politica fanno finta di non vedere ed il settore "domestico" continua a rimanere escluso da ogni forma di agevolazione: dagli sgravi per le assunzioni dei giovani (proprio quelle di cui si parla in questi giorni), agli sconti fiscali relativi al costo del lavoro. Eppure, come suggerisce lo stesso termine, un intervento in questa direzione arriverebbe direttamente e in modo strutturale dentro le case degli italiani, senza creare inutili contrapposizioni tra giovani e anziani, o tra ricchi e poveri. | Teresa Benvenuto, Huffington Post, 8 settembre 2017
 
Alzare le tasse per finanziare il welfare: l'idea percorre il Regno Unito, dalla Scozia a Londra
La leader scozzese Sturgeon ha chiesto la stretta fiscale per finanziare il reddito di cittadinanza. Ma anche l'Arcivescovo di Canterbury e il nuovo capo liberaldemocratico, Vince Cable, hanno messo il tema in agenda per abbattere le diseguaglianze sociali | Enrico Franceschini, Repubblica, 7 settembre 2017
 
Teoria del cambiamento: uno strumento prezioso, seppur imperfetto, per progettare e valutare gli interventi sociali
A partire da un interessante contributo di Geoff Mulgan sulla Teoria del Cambiamento, il Direttore di Human Foundation Federico Mento ci offre alcun spunti di riflessione su questo paradigma. Nonostante alcuni limiti, questa metodologia rappresenta infatti un prezioso strumento per comprendere, apprendere e migliorare gli interventi in atto ed essere più efficaci nel rispondere ai bisogni sociali.
 
Welfare occupazionale e welfare state: incastri virtuosi?
È stato recentemente pubblicato il numero 2/2017 della Rivista delle Politiche Sociali "Welfare occupazionale e welfare state: incastri virtuosi?". Il volume è dedicato al rapporto tra welfare occupazionale e welfare pubblico e si propone di cogliere le sfide emergenti dall'’espansione del welfare occupazionale nel quadro della più ampia trasformazione del welfare mix italiano. All'interno della rivista segnaliamo la presenza di alcuni contributi curati dai ricercatori del nostro Laboratorio.
 
La grande fuga dai nuovi voucher. L'Inps: "Ci sarà un crollo dell’80%"
Pochi mesi fa, la legge che ha modificato la regolamentazione dei voucher ha trasformato i vecchi buoni-lavoro in contratti di prestazione occasionale, vincolati a un complicato intreccio di limiti e divieti, che impedisce alla maggior parte delle imprese di accedervi | La Repubblica, 4 settembre 2017
 
Pensioni, il governo punta ad assegno minimo da 650 euro per i giovani
Prende forma la proposta del governo per garantire ai giovani, che andranno in pensione integralmente con il sistema contributivo, una rete di sicurezza che garantisca loro un assegno minimo da 650 euro, in caso i contributi versati non siano sufficienti a raggiungere questa soglia | La Repubblica, 1 settembre 2017
 
Più donne al lavoro, i limiti di un dato positivo
Seppure confortante, l’aumento dell’occupazione femminile reso noto recentemente dall’Istat è solo di natura congiunturale. Il lavoro femminile - quello che c'è, ma soprattutto quello che manca - rischia così di restare la grande risorsa sprecata del nostro paese. Che fare per renderlo strutturale, o quanto meno stabile nel tempo? L'opinione di Maurizio Ferrera.
 
Pensioni, riparte il confronto: i nodi ape, rivalutazione e adeguamenti
Come ricostruito da Repubblica sono molti i fronti di intervento possibili in tema previdenziale. Innanzitutto c'è un primo tema quasi ineludibile: con la crescita dell'inflazione la rivalutazione degli assegni agganciata al costo della vita non è più una questione di spiccioli. C'è poi il tema dell'adeguamento all'aspettativa di vita dei requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione | La Repubblica, 30 agosto 2017
 
Sulla questione natalità è la politica a dover intervenire
La questione della natalità è ormai da alcuni anni un problema di primo piano per il nostro Paese. Il cosa fare è noto, non abbiamo nulla da inventare e molto (non tutto) dipende dalla politica: servirebbe un grande programma per incentivare il "secondo welfare", con meccanismi di compartecipazione che potrebbero, tra l'altro, far emergere lavoro nero e creare nuova occupazione | Stefano Lepri, Huffington post, 29 agosto 2017
 
Lavoro, ecco chi ha pagato il conto più salato della crisi
Gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato (contratto a tutele crescenti), che il governo dovrebbe varare con la legge di Bilancio per il 2018, non riguarderanno tutte le assunzioni come il superbonus del 2015, ma solo quelle dei giovani e saranno molto più bassi. L’esecutivo sta ragionando su dove fissare il tetto d’età: se a 29 o 32 anni. L’andamento del mercato del lavoro negli ultimi 14 anni sembra però indicare che è soprattutto la fascia tra 25 e 34 anni che andrebbe sostenuta | Enrico Marro, Il Corriere, 28 agosto 2017
 
Salute: don Arice (Cei), “anche l’intera nostra società è un ospedale da campo segnato da crisi antropologica”
Don Arice (Cei), nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini di "Comunione e Liberazione", ha ricordato “che sono 12 milioni gli italiani che rinunciano a curarsi (1 milione in più rispetto al 2015) e che in questi ultimi anni è cresciuta gradualmente la difficoltà di assistenza sanitaria fino a trovare difficoltà a curare patologie anche inserite nei Livelli essenziali di assistenza”. | AgenSIR, 25 agosto 2017
 
La previdenza complementare stenta a decollare e i giovani rischiano di rimanere senza pensione
Secondo quanto riportato nella “Giuda introduttiva alla previdenza complementare” pubblicata dalla COVIP, alla fine del 2016 la previdenza complementare conta 7,8 milioni di iscritti, il 7,6% in più rispetto al 2015. Analizzando la distribuzione per fascia di età emerge, però, che nel 2015 soltanto il 19% dei lavoratori con meno di 35 anni è iscritto a una forma pensionistica complementare | Daniele Bussola, AssiNews.it, 24 agosto 2017
 
Più anziani non autosufficienti, meno posti letto: così i figli si indebitano per l’assistenza
Il Paese più vecchio d’Europa rischia di dimenticarsi dei propri anziani. In Italia il 21,4 per cento della popolazione ha più di 65 anni. La media europea è del 18,5. L’invecchiamento, del resto, non si ferma: nel 2050, secondo le stime Istat, gli over 65enni arriveranno a quasi 22 milioni, praticamente una persona ogni tre. Eppure, secondo l’ultimo rapporto dell’Irccs Inrca, tra i grandi Paesi europei il nostro è l’unico a non aver riorganizzato in maniera organica il suo sistema di continuità assistenziale | Lidia Catalano e Davide Lessi, La Stampa, 23 agosto 2017