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Milano Smart City: il Libro Bianco di Palazzo Marino sull’innovazione sociale
La ricerca racconta le migliori risposte messe in campo dalla città meneghina per rispondere ai bisogni di cittadini, imprese e city user
23 aprile 2016

Il 19 aprile presso la Sala Stampa di Palazzo Marino, Cristina Tajani assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano, insieme a Renato Galliano, direttore generale dell’Assessorato al Lavoro, e Fabio Sgaragli di Fondazione Giacomo Brodolini, ha presentato il “Libro Bianco di Milano sull’Innovazione Sociale”, un lavoro di ricerca che si inserisce nel progetto “Boosting Social Innovation” del programma europeo “Urbact”.


Milano e l’innovazione sociale

L’assessore Tajani introducendo la ricerca ha spiegato che per l’amministrazione meneghina fare innovazione sociale significa rispondere a bisogni emergenti e tradizionali trovando soluzioni nuove o creando nuove combinazioni con risorse già presenti. Questo attraverso la valorizzazione dei processi partecipativi e il coinvolgimento di cittadini, soggetti privati e organizzazioni del terzo settore, sia nella fase di rilevazione dei bisogni che nella realizzazione delle risposte, privilegiando così logiche bottom up rispetto a logiche top down.

In una fase storica caratterizzata dalla crisi economica, ha sottolineato Tajani, l’attenzione si è focalizzata in particolare sull’offerta nuove soluzioni occupazionali, come dimostra anche la partecipazione della città alla “European Capital Innovation Award 2016”, dove si è collocata tra le prime nove città europee classificate.

Entrando nel merito della pubblicazione, Galliano ha spiegato come questa, raccontando i processi innovativi sviluppatisi dal 2012 al 2016, s’inserisca nel più ampio progetto di “Milano Smart City”, orientato a migliorare l’attrattività della città per i suoi cittadini ma anche per i numerosi city user e le imprese, lavorando su temi molto diversificati come la mobilità, il welfare 2.0, l’imprenditorialità e il lavoro. A Milano il programma Urbact si è articolato intorno a tre linee guida: la sinergia tra la capacità d’innovazione dei cittadini e degli amministratori; la valorizzazione degli spazi (pubblici, privati, fisici, virtuali, nuovi, recuperati…); l’ approfondimento delle competenze culturali, del tutto nuove e non formalizzate, di chi affronta un tema legato all’innovazione sociale.


Contenuti e metodologia

Il Libro Bianco descrive i processi d’innovazione sperimentati a Milano negli ultimi anni; l’opera si basa sui dati raccolti dall’amministrazione comunale e sulla ricerca qualitativa svolta dalla Fondazione Brodolini attraverso confronti faccia a faccia e on line.

Sgaragli, della Fondazione Brodolini, nel descrivere la metodologia adottata, evidenziando la rilevanza del concetto di ecosistema per lo studio dei processi d’innovazione sociale, e in questo senso è stato quindi importante identificare gli attori e le relazioni tra attori oggetto della ricerca. Volgendo lo sguardo al futuro è quindi fondamentale implementare l’ecosistema milanese, estendendo i processi agli altri comuni della città metropolitana, creando connessioni con altri ecosistemi e allargando il numero di attori che lavorano nell’ecosistema.


I processi innovativi

Durante la presentazione della ricerca sono stati evidenziati tre temi: il coworking, gli incubatori d’impresa e il crowfunding civico.

In merito al coworking l’amministrazione comunale è intervenuta mappando i punti di coworking presenti nella città ambrosiana e attraverso l’istituzione di un voucher di 1.500 euro per i lavoratori che si sarebbero avvalsi dei servizi di un punto di coworking accreditato presso il Comune e la Camera di Commercio. È stato poi istituito un voucher analogo per le fablab.

Attraverso la sinergia tra diversi attori (Comune di Milano, Fondazione Brodolini, università, soggetti privati) sono stati attivati diversi incubatori d’impresa, alcuni operativi già da alcuni anni, spesso valorizzando strutture dismesse o poco sfruttate. Ogni incubatore è specializzato in un settore specifico; ad esempio il FabriQ nelle imprese ad alto impatto sociale, il Polihub nell’ambito tecnologico, il Base per la cultura e la creatività.

Il crowdfunding civico valorizza invece gli aspetti partecipativi del processo d’innovazione. È stata creata una specifica piattaforma di crowdfunding sulla quale sono stati caricati progetti d’interesse per la città che i cittadini possono finanziare; l’amministrazione partecipa raddoppiando la cifra donata dai cittadini. Attraverso questo strumento i cittadini possono democraticamente scegliere quali progetti sostenere. 

Sul lato della partecipazione sono stati adottati anche altri provvedimenti come il bilancio partecipativo con a disposizione 9 milioni di euro e la stesura di un documento di “Food Policy” realizzato in collaborazione con Fondazione Cariplo.


Riferimenti

Libro Bianco di Milano sull’Innovazione Sociale

Milano Smart City 

Milano in lizza come capitale europea dell’innovazione 2016

Smart City. Milano si conferma leader nell'innovazione sociale

 


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